Fintech

Nasce PagoPa Spa, la società pubblica dei pagamenti della PA. Ma l'obiettivo switch off del 31 dicembre sembra irraggiungibile

di Alessandro Longo


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3' di lettura

È nata la prima società pubblica per la gestione dei circa 10 miliardi di euro l'anno dei pagamenti fatti alla pubblica amministrazione. PagoPA Spa, come anticipato dal Sole24Ore, è stata costituita il 24 luglio e il Team Digitale – che gestisce questi progetti di Agenda digitale presso la presidenza del Consiglio – ne ha dato notizia ieri.

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Una società pubblica (sotto la vigilanza della presidenza) quindi – caso unico in Europa – per tutti i pagamenti alla PA e così stare dietro a una macchina diventata troppo grande per le risorse fino ad allora in campo per gestirla (quelle del Team Digitale). Del resto, la macchina continuerà a crescere e anzi dovrà accelerare il suo percorso: secondo le stime degli Osservatori del Politecnico di Milano, infatti, se continua a questo ritmo, mancherà di molto l'obiettivo di legge fissato al 31 dicembre 2019. Data – per altro rinviata di un anno rispetto alla precedente norma – entro la quale tutte le PA dovranno accettare pagamenti via PagoPA, ossia anche in forma elettronica e centralizzata. “Per allora, secondo le stime, solo l'11 per cento degli enti avrà centrato l'obiettivo”, dice Michele Benedetti, responsabile di questo settore presso gli Osservatori. Ma “PagoPa Spa è una mossa corretta per affrontare la questione, in un Paese come l'Italia dove le persone pagano la PA in tanti modi diversi, con carta di credito su pos, online o – spesso – ancora nei modi analogici tradizionali”, continua.

Certo è che PagoPa Spa è una mossa dirompente con cui il Governo vuole dare una svolta ai pagamenti digitali. Tanto che, a quanto risulta, lo stesso premier Conte ne darà annuncio a settembre.

“Un nuovo soggetto, pronto a diventare un asset strategico per il nostro Paese, per la definitiva diffusione dei pagamenti digitali, per dare spinta alla digitalizzazione dei servizi pubblici e un impulso allo sviluppo economico del Paese”, come lo definiscono dal Team Digitale in un posto su Medium.

Obiettivo di fondo, con le parole dello stesso Conte pubblicate su Medium, “Deve essere una cosa normale in ogni angolo d'Italia poter accedere tramite una semplice app a un servizio pubblico, risolvere una pratica con il proprio Comune in pochi secondi, pagare un tributo con un click. Il valore aggiunto di questo progetto è quello di portare in dote al sistema pubblico le best practices garantite dalle migliori energie del sistema di mercato privato”.

Ad oggi PagoPa sta dietro ai vari sistemi di pagamento utilizzati dalle PA che aderiscono al progetto. Permette quindi di pagare tasse, tributi, multe eccetera tramite diversi canali: la banca (online, bancomat o sportello), ufficio postale, punti vendita Sisal, LottoMatica e Banca 5.

In futuro anche con l'App Io – quell'app evocata dalle parole di Conte – un progetto che pure viene inglobato all'intero della Spa. Un app dove il cittadino potrà gestire tutti i rapporti con tutte le PA. Ora funziona solo in via sperimentale per alcune migliaia di cittadini selezionati dalle PA a Milano, Torino e Ripalta Cremasca.

Nel terzo trimestre dell'anno, chiunque potrà scaricare IO dagli store di Android e iOS. Il lancio dell'applicazione avverrà però su base locale, nei territori in cui gli enti abbiano effettivamente integrato un numero sufficiente di servizi.

La sfida sarà diffondere sul territorio questa innovazione, appunto.
“Per passare tutta l'Italia ai pagamenti via PagoPA ci vorrà probabilmente più tempo e più aiuto per i piccoli enti”, dice Benedetti. “Passaggio non facile. Oggi i pagamenti sono gestiti da singoli settori nella PA, la polizia si occupa delle multe, attività produttive delle tasse per l'occupazione del suolo pubblico eccetera. Adottare PagoPA obbliga a una centralizzazione, a decidere chi si occupa di tutti i pagamenti nella PA e poi a integrare sistemi e processi”, continua.

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