L’emergenza cardiochirurgica

Napolitano, prof. Boccanelli: «Nella dissecazione aortica il tempo fa la differenza»

di Redazione Roma

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Il presidente emerito Giorgio Napolitano durante la sessione di apertura della XVIII legislatura (Ansa)


2' di lettura

La dissecazione aortica che ha colpito il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano è considerata la più importante e grave emergenza di cardiochirurgia, e la sopravvivenza dipende anche e soprattutto dal tempo di azione dei medici per evitare che possa lacerarsi al punto da provocare una potente emorragia che causerebbe la morte. Una situazione molto grave di fronte alle quale oggi i cardiochirurghi non si arrendono neppure con un paziente molto anziano la cui sopravvivenza dipende anche dalle condizioni di salute generali.

Lo slaminamento del vaso aortico
«Lo stato fisco del presidente emerito Napolitano, che i geriatri definirebbero 'fit' (o robusto), fanno prevedere una buona ripresa». A dirlo e a spiegare il quadro generale di quanto accaduto al presidente emerito Napolitano, è il professore Alessandro Boccanelli, presidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, Sicge, intervistato dall’Ansa. «L’aorta è composta da tre strati, e quando è presente qualche placca al suo interno, si può creare una fessurazione, uno slaminamento del vaso, che ne provoca la rottura e una emorragia letale».

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Il sintomo è un dolore insenso
Il sintomo - spiega il proifessore - è un dolore molto intenso, «è necessario arrivare subito in ospedale, verificare la situazione con indagini radiologiche e intervenire 'prima di subito'». Boccanelli ha ricordato che dieci anni fa di fronte a un paziente della stessa età «in molti casi ci si sarebbe arresi e questo dimostra anche l'importanza di mantenere un buono stato fisico in tutte le età della vita». Tuttavia quanto accaduto a Napolitano non e' un problema solo della terza e della quarta età. '«La Sindrome di Marfan colpisce i giovani, è un difetto congenito che causa una mancata elasticità dell'aorta e quindi la espone a rotture». L'età di Napolitano - ha detto - comporterà ora un'attenzione maggiore per la ripresa del paziente che però potrà tornare, come dopo altri interventi di cardiochirurgia, a una vita normale ed attiva.

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