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Nasce Miocinema la piattaforma d’autore solidale alle sale

Al via il 18 maggio la prima piattaforma italiana per i film d’autore bloccati dal coronavirus, che devolve il 40% dello streaming agli esercenti

di Cristina Battocletti

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Una scena del film “I miserabili” di Ladj Ly, primo titolo lanciato il 18 maggio della piattaforma Miocinema

Al via il 18 maggio la prima piattaforma italiana per i film d’autore bloccati dal coronavirus, che devolve il 40% dello streaming agli esercenti


3' di lettura

Tenere caldo il pubblico affezionato alla sala per quando riapriranno i cinema: è questo l’obiettivo di Miocinema (www.miocinema.it), la piattaforma digitale che lancia online i film d’autore, la cui uscita in sala è stata bloccata dal coronavirus. «L’intenzione non è quella di traghettare il pubblico delle sale sulla piattafroma, ma il contrario», spiega Andrea Occhipinti, presidente della casa di produzione Lucky Red e uno dei partner dell’avventura digitale, in una conferenza via Zoom.

Il costo del biglietto dello streaming (di circa 7 euro) sarà devoluto per il 40% agli esercenti, che restituiranno il favore, quando sarà possibile riaprire i battenti, ospitando incontri con registi, attori e talents e dando rilievo e visibilità anche ad altri film d’autore e passati per i circuiti dei festival, presenti su Miocinema, la cui uscita in sala non era programmata.

Le sale avranno a disposizione un portale con un approfondimento virtuale, l’aggiunta di contenuti e di un percorso “filmico” coerente, mirato e costruito attorno alla pellicola (il costo di ogni visione varia dai 2,99 ai 3,99 euro). L’estensione digitale ha come obiettivo anche quello di attirare i giovani ad andare in sala, instaurando una dinamica costante e complementare tra offerta in sala e offerta domestica, sia in termini editoriali (selezione film) che promozionali (sconti, benefit, abbonamenti, etc.) con la finalità di far crescere il pubblico in sala .

Lucky Red, Circuito Cinema e MYmovies sono i tre attori di questa iniziativa, che prende il via il prossimo 18 maggio con il lancio dei Miserabili di Ladj Ly.

Il film - premio della Giuria al Festival di Cannes, miglior Rivelazione agli European Film Awards, candidato al Premio Oscar come Miglior Film Straniero, vincitore di quattro Premi César tra cui Miglior Film - è ispiratata alle sommosse di Parigi del 2005, è un’aspirazione al tema degli ultimi, ambientato nello stesso quartiere dell’omonimo romanzo di
Victor Hugo. Accanto ai Miserabili, l’utente può acquistare anche altri quindici film che sono stati premiati ai precedenti festival di Cannes.

«Miocinema non sarà un riferimento per le sale commerciali, che non possono entrare nel circuito», ha precisato Occhipinti. «Infatti i titoli di riferimenti, che sono alimentati da case di distribuzione, come Lucky Red, Officine Ubu, Vision Distribution, Bim, sono titoli di qualità».

«Il film comprato sulla piattaforma dà diritto al biglietto per la sala più vicina all’utente compresa nel circuito di Miocinema», sottolinea Antonio Medici di Bim e presidente di Circuitocinema. «Per ora ci sono 75 sale associate, per un totale di 200 schermi, ma entro il 18 maggio puntiamo ad arrivare ad almeno 100 sale con più di 7 milioni di spettatori potenziali. Siamo presenti in tutte le regioni italiane tranne che nelle Marche, ma la situazione è in evoluzione. Vogliamo arrivare anche a un pubblico di qualità che non ha un cinema di riferimento nella sua zona».
Gianluca Guzzo, presidente di Mymovies, partner tecnologico di una piattaforma già avviatissima nello streaming aggiunge: «L’utente nel registrarsi deve lasciare poche notizie: la provincia in cui abita e il codice di avviamento postale», in base a questo si stabilirà a quale sale devolvere il 40% del biglietto. Tendenzialmente la copertura è su tutti i browser.
L’utente non dovrà sottoscrivere alcun abbonamento, ma potrà acquistare direttamente la visione del singolo film, che sarà a sua disposizione per 30 giorni e per 48 ore dopo il primo “play”.

Un gesto di solidarietà tra produttori ed esercenti e una proposta che va nella direzione di quanto auspicato dal ministro della Cultura Dario Franceschini di creare un Netflix della cultura.

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