a ferrara

Nasce il più grande noceto italiano: made in Italy solo il 20% del fabbisogno

Impianti nel 2020 ma per l’entrata in produzione si prevedono 4 anni. Gestito da Areté, società di studi economici specializzata nell’agribusiness

di Alessio Romeo

default onloading pic
Il nuovo noceto di Bondeno (Ferrara) si estende su 170 ettari

Impianti nel 2020 ma per l’entrata in produzione si prevedono 4 anni. Gestito da Areté, società di studi economici specializzata nell’agribusiness


2' di lettura

Con un’estensione di 170 ettari nel Ferrarese, sarà il più grande noceto italiano “a corpo unico”. Debutterà quest’anno, con la fine dei lavori sull’ultimo lotto e i primi impianti (per l’entrata in produzione si prevedono 4 anni) a Santa Bianca, frazione di Bondeno, territorio orfano della bieticoltura dismessa dopo la riforma europea del mercato dello zucchero dieci anni fa.

Sarà gestito da Areté, società di studi economici specializzata nell’agribusiness, che ha seguito il fondo Idea Agro (che fa capo a DeA Capital Alternative Funds ) nell’investimento da 10 milioni in un settore in forte crescita e che vede l’Italia ampiamente deficitaria (la produzione nazionale copre appena un quinto del fabbisogno). L’investimento effettuato attraverso una società di scopo, Agro Noce Srl, appositamente costituita e al 100% di Idea Agro che ha acquistato nell’agosto scorso i 170 ettari in corpo unico a Ferrara.

L’operazione di livellatura dei terreni, prerogativa sia per la regimazione delle acque che per le operazioni di impianto e gestione agronomica del noceto, consentirà di applicare le più avanzate tecniche di coltivazione per garantire rese e qualità del prodotto, e una struttura dei costi in linea con quelle dei principali produttori mondiali, come Francia e Stati Uniti.

«Areté lavorava da tempo al progetto – racconta Enrica Gentile, amministratore delegato della società – e lo ha presentato a inizio 2019 al fondo d'investimento Idea Agro, che lo ha approvato e ha affidato a noi la sua realizzazione». Presidente e ad di Agro Noce sarà lo stesso presidente di Areté Mauro Bruni.

L’Italia è tra i principali importatori mondiali di noci, un mercato che è raddoppiato negli ultimi dieci anni. La produzione mondiale di noci, secondo le stime dell’Usda, si è di circa 2 milioni di tonnellate annue. Gli Usa sono il maggiore player mondiale: seppure con una produzione inferiore a quella cinese, coprono quasi il 60% dell’export globale.

Primo importatore è invece l’Unione europea che produce circa 130mila tonnellate di noci (per lo più in Francia, Romania e Spagna), su una superficie di 43mila ettari, ma ne consuma annualmente 400mila.

In Italia, con meno di 5mila ettari in produzione, il raccolto (10-12mila tonnellate l’anno) copre appena un quinto del fabbisogno nazionale di 50mila tonnellate. Nel 2018 l’Italia ha importato 44mila tonnellate, il 50% dagli Usa.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...