L’operazione dei Ros

Napoli, duro colpo ad alleanza Secondigliano: arrestata Maria Licciardi

La donna, che stava per volare in Spagna, è indiziata di essere il capo del clan Licciardi e figura di vertice della potente Alleanza di Secondigliano, cartello camorristico egemone a Napoli

Maria Licciardi accompagnata in prigione dagli agenti della squadra mobile di Napoli (foto di archivio del 15 giugno 2021, Ansa)

3' di lettura

Questa mattina, presso l’aeroporto di Ciampino (Roma), i carabinieri del Ros hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli, nei confronti di Maria Licciardi, indiziata di essere il capo del clan Licciardi e figura di vertice della potente Alleanza di Secondigliano, cartello camorristico egemone a Napoli. La donna stava per volare in Spagna.

Indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli

È indagata per associazione di tipo mafioso, estorsione, ricettazione di somme di denaro di provenienza illecita e turbativa del regolare svolgimento di un'asta giudiziaria, reati aggravati dalle modalità mafiose. L'indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli, ha evidenziato che la donna, sorella del fondatore del clan, Gennaro Licciardi, deceduto in detenzione nel 1994, fin dalla sua ultima scarcerazione, risalente al dicembre 2009 (dopo circa 8 anni di detenzione), ha progressivamente assunto la direzione della consorteria, gestendo le attività illecite attraverso disposizioni impartite, anche durante incontri e summit riservati, ad affiliati con ruoli apicali e ai capizona ai quali erano affidate porzioni dell'area di influenza dell'organizzazione (Masseria Cardone, Don Guanella, Rione Berlingieri e Vasto). Sotto il profilo delle sinergie operative, oltre ai rapporti (connotati da profonda reverenza nei confronti della donna) con esponenti dei clan Contini, Vinella Grassi, Di Lauro e Polverino, sono state registrate le strette relazioni con il clan Mallardo delle cui dinamiche la Licciardi era costantemente aggiornata. Le investigazioni hanno anche posto in luce un'attenta gestione della cassa comune da parte dell'indagata, che puntualmente provvedeva al sostegno delle famiglie degli affiliati detenuti, ciò anche per evitare defezioni collaborative.

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Capillare controllo del territorio attraverso sentinelle

Sono state censite condotte di natura estorsiva, tra cui l'intervento in occasione di un'asta giudiziaria riguardante la vendita all'incanto di alcuni immobili ubicati a Secondigliano, e le minacce rivolte dalla Licciardi nei confronti una donna ritenuta responsabile di aver sottratto un'ingente somma di danaro alla famiglia mafiosa. L'attività d'indagine, eseguita dal Reparto Anticrimine del Ros di Napoli, resa particolarmente difficoltosa delle continue bonifiche degli ambienti e dei mezzi in uso all'organizzazione (volte a scongiurare la presenza di dispositivi di intercettazione), ha documentato il capillare controllo del territorio, ottenuto grazie al massiccio impiego di sentinelle, che consentiva alla donna di allontanarsi dall'area in caso di anomale presenze delle forze di polizia.

Ripartizione dei proventi delle attività illecite comuni

Maria Licciardi si era resa irreperibile in occasione dell'esecuzione di misure cautelari del giugno 2019 con l’operazione Cartagena che ha riguardato esponenti dell’Alleanza di Secondigliano. Le investigazioni confermano l'operatività dell'Alleanza di Secondigliano - facente capo alla famiglia Licciardi, ai Contini e ai Bosti dei quartieri Vasto-Arenaccia, nonché ai Mallardo di Giugliano in Campania - che esercita le proprie attività secondo precise strategie criminali e di ripartizione dei proventi delle attività illecite comuni, che assicurano il rafforzamento della coesione interna, l'ampliamento del rapporto di superiorità rispetto alle altre consorterie-satellite e il consolidamento delle dinamiche di reciproca solidarietà con autonome organizzazioni camorristiche, comunque legate al cartello camorristico da saldi e risalenti rapporti.

Lamorgese, «arresto Licciardi segnale forte dello Stato»

«Complimenti all’Arma dei Carabinieri per l’operazione di questa mattina coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che, a seguito di complesse ed articolate attività investigative, ha condotto all’arresto di Maria Licciardi». Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, sottolineando «l’impegno e la determinazione della magistratura e delle Forze di polizia per contrastare le organizzazioni camorristiche che controllano capillarmente ampi territori e gestiscono affari illeciti anche attraverso una strategia comune». «Un segnale forte dello Stato che si aggiunge all’arresto a Napoli da parte della Polizia di Stato, a seguito di indagini coordinate dalla competente Direzione distrettuale antimafia e dal Tribunale dei minorenni, dei presunti autori della sparatoria dello scorso 16 giugno ai Quartieri Spagnoli che aveva portato al grave ferimento di due vittime innocenti», ha concluso la titolare del Viminale.

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