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Napoli, Milik non chiude al Chievo: "È una possibilità che considero"

a cura di Datasport

2' di lettura

Arek Milik pensa già al rientro in campo dopo il secondo terribile infortunio che gli ha causato la rottura del legamento crociato del ginocchio destro durante Spal-Napoli di un mese fa esatto. L'assenza dai campi dell'attaccante polacco sta mancando molto alla squadra di Sarri, per adesso non in termini di risultati ma alla lunga non avendo i giusti sostituti in attacco, l'allenatore si ritrova costretto a giocare sempre con i tre "piccoletti" senza riuscire a fare un minimo di turnover e questo potrebbe incidere molto sull'andamento della stagione. Milik, che aveva già subito un infortunio simile la scorsa stagione in cui aveva recuperato in quattro-cinque mesi, rimarrà lontano dal calcio giocato ancora per molto tempo, ma le indiscrezioni sul suo futuro lontano da Napoli a partire da gennaio continuano a susseguirsi.  Nei giorni scorsi, il patron azzurro De Laurentiis si era espresso circa la possibilità di vedere il polacco girato al Chievo in un ipotetico scambio con Roberto Inglese. A chiarire ogni dubbio è intervenuto direttamente il numero 99 partenopeo che ha parlato ai microfoni di Sportowefakty confermando in parte l'ipotesi di cambiare maglia a gennaio: "E’ una possibilità che considero, ma le decisioni le prenderemo a dicembre e decideremo cosa sarà migliore per me e per il club".  L'attaccante poi ha prima rilasciato una battuta sul suo recupero ringranziando il grande supporto che gli è arrivato da molte persone: "La riabilitazione prosegue. Passato il primo mese, il peggio è alle spalle. Ora posso dormire normalmente, prima mi svegliavo dal dolore. Ora è tutto più semplice. Data per il rientro? Non ho fretta. Si dice febbraio, ma lo farò quando sarò pronto. Ho sentito il sostegno di tutti: tifosi, compagni di squadra, il club, ho visto che in Polonia prima dell’ultimo match della Nazionale hanno cantato il mio nome. Ogni dettaglio, in una situazione come la mia, è importante. Infine ripensa a cosa è accaduto dopo il primo infortunio, in cui non riusciva più a trovare lo spazio che si aspettava: "Sarri sa più di tutti quando è il momento giusto per rientrare, insieme ai medici. Sono rientrato gradualmente, giocare in partita è diverso dall’allenamento, c’è uno stress estremamente superiore. Non ho avuto continuità in campo e non nascondo che a un certo punto ho cominciato ad essere impaziente, perché non giocavo tanto quanto avrei voluto. Solo due gare complete dopo il primo k.o.? Un calciatore giovane è sempre impaziente, ancora di più se crede di meritare più minuti. Ma ora non mi interessa più, adesso penso solo a guarire, del mio futuro si parlerà più avanti".

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