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Nasce a Torino la tecnologia per la nuova corsa allo spazio

Il settore sta vivendo la sua primavera grazie a grandi imprese come Altec, Thales Alenia Space e Leonardo ma anche alle Pmi che hanno sviluppato alta specializzazione

di Filomena Greco


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La fase di assemblaggio dei moduli della missione sul Pianeta Rosso

5' di lettura

È una delle anime industriali di Torino quella che guarda allo spazio. Nel complesso il distretto aerospaziale piemontese conta circa 300 aziende, 7.900 addetti – 15mila se si considera l’indotto – e un giro d’affari stimato in quasi 4 miliardi. Una risorsa importante per il rilancio industriale della città, tanto che in primavera è na ta l’Associazione Distretto Aerospaziale Piemonte composta da 15 membri – imprese, istituzioni ed enti –, a maggioranza privata per statuto.

Nell’economia dello spazio Torino scommette su almeno tre diverse specializzazioni: la prima è quella che vede lo stabilimento Thales Alenia Space, nell’area di corso Marche, produrre i moduli abitativi destinati alla Stazione spaziale internazionale (Cygnus), la seconda riguarda l’esplorazione spaziale, a cominciare dal ruolo di protagonista del distretto torinese nella missione verso Marte, il pianeta rosso (Exomars), il terzo infine guarda alle competenze industriali della filiera piemontese nello sviluppo di sistemi per la produzione, l’assemblaggio di componenti e la manutenzione direttamente nello spazio. Competenze preziose, anche in vista della prossima riunione dei ministri incaricati delle questioni spaziali degli Stati membri dell’Agenzia spaziale europea prevista a novembre in Spagna.

Insieme alla componente aeronautica, lo spazio punta a conquistare una rilevanza crescente nel comparto manifatturiero, grazie alla capacità delle imprese capofila – Thales Alenia Space e Altec per il comparto spaziale, a cui dà il suo contributo anche Leonardo – di essere presenti nei principali programmi spaziali europei. Ma pesa anche il ruolo delle Pmi presenti sul territorio, con filiere altamente specializzate, in grado di correre accanto a giganti mondiali. È il caso della Tyvak, azienda parte di un gruppo americano con una “enclave” torinese fondata nel 2015 da Marco Villa, tra i primi collaboratori del progetto Dragon di SpaceX, la società creata da Elon Musk. Tyvak International ha 20 addetti e lavora in un settore emergente della Space Economy, quello dei nanosatelliti. «Produciamo fino a 10 satelliti all’anno – racconta Fabio Nichele, program manager dell’azienda – e sviluppiamo modelli customizzati, sulla base delle esigenze dei clienti, partendo da tre piattaforme di base». Tyvak offre un servizio end-to-end, dalla progettazione all’integrazione del satellite a bordo del lanciatore. «Pur essendo una piccola azienda – aggiunge Nichele – non basiamo il nostro business sull’essere fornitori dei Large System Integrators con Thales o Airbus, ma abbiamo un nostro mercato emergente, quello dei nanosatelliti, e siamo un’azienda leader nel settore, tra Europa e Stati Uniti». Si tratta di un comparto nuovo, definito New Space, che si sviluppa fuori dai tradizionali canoni del settore aerospaziale, caratterizzato da programmi governativi e top player internazionali, e registra un interesse crescente da parte di privati e istituzioni scientifiche. «Questi settori emergenti – spiega Nichele – hanno una maggiore capacità innovativa e una attitudine sperimentale, facciamo volare tecnologie presenti sui nostri droni o negli smartphone, con più alte prestazioni e minori costi». M chi sono i clienti-tipo nella Space economy? «Per le tecnologie più dimostrative – spiega – abbiamo istituzioni e privati, per gli esperimenti nelle telecomunicazioni e l’osservazione della Terra abbiamo clienti commerciali, infine abbiamo clienti istituzionali per le “operazioni di prossimità”, missioni sviluppate su oggetti in orbita, per ispezioni esterne, ad esempio, o operazioni automatiche di assemblaggio». Frequenti le collaborazioni con la cosiddetta “Houston” italiana, la Altec, l’azienda partecipata da Thales Alenia Space e dall’Agenzia spaziale italiana che a maggio scorso ha inaugurato il Rover Operations Control Centre (ROCC), il futuro centro di controllo della missione Exomars, quello che riceverà quotidianamente da Marte i dati telemetrici raccolti dal Rover e che invierà le sequenze di comandi per indicare al robot quali attività effettuare sulla superficie marziana.

Il progetto Cygnus che ha coinvolto Thales Alenia Space - joint venture tra la francese Thales (67%) e l’italiana Leonardo (33%) – ha consolidato le competenze della filiera piemontese nella costruzione dei moduli abitativi pressurizzati destinati ad ospitare gli astronauti, oltre che dei cargo utilizzati per il rifornimento della Stazione spaziale internazionale (si veda l’articolo a lato). È nell’ambito di questa esperie che si è sviluppata, ad esempio, la specializzazione della torinese Argotec (si veda il secondo articolo a fianco), specializzata nella produzione di nanosatelliti e nella gestione di prodotti consumabili, come il cibo, destinati allo spazio.

Nel torinese, in particolare a Rivalta, è radicato un pezzo dell’economia dello spazio collegata ai lanciatori satellitari. Avio Spa, sede centrale a Colleferro, protagonista dei programmi Vega, di cui Avio è prime contractor, e Ariane 5, il più grande lanciatore satellitare europeo, ha in provincia di Torino un polo che si occupa di engineering e produzione di turbopompe. Una competenza industriale importante per il territorio se si guarda ad esempio al lancio di piccoli satelliti per le comunicazioni, infrastrutture chiave nell’ottica della Space Economy.

E se da un lato c’è un pezzo di distretto che lavora su cubesat e nanosatelliti, dall’altro c’è anche chi sviluppa software e intelligenza artificiale da montare a bordo dei sistemi. È il caso della Aiko, azienda nata soltatndo due anni fa, incubata dal Politecnico di Torino negli spazi di I3P. «Sviluppiamo intelligenza artificiale per i satelliti, per incrementare l’automazione e la capacità di deep learning» spiega Lorenzo Feruglio, giovane co-founder della società che a breve riuscirà a mandare in orbita, per la prima volta, un sistema integrato a bordo di un satellite prodotto da una società argentina, la Satellogic. «L’idea di partenza delle nostre tecnologie – aggiunge Feruglio – è che in futuro possa non esserci più il team a terra che controlla ogni attività in orbita, ma che i satelliti possano essere in grado, grazie all’intelligenza artificiale, di portare avanti in autonomia una missione o una serie di attività, con una crescente capacità di autonomia, anche nelle decisioni che la macchina può prendere. Per questo ultimo aspetto è fondamentale la capacità di deep learning della macchina, la possibilità cioé di elaborare dati e trarre informazione strategiche». Attualmente sono in 5 alla Aiko ma entro l’anno il team salirà a quota dieci persone. Con soli due anni di vita alle spalle, oggi la Aiko collabora con diverse Agenzia spaziali tra cui l’Esa ed è tra le prime cinque aziende europee nel suo ambito di specializzazione.

Quest’anno per la prima volta anche le imprese che si occupano di spazio partecipano alla due giorni dell’Aerospace & Defense Meetings di Torino, in programma il 27 e il 28 novembre, unica business convention dell’aerospazio in Italia arrivata alla sua settima edizione e organizzata da Regione Piemonte e Camera di commercio di Torino. «Cerchiamo di valorizzare le nostre eccellenze – sottolinea il presidente Vincenzo Ilotte – mettendole in contatto con buyer che arrivano da tutto il mondo, dagli Emirati Arabi agli Stati Uniti, e stimolando il confronto tra gli operatori su tematiche molto tecniche. Il valore aggiunto per le nostre imprese sta nel poter focalizzare i macrotrend del mercato e nel potersi proporre a player riconosciuti». ll taglio dell’evento resta strettamente business, con i buyer che comprano a Torino innovazioni e tecnologia. Ci saranno tutti i big del settore, Airbus, Boeing, accanto alla Cluster Partnership Europea EACP, al cluster Sud Africano CAMASA. Leonardo ha riconfermato il suo patrocinio per l'edizione 2019 insieme a Thales Alenia Space, Avio Aero e Collins Aerospace.

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Consistenza economico-produttiva delle aree di innovazione. (Fonte: Strategia per la specializzazione intelligente del Piemonte)

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