Scienze politiche

Nasce il laboratorio sulle infiltrazioni criminali nel Pnrr

di Nino Amadore

 Costantino Visconti direttore del Dems

3' di lettura

Riflettori sul Pnrr e sul pericolo di infiltrazioni illegali e l'inaugurazione a Palermo di una sede di Transcrime, il più grande istituto di ricerca sul condizionamento criminale dell'economia. Il lavoro di Transcrime a Palermo rientra nella Convenzione tra il Dem, (il Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali) di cui è oggi direttore Costantino Visconti, ordinario di diritto penale, e l’Università Cattolica di Milano. Ed è in questo ambito che si colloca anche il laboratorio, affidato alle cure dell'economista Pier Francesco Asso, che punta in particolare a «rafforzare le capacità della pubblica amministrazione della Regione siciliana, a livello locale e centrale, nel rilevare in tempi ridotti, e quindi poter prevenire, i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nei fondi pubblici messi a disposizione del Pnrr».

Le linee di azione

Due le linee di azione. La prima sul fronte della ricerca con un’attività di studio delle modalità di infiltrazione criminale e degli schemi corruttivi, collusivi e fraudolenti emergenti con il Pnrr in Italia e in simili programmi all’estero. In questo caso l’attività è anche finalizzata all’identificazione di una serie di fattori di rischio e di indicatori di anomalia utilizzabili a fini predittivi dal personale della pubblica amministrazione coinvolto nella gestione e erogazione dei fondi. La seconda linea d’azione riguarda invece la formazione. E in questo caso il gruppo di lavoro svilupperà un percorso di affiancamento del personale della pubblica amministrazione sia a livello locale che regionale coinvolto nell’erogazione e monitoraggio dei fondi del Pnrr.

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Il progetto “Restore”

Il laboratorio fa in qualche modo il paio con un altro progetto di ricerca cui partecipa il dipartimento dell’Università di Palermo. Si tratta del progetto “Restore”, acronimo che sta per Recovering the State Towards a Reformed Economy, finanziato nell’ambito dei Prin (Progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale). Il progetto Restore intende esaminare la riconfigurazione dei poteri pubblici in campo economico a seguito della crisi causata dall’epidemia da Covid-19 e poggia su cinque pilastri fondamentali: ilruolo delle istituzioni europee nella ridefinizione dell’intervento pubblico nell'economia, con particolare riferimento al Next Generation Eu e alle sue declinazioni nazionali; la predisposizione e la gestione istituzionale del piano di ripresa e resilienza ; l’analisi del ruolo dello Stato nella promozione e realizzazione delle infrastrutture, attraverso la gestione delle risorse provenienti dal Next Generation EU; l'analisi degli strumenti impiegati dai poteri pubblici per garantire la sicurezza dei sistemi economici da acquisizione predatorie, con particolare attenzione alle diverse discipline nazionali e sovranazionali del golden power; la mappatura e identificazione del sistema delle partecipazioni pubbliche italiane quali la Cassa depositi e prestiti.

Quella del laboratorio di prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata è una delle tre iniziative culturali pronte al lancio e che accompagneranno gli studenti per tutto il 2022, anno cruciale perché ricorre il trentesimo anniversario delle Stragi di  Capaci e Via D’Amelio. L’Università di Palermo ha siglato un accordo quadro con la manifestazione “Una Marina di Libri” diretta da Gaetano Savatteri: la manifestazione diventerà permanente, fra il chiostro in estate e le aule Falcone e Borsellino in inverno. L’Officina di studi prenderà di mira in modo interdisciplinare il 1992 e sarà condotta dal gruppo di giovani storici che nell'anno delle stragi erano bimbi o ragazzi e che adesso vogliono fortemente non solo ricordare, ma raccontare con chiavi nuove sotto la guida di Salvatore Lupo e Giovanna Fiume. Si tratta di Nino Blando, Tommaso Baris, Manuela Patti. «Da gennaio sino alla fine del 2022 – spiega Visconti – gli studenti saranno accompagnati da tre testimoni – Fiammetta Borsellino,il giornalista e scrittore Piero Melati e l'ex componente del pool antimafia Peppino Di Lello – per scoprire nuovi quadri interpretativi di una storia spesso mistificata e scritta troppo in fretta».

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