Industria

Nasce “Asstra Rail”, consorzio per lo sviluppo tecnologico delle aziende del comparto ferroviario

Parte con 10 aziende, di cui 6 del settore interconnesso e 4 isolate. «Ma siamo fiduciosi che il perimetro si amplierà rapidamente consentendo»

(RAFAEL CHAVES - stock.adobe.com)

2' di lettura

Nasce consorzio “Asstra Rail”, consorzio per lo sviluppo di sinergie e strategie comuni per aumentare l'efficienza e la presenza sul mercato delle aziende del comparto ferroviario attraverso l'ottimizzazione delle risorse e la condivisione di tecnologie e competenze.

«Esistono eccellenze e margini di incremento della capacità produttiva a vantaggio della qualità per l'utente finale e ASSTRA intende accompagnare questo processo di crescita», ha detto Andrea Gibelli, presidente di ASSTRA, associazione nazionale delle aziendedel trasporto pubblico locale, in apertura della conferenza dedicata a “Le prospettive deltrasporto ferroviario dopo la pandemia” tenuta in occasione di EXPO Ferroviaria 2021- 10aEsposizione internazionale per le tecnologie, prodotti e sistemi ferroviari che si è tenuta alla Fiera Milano-Rho dal 28 al 30 settembre.

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«Con “ASSTRA Rail” oggi partiamo con 10 aziende, di cui 6 del settore interconnesso e 4 isolate, ma siamo fiduciosi che il perimetro si amplierà rapidamente consentendo un ulteriore importante salto di qualità al comparto. Nasce un interlocutore che mette a sistema capacità, know-how e attività, che oggi le nostre aziende tendono ad affrontare individualmente. “ASSTRA Rail” risponde infatti all'esigenza da sempre avvertita di raggiungere un'adeguata massa critica sul mercato, anche tramite la costituzione di una centrale di acquisto e lo sviluppo di professionalità, oggi possibile grazie ad ASSTRA che opera come catalizzatore» ha aggiunto Massimo Nitti, presidente sezione Trasporto ferroviario ASSTRA.

«Il vantaggio strategico per il TPL risiede qui: siamo più centrati, più in grado di muovere
persone, più competitivi a svuotare le città rispettando la dimensione umana e sostenibile
del vivere comune. Per questo accettiamo oggi la sfida di soddisfare la crescente domanda
di chi considera il mezzo collettivo di trasporto su sede fissa la regola e non l'eccezione.
Altrimenti l'innovazione tecnologia e le abitudini che nel secolo scorso ci hanno spinto a
utilizzare ognuno il proprio mezzo creeranno il vantaggio immediato di avere una riduzione
degli inquinanti, ma senza migliorare la qualità della vita nelle grandi aree urbane in cui
l'OCSE attende nel 2050 vivrà oltre il 50% della popolazione del Nord del Mondo e fino
all'80% nel Sud», ha concluso Gibelli.

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