Nuovo Consorzio nazionale

Nasce il Movimento per la promozione del turismo dell’olio extravergine di qualità

La missione è mettere in rete i produttori di extravergine di qualità e promuovere uliveti e frantoi come nuove destinazioni da visitare e conoscere: un programma che ricalca il lavoro fatto già dal Movimento turismo vino, nato nel 1993

di Alessandra Tibollo

2' di lettura

Ai blocchi di partenza il consorzio Movimento turismo dell'olio nazionale, che ha firmato l'atto costitutivo davanti al notaio. Si tratta di un consorzio nazionale, finalizzato alla promozione dell'oleoturismo, alla formazione di nuove figure professionali, alla costituzione di una rete nazionale, alla valorizzazione di principi “green” che stanno alla base dell'olivicoltura di qualità. Un programma che ricalca il lavoro fatto già dal Movimento turismo vino, nato nel 1993.

Guidato da Donato Taurino, in qualità di presidente, e da Vittoria Cisonno, direttrice e ideatrice del progetto, il Mtv vede come regioni capofila Puglia, Umbria, Abruzzo, Calabria e Lombardia, che saranno presto affiancate dalla Toscana e a seguire dalle altre regioni dello stivale.
Sullo sfondo, il sostanziale blocco del turismo, che rende questa iniziativa, secondo il presidente Taurino, ancor più essenziale: «Sentiamo la necessità sul territorio di tornare ad aprire le porte ai turisti, mostrando in campagna e nei frantoi che cosa facciamo, la passione dei produttori. Formare il consumatore, informarlo sulle proprietà in termini di salute dell'olio, è un vettore per l'acquisto, che accompagna la crescita lenta ma costante delle vendite dell'olio extravergine d'oliva di qualità».

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Informare e formare, perché, come è stato sottolineato, una delle azioni principali dell'associazione sta nella formazione di guide, che accompagnino i consumatori nella scoperta e nella degustazione dell'olio extravergine d'oliva di qualità. Ma chi fa parte del movimento? A rispondere la direttrice Vittoria Cisonno, che, nel corso della presentazione presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, ha sottolineato come sia fondamentale che gli associati siano produttori di filiera corta: «Produttori che seguono l'olio dall'uliveto al frantoio e che dispongano possibilmente anche della rivendita, delle sale di degustazione, magari di possibilità di ricettività, per chiudere il cerchio dell'accoglienza».

Fondamentale la valorizzazione dell'eccellenza italiana e della sua territorialità così variegata. «L'arte e la cultura di questo prodotto – aggiunge Cisonno – va trasmessa, ma ognuno deve trasmettere le sue peculiarità, perché abbiamo oltre 500 cultivar nel nostro paese». E non è un caso che abbia partecipato alla firma dell'atto costitutivo anche il presidente del Movimento turismo del vino, dal momento che si tratta di due prodotti agricoli dalla forte interconnessione.

L’impegno numero uno, per Cisonno è quello di «fare rete, perché fondamentale sarà unire pubblico e privato per costituire un coordinamento tra il Movimento turismo dell'olio, quello del vino, le Città del Vino e quelle dell'olio, nonché le reti dei ristoratori, per dialogare come un'unica voce con le istituzioni locali e nazionali».

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