Agricoltura

Nasce il tavolo permanente sul prezzo del latte

Allevatori, imprese e istituzioni pubbliche si incontreranno a cadenze stabilite per monitorare l’aumento dei costi di produzione e individuare le soluzioni

di Micaela Cappellini

(AdobeStock)

2' di lettura

Un organismo interprofessionale che, attraverso appuntamenti stabili, riunisca tutti gli attori della filiera del latte, dalla fase agricola fino alla distribuzione, con l’obiettivo di monitorare l’aumento dei costi di produzione e man mano affrontare le criticità. È con questa promessa che si è chiuso giovedì 30 settembre al ministero dell’Agricoltura il tavolo nazionale sul prezzo del latte, organizzato dal ministro Patuanelli su richiesta delle associazioni agricole, in particolare della Coldiretti. Serve un accordo di filiera per garantire un adeguato prezzo ai produttori, ha ribadito oggi il ministro al tavolo, che si è svolto in videoconferenza.

«Per gli allevatori, stiamo parlando di un aumento di costi che solo nel 2021 ammonta a ben 2,4 centesimi al litro, senza tenere conto degli imminenti rincari che arriveranno sul versante energetico - ha detto ieri al tavolo il presidente della Copagri, Franco Verrascina - tradotto in cifre,si tratta di una perdita media di quasi 250 milioni euro per l’anno in corso». Per queste ragioni Copagri, oltre alla creazione di un tavolo tecnico permanente, ha chiesto l’individuazione di un nuovo assetto normativo «che tenga conto delle evoluzioni comunitarie e vada a stimolare la programmazione economico-finanziaria di un prezzo equo».

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Da tempo la Coldiretti chiede un aumento del prezzo minimo del latte alla stalla: «La nostra proposta - ha detto il suo presidente, Ettore Prandini - va calata concretamente nella realtà di tutti i giorni per renderla operativa già dal mese di ottobre per salvare le stalle strette nella morsa dei rincari delle materie prime». Anche il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, è convinto che «non si può andare avanti se il prodotto alla stalla spunta un prezzo inferiore a quello di produzione. Abbiamo apprezzato il recente sforzo del Mipaaf che ha destinato 26 milioni del Fondo filiere agricole alla filiera dell’allevamento delle vacche da latte. Tuttavia occorre fare molto di più: si potrebbe agire sulla leva fiscale, abbassando l’aliquota Iva e favorire innovazione e ricerca per nuovi mercati farmaceutico, nutrizionale e cosmetico».

Dall’altro lato del tavolo, le imprese della trasformazione chiedono invece semplificazioni normative, che permetterebbero significativi risparmi per chi produce e trasforma, accanto alla cancellazione di imposte come la plastic e la sugar tax, che entreranno in vigore a gennaio con effetti negativi sui prezzi dei prodotti in commercio.«Questa violenta stangata ha coinvolto tutti i nostri fattori produttivi – ha detto il presidente di Assolatte, Paolo Zanetti – dall'energia (+18,4%) ai trasporti, dalla plastica (+61,4%) al legno (+62%) al cartone (+22,1%), fino ai noli (+214%) per l'export. Consci del fatto che tante famiglie hanno vissuto momenti difficili, per molti mesi ci siamo fatti carico di tutti gli aumenti, ma ora la situazione è diventata insostenibile. Urgono interventi strutturali per evitare il collasso del sistema latte nazionale».

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