IL RISCATTO

Napoli, i big dell’hi-tech sfidano la camorra

di Vera Viola


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4' di lettura

San Giovanni a Teduccio non è una banlieue. E l’agguato di camorra consumato l’altro giorno fuori dalla scuola elementare e materna Vittorino da Feltre di via Sorrento, uccidendo un uomo e ferendo suo figlio mentre il nipotino di 4 anni scappava terrorizzato, colpisce una municipalità e una comunità intera che contro il degrado e il malaffare hanno alzato barricate fatte di ricerca, cultura, progetti di impegno sociale, programmi di riqualificazione. Siamo nella periferia orientale di Napoli: fino al 1925 San Giovanni a Teduccio era comune autonomo, poi divenne circorscrizione di Napoli e, dal maggio 2006, “Sesta Municipalità” insieme ai quartieri di Barra e Ponticelli. Pur non essendo molto vasto, il quartiere conta circa 25mila abitanti e vi coabitano la camorra e le eccellenze dell'Ict mondiale , il malaffare e il volontariato più virtuoso, il degrado e l’arte. Ex area industriale: sin dall’ottocento si era insediato un nucleo significativo di manifatture e agli inizi del ’900, anche sulla spinta della legge per Napoli ispirata da Francesco Saverio Nitti, l’area orientale era diventata una delle due braccia operose (a est e a ovest) della Napoli industrializzata. Ma la deindustrializzazione della fine del 900 ha lasciato segni mai cancellati. Qui oggi restano edifici vuoti e degradati, e in quelle famiglie la cui vita un tempo era scandita dalla sirena delle fabbriche oggi l’inattività la fa da padrona. Tra queste rovine, ben descritte dal romanzo di Elena Ferrante ambientato poco lontano, si alimenta e prospera una camorra efferata: la vittima dell’altro giorno, Luigi Mignano, era cugino del boss Ciro Rinaldi, acerrimo nemico del clan dei Mazzarella e dei De Micco. I cittadini sono spaventati, parlano di “stese” di camorra che si ripetono ogni giorno.

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Ma c’è l’altro quartiere di San Giovanni. È proprio nella ex fabbrica Cirio che dal 2015 (grazie a finanziamenti Fondo europeo di sviluppo regionale) è sbarcata l’Università Federico II, con il suo avveniristico Polo Tecnologico. Qui Apple ha portato la sua Academy, unica in Europa, che in tre anni ha diplomato circa 600 giovani sviluppatori di app. Il 30% degli allievi viene dall’estero. Dopo sono arrivati altri player internazionali dell’informatica, delle telecomunicazioni, della consulenza: Cisco, Deloitte, Accenture e, pochi giorni fa, Tim con il suo polo per lo sviluppo di applicazioni legate alle tecnologie 5G. Sin dall’inizio l’università vi ha localizzato i 30 laboratori del Cesma, centro servizi metrologici e tecnologici avanzati, anch’essi un fiore all’occhiello del Sud. «Vogliamo che il polo di San Giovanni sia centro di cultura specialistica e di contaminazione», ha detto il rettore della Federico II, Gaetano Manfredi.

«L’ateneo è da sempre un luogo aperto – ha precisato il direttore della Apple Academy, Giorgio Ventre – ma si sa, questo tipo di battaglie dura decenni». Sempre con i fondi Ue, si sta costruendo un’altra ala che raddoppierà gli spazi. San Giovanni a Teduccio è anche uno dei quartieri interessati dal progetto di riqualificazione del comitato NaplEst: nel 2010, 33 imprese (oggi 25) tra cui numerose quelle locali e altre nazionali e di grandi dimensioni – Q8 e Cdp Immobiliare, Eni, Sistemi Urbani di Fs – avevano previsto investimenti pubblici e privati, questi ultimi per 2 miliardi. Il complesso Brin69 è una delle prime realizzazioni che ha messo ordine in una strada lasciata alla malavita e ai suoi traffici illeciti. I lavori pubblici sono stati realizzati in parte, tra questi - sempre con i fondi europei - la risistemazione di via Marina, che marcia in ritardo. Riqualificazione è anche quella della street art. L'esempio più noto è il ritratto di Diego Armando Maradona realizzato a San Giovanni a Teduccio da Jorit, street artist napoletano di madre olandese. Poco lontano, a Ponticelli, nella stessa Municipalità, è sorto il “Parco dei Murales”, su iniziativa di Inward, diventato attrazione artistica e strumento di animazione sociale, coinvolgendo adolescenti, mamme, bambini. La scuola è in trincea. La dirigente dell’istituto Vittorino da Feltre, Valeria Pirone, ha lanciato accuse gravi dopo l’agguato. «Siamo abbandonati – ha detto – le nostre denunce sono inascoltate. Vogliamo l’esercito davanti alla scuola».

Arte di strada, musica, artigianato: la rete degli attori in campo è ricca. Esemplare l’esperienza del Teatro San Carlo fatta a Vigliena, sempre a San Giovanni a Teduccio, nella fabbrica ex Cirio. Qui è stato costituito e fa le prove il Coro giovanile diretto dal maestro Carlo Morelli. «Nel 2012 – racconta il maestro – avviammo le audizioni di centinaia di ragazzi del quartiere. Molti hanno aderito e la musica è diventata passione, per alcuni lavoro. In ogni caso presidio di legalità». A questa attività il San Carlo ha aggiunto, sempre a San Giovanni, un’intensa alternanza scuola lavoro, che pochi giorni fa è terminata con un concerto in Teatro e uno strepitoso flash mob in Piazza Plebiscito. E non solo, sempre a Vigliena, il San Carlo ha portato i laboratori in cui vengono costruite tutte le scene. La start app del Massimo diventa così bacino di creatività a servizio dello spettacolo e trincea contro la camorra.

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