archeologia

Narciso, un altro affresco dalla meraviglia di Pompei

di Stefano Biolchini


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2' di lettura

Ancora una scoperta in quello scrigno delle meraviglie dell’archeologia che è Pompei: dopo il bellissimo affresco con Leda e il cigno, nell'atrio della stessa dimora, gli archeologi hanno riportato alla luce un altro strepitoso affresco con l'immagine di Narciso che si specchia nella sua immagine, secondo l'iconografia classica.
Lo annuncia la direttrice ad interim Alfonsina Russo. “La bellezza di queste
stanze ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo - racconta- Ciò consentirà in futuro di aprire alla fruizione del pubblico almeno una parte di questa domus”.

Si tratti di decori raffinati di IV stile, spiegano gli archeologi che hanno condotto lo scavo con la direzione scientifica di Massimo Osanna, che “caratterizzano l'intera stanza di Leda, con delicati ornamenti floreali, intervallati da grifoni con cornucopie, amorini volanti, nature morte e scene di lotte tra animali. Finanche sul soffitto, rovinosamente crollato sotto il peso dei lapilli, si estendeva l'armonia di questi pregiati disegni, i cui frammenti sono stati recuperati dai restauratori per ricomporne la trama”. Non solo: “Interessante, nell'atrio di Narciso, è la traccia ancora visibile delle scale che conducevano al piano superiore, ma soprattutto il ritrovamento nello spazio del sottoscala, utilizzato come deposito, di una dozzina di contenitori in vetro, otto anfore e un imbuto in bronzo. Mentre una situla bronzea (contenitore per liquidi) è stata rinvenuta accanto all'impluvio”.

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Nell'atrio della domus, dove è stato ritrovato l'affresco con il mito di Narciso “ben noto e più volte ripetuto a Pompei”, spiega Massimo Osanna, “tutto l' ambiente è pervaso dal tema della gioia di vivere, della bellezza e vanità, sottolineato anche dalle figure di menadi e satiri che, in una sorta di corteggio dionisiaco, accompagnavano i visitatori all'interno della parte pubblica della casa. Una decorazione volutamente lussuosa e probabilmente pertinente agli ultimi anni della colonia, come testimonia lo straordinario stato di conservazione dei colori.”

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