INNOVAZIONE

Nasce a Como il pedale da bici tecnologico

di Matteo Meneghello


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(© Rafael Campillo)

2' di lettura

Alluminio e gomma insieme, nel tentativo di rivoluzionare uno dei componenti a minore contenuto tecnologico all’interno di una bicicletta, vale a dire il pedale. L’ambizione è di Distahl sr, azienda di Mandello sul Lario, in provincia di Lecco, che da pochi giorni ha lanciato su Kickstarter, la piattaforma internazionale di crowdfunding, una campagna per raccogliere i fondi necessari ad avviare la produzione in serie del prototipo.

Il pedale ideato dall’azienda lombarda, ribattezzato Freection, ha una base in alluminio che è stata completamente rivestita in gomma, grazie al coinvolgimento, nel progetto di sviluppo, delle competenze di Vibram. I vantaggi del prototip, assicurano i proponenti, sono rappresentati dal fatto che è in grado di assicurare la massima presa con qualsiasi tipo di scarpa (anche quelle con i tacchi), e anche a piedi nudi. In questo modo potrebbe essere eliminato ogni rischio di farsi male (dalle semplici escoriazioni per chi porta le bici a mano ai tagli in caso di cadute: l’idea è nata due anni fa proprio in seguito a un incidente in bicicletta). Un altro vantaggio, riservato a chi utilizza biciclette semiprofessionali, è l’aderenza alla scarpa al pedale senza la necessità di regolazioni, senza dovere bloccare la scarpetta, e di conseguenza, senza mettere a rischio le articolazioni di caviglie e ginocchia.

Il progetto

Per gli utenti avanzati (appassionati di discesa, di enduro e di all mountain) c’è l’innovazione più importante. «I pedali tradizionali - spiegano i responsabili dell’iniziativa - sono dotati di aggancio per la scarpa da regolare: con Freection, invece, è la scarpa che viene dotata di pins, previsti nel kit di vendita del pedale, da inserire nella suola, per poi innestarsi con una semplice pressione sulla copertura di fomma del pedale: non richiede regolazioni e rende facile e immediato lo sgancio».

L’obiettivo della campagna è raccogliere 25mila euro entro il 15 maggio, allo scopo di avviare la produzione industriale del primo lotto. «Il prototipo finale - spiegano i promotori nella scheda di candidatura - è in grado di soddisfare standard di sicurezza per i diversi possibili utilizzatori». L’ostacolo maggiore, nello sviluppo del prodotto, è legato proprio all’accoppiamento del metallo con la gomma e alla necessità di colmare alcuni gap nella disponibilità di utensileria e attrezzaggio. I prossimi passi sono legati ad alcuni dettagli, come l’impostazione delle finiture della gomma e alla creazione delle guide per l’alluminio e completare l’iter per registrare il brevetto.

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