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Nasce l’orientamento attivo con l’Erasmus all’italiana

Il progetto

di Barbara Ganz

3' di lettura

Un territorio come quello di Schio, terra vicentina di aziende - metalmeccanica e tessile su tutte - e di export, e una lunga esperienza sui posti di lavoro come quella di Gigi Copiello, storico sindacalista a lungo leader regionale dei metalmeccanici della Fim.

Nasce così una proposta per cambiare il mondo del lavoro guardando ai giovani, che trovano un tessuto produttivo completamente diverso da quello vissuto dai loro padri. Presentata dal circolo Pd di Schio, di cui ora Copiello è segretario, il nuovo Patto per il lavoro è già stato condiviso con e le realtà produttive - da Confindustria a Confapi, da Confartigianato a Cna - e presentato al ministro Orlando.

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Si parte dalla realtà: le transizioni tra i diversi cicli scolastici e da scuola superiore a lavoro e Università sono passaggi critici, ci sono troppe bocciature nelle prime classi delle superiori e tanti abbandoni, senza conseguimento di alcun diploma di scuola superiore e, più avanti, dispersione universitaria e non partecipazione né al lavoro né alla formazione (Neet) nella fascia di età 20-34 anni.

L’idea è ripartire proprio dai giovani, «che sono il patrimonio sociale di un territorio. Un patrimonio che sarà rinnovato se tutte le ragazze e tutti i ragazzi troveranno opportunità nelle transizioni». Dunque, la proposta è trasformare l’attuale orientamento in un orientamento-attivo, cioè un’esperienza diretta e in prima persona dello studente stesso, per consentire ai ragazzi, ai formatori, alle famiglie, di verificare in tempo reale e in modo congiunto le opportunità e le criticità che insorgono. Il tutto già dentro il normale ciclo di studi, quando ancora tutti i soggetti sono pre- senti e attivi: le possibili correzioni, saranno allora efficaci, non dispersive.

Il piano prevede dunque di potenziate le attuali strutture di orientamento e definire i percorsi con chiarezza e in sicurezza. Per le scuole medie si guarda a “laboratori orientanti” da realizzare nelle aree di possibile scelta: scuole professionali, scuole tecniche, scuole liceali.

Per le scuole superiori, nel quarto e quinto anno compresa l’estate, a scelta dello studente si possono realizzare diverse esperienze: in alternanza scuola lavoro in regime di apprendistato; in alternanza scuola lavoro dentro i percorsi Its, sempre in apprendistato; in alternanza scuola Università, sostituendo le attuali modalità di orientamento e alternanza (PCTO). Vanno riconosciuti inoltre i crediti formativi maturati nei percorsi ITS ed universitari. Di fatto in questo modo si entra in anticipo nel sistema scelto quale destinazione (lavoro, Its, Università), ma si ha la possibilità di capire che non è la strada giusta.

Tutte queste esperienze possono essere realizzate in modalità “Erasmus”, anche in Italia: c’è già la proposta di un “gemellaggio” tra l’Its meccatronico di Vicenza-Schio con un analogo Its del Sud Italia, e anche di un Paese in via di sviluppo, mentre sul fronte aziendale si lavora a una collaborazione con un grande gruppo internazionale che collabora con aziende vicentine della subfornitura.

Ancora, lo Stato potrebbe riconoscere tali periodi con una “prima dote” valida ai fini pensionistici: «Questo piano - precisa Copiello - è nata insieme alle realtà produttive: pensiamo all’impegno di una azienda che investe su un giovane fin dalla scuola, con un apprendistato, invece dell’attuale alternanza. Anche sul fronte sicurezza ci sono più cautele, perché ricade sulle aziende e non sulle scuole. Diamo la possibilità agli studenti di assaggiare l’università, gli Its o il mondo del lavoro prima di una scelta definitiva». Una prima sperimentazione darà i necessari riscontri per allargare l’esperienza sul suolo nazionale.

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