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Nasce l’Alleanza di Lipsia per la difesa dell’automotive

Si uniscono le regioni europee del settore. Guido Guidesi (Lombardia) nominato vicepresidente: «Siamo per la neutralità tecnologica»

di Flavia Carletti

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nasce l’Alleanza di Lipsia, una intesa tra le regioni europee dell’automotive per accompagnare la transizione del settore. L’obiettivo dei territori coinvolti, tra cui Regione Lombardia che aveva avviato circa un anno fa un percorso in questa direzione, è quello di evitare il crollo dei sistemi economici dove è più presente la filiera produttiva dei motori endotermici. L’intesa è stata siglata in Germania e Regione Lombardia è stata rappresentata dall’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, che è stato nominato vicepresidente dell’Alleanza con delega alle Competenze e alla forza lavoro. A Lispia erano presenti rappresentati per la Germania di Sassonia, Baden-Württemberg, Baviera, Sassonia-Anhalt e Saarland; per la Spagna di Valencia, Navarra, Andalusia e Castiglia e León; per la Francia di Grand Est, Borgogna-Francia-Coté; per l’Italia di Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Basilicata e Molise; e per la Slovacchia di Trnava e Kosice.

Guidesi: «Per una transizione giusta ed equa»

«L’Alleanza di Lipsia chiede l’istituzione di un meccanismo europeo a sostegno di una transizione giusta ed equa delle regioni in cui risiede la maggior parte delle produzioni industriali del settore automotive. Sull’altare della transizione non possiamo sacrificare competenze e capacità e soprattutto una leadership conquistata in cento anni di ricerca, innovazione e scelte imprenditoriali», ha spiegato Guidesi. «Cerchiamo di difendere in particolare tre cose: la tenuta occupazione e produttiva, la possibilità di accedere ad automobili a costi ragionevoli e il mantenimento di una posizione rilevante nel settore», ha continuato l’assessore che ritiene che vadano evitati i rischi della transizione: «Noi pensiamo che per raggiungere gli obiettivi ambientali che sono stati giustamente prefissati, su cui noi ci vogliamo sentire coinvolti e impegnati, per cui l'impatto zero delle auto in circolazione e l'impatto zero della produzione e del fine vita di quelle auto (altra situazione che tendo a sottolineare con forza), la soluzione sta nella piena neutralità tecnologica. Il fatto di potere dare continuità al motore endotermico attraverso l'utilizzo di nuovi carburanti eco compatibili che ci consentano di raggiungere l'impatto zero nella circolazione». Infatti, ha ribadito Guidesi, «la neutralità tecnologica consentirebbe alla Lombardia di fare tesoro del suo know-how, sviluppando nuove opportunità di lavoro e di crescita». Si tratta di una «alternativa per la quale potrebbe essere previsto un aggiornamento e la trasformazione dei nostri siti industriali. Ma potrebbe essere una direzione in grado di salvaguardare ambiente e occupazione. La transizione è un processo che dobbiamo guidare, non subire».

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Un impegno nato con il tavolo automotive a marzo 2022

In occasione dell’incontro di ieri in Germania, gli aderenti all’Alleanza hanno concordato una strategia comune volta all’attuazione di un decalogo adottato nella sessione plenaria di giugno del Comitato europeo delle regioni, promotore della riunione insieme al ministro presidente della Sassonia. Regione Lombardia ha incassato anche i complimenti di Nicolas Schmit, commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali nella commissione von der Leyen: sarà infatti la prima ad adottare il Patto Regionale per le Competenze (TCLF Pact for Skills). Regione Lombardia ha avviato il suo percorso il 29 marzo 2022, quando l’assessore Guidesi ha convocato un tavolo di lavoro sull'automotive a cui hanno partecipato tutti gli stakeholder del settore: Cluster Lombardo Mobilità, Cluster Aerospazio Lombardia, Anfia - Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, Confindustria Energia, Eni, Unem - Unione Energie per la Mobilità, Assopetroli, Federchimica-Assogasliquidi, Federmetano, Assogasmetano.

Dalla Lombardia un manifesto per salvaguardare il settore

È stato un importante momento di confronto che ha portato alla definizione di un “manifesto” sottoscritto da tutti i partecipanti, in difesa del settore automotive dopo l’annuncio, della Commissione europea, dello stop alla vendita di auto a benzina e diesel dal 2035. Il documento, inviato ai rappresentanti del Governo Draghi e alla Commissione europea, conteneva proposte e idee concrete in grado di salvaguardare uno dei principali settori economici e produttivi della Lombardia che, con oltre 1000 aziende, 50 mila occupati, 20 miliardi di fatturato e un alto tasso di esportazione e di innovazione, è al secondo posto in Italia ed è stabilmente al quinto posto in Europa. Tra le diverse proposte avanzate fu sottolineata l’importanza dei combustibili rinnovabili e a basso contenuto carbonico; importanti alternative nell’ottica della decarbonizzazione del settore dei trasporti e per la tutela della produzione di motori a combustione interna.

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