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Nasce la Tartaruga, il b&b inclusivo di Genova gestito da ragazzi disabili

di Monica Zunino

 I ragazzi, appositamente formati con un corso di sei mesi finanziato dalla Regione Liguria attraverso il Fse, sono stati selezionati e affiancati da Fondazione Cepim

3' di lettura

Ritmi lenti come una tartaruga, ma in un quadro piacevole e verde, e con tanta empatia. È la ricetta scelta per giocare la sfida di dimostrare che è possibile fare impresa anche con persone che hanno disabilità intellettive, se l’azienda è disegnata sulle loro capacità.

La Sosta della tartaruga, bed & breakfast nel cuore di Genova, con quattro grandi stanze, 16 posti letto e un giardino pensile, aperto ufficialmente dal primo giugno, ha una gestione speciale: impiega, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, quattro giovani fra i 20 e i 30 anni con disabilità intellettiva, affiancati da due tutor.

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Nulla a che fare con un progetto di assistenzialismo. La Sosta della tartaruga è una struttura ricettiva all’insegna dell’inclusione lavorativa e del turismo lento e l’obiettivo è che l’attività stia sul mercato, si regga in piedi autonomamente e assicuri stipendi e futuro lavorativo ai ragazzi. Il progetto nasce dall’idea di Enrico Pedemonte, padre di Giulia, 24 anni, affetta da sindrome di Down, presidente della cooperativa sociale Compagnia della tartaruga, che nella vita fa l’imprenditore. Il bed & breakfast è la prima tappa, cui si aggiungerà un appartamento da affittare per vacanze, pensato soprattutto per gruppi di giovani, con sette posti letto, nello stesso palazzo di via Caffaro ma al piano terra, che sarà pronto a breve, e poi arriverà anche un laboratorio di pasticceria gluten free che in parte fornirà i dolci per le colazioni nella struttura e in prospettiva, una volta consolidato, potrà venderli anche a bar ed esercizi del territorio.

«Non vogliamo essere una struttura di serie B perché ci lavorano ragazzi disabili. Vogliamo essere il migliore b&b di Genova», sottolinea Pedemonte spiegando come si è arrivati al progetto. «Giulia stava finendo il percorso di formazione professionale, dopodiché bisognava pensare a cercare un lavoro e sapevamo cosa ci aspettava: tante forme di simil-lavoro, con stage, tirocini: tanti nomi per definire cose che lavoro non sono. A volte ci sono iniziative con una fondazione che mette a disposizione soldi, un’altra che dà un regalo e si prova a costruire qualcosa che, finché i soldi durano, fa finta di fare del lavoro. Poi i soldi finiscono e il lavoro non c’è più. Quindi abbiamo provato a ragionare su cosa si poteva costruire che potesse stare in piedi - racconta Pedemonte - e fosse un’attività disegnata attorno alle caratteristiche di questi ragazzi. Ci siamo detti: veloci non sono, tanto che ci chiamiamo la Compagnia della tartaruga; quindi serviva un posto dove la velocità non fosse un elemento essenziale e abbiamo pensato che l’accoglienza turistica si poteva sposare con questa idea». Ecco allora il bed & breakfast: un appartamento ristrutturato nel cuore della città ma con uno spazio verde, da cui si può accedere alla spianata Castelletto passando in mezzo alle fasce.

«Abbiamo a che fare - dice Pedemonte - con persone che sono in vacanza. Quindi se la colazione, magari gluten free, viene servita con tempi più lunghi forse non è un problema. E se la serviamo con una voglia di entrare in contatto e un sorriso, forse stiamo dando un servizio buono, che in altri posti non è così scontato. Dal punto di vista empatico i nostri ragazzi sono davvero bravi».

I ragazzi sono stati selezionati e affiancati da Fondazione Cepim e appositamente formati con un corso di sei mesi finanziato dalla Regione Liguria, attraverso il Fondo sociale europeo, e un tirocinio di sei mesi, in collaborazione con il settore collocamento mirato della Regione. Hanno partecipato in sette e alla fine di maggio ne sono stati scelti quattro per lavorare nel b&b aperto tutto l’anno, sette giorni su sette. Secondo il mini business plan («fatto con il cuore ma ci mettiamo anche la testa», sottolinea Pedemonte), riempiendo la struttura al 70%, come media annua, si coprono i costi e, stando alle prove generali durate due mesi, chiamando gli amici a dormire alla Sosta della tartaruga nei fine settimana, è un traguardo raggiungibile. «Gli educatori avrebbero voluto non dover scegliere solo quattro dei ragazzi, ma la struttura sta in piedi con questi numeri. Poi l’appartamento e il laboratorio di pasticceria gluten free permetteranno di aprire nuovi posti di lavoro», sottolinea Pedemonte. La scelta del gluten free non è casuale. «Nel 50% dei casi, i ragazzi con la sindrome di Down - spiega Pedemonte - sono celiaci. Sappiamo che fare una buona colazione senza glutine è molto difficile e abbiamo deciso che dovesse essere un nostro punto di forza. I nostri ragazzi sono molto preparati sul tema, la cucina che abbiamo organizzato nel b&b consente di gestire la parte glutine e quella gluten free e avremo una certificazione dall’Associazione italiana celiachia».

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