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Nasco Unico promuove giacche esclusive realizzate in modo sostenibile

Recupero e riutilizzo sono alla base del processo creativo e produttivo. Andrea Fracardo ha ideato un brand che si basa sulla capacità di recuperare tessuti di pregio rimasti inutilizzati

di Paola Dezza

2' di lettura

Una tradizione di famiglia nella moda che sfocia in un marchio esclusivo nato con l’obiettivo del riutilizzo e della sostenibilità. Nasco Unico, marchio di giacche su misura, nasce a Torino da un’idea di Andrea Fracardo, che arriva da una famiglia che da generazioni si occupa di abbigliamento. Andrea è figlia di Roberto Francardo, ideatori di brand storici come Bell Bottom ed El Charro.

Gli inizi

«Da sempre ho amato disegnare - dice Andrea - quindi il passo è stato obbligato. Ho fatto esperienza in case di moda come Aspesi e Moschino tra le altre, ma poi ho voluto creare una mia realtà».

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Una serie di esperienze in Italia e all’estero completano la preparazione di Andrea, che studia alla St Martins a Londra e poi si trasferisce a Madrid per l’Università fino a completare il ciclo di studi all’Istituto europeo di design di Milano.

«Negli ultimi anni di vita mio papà ha raggruppati i figli nell’azienda From a francardo, un brand che produceva un pantalone di velluto millerighe in 28 colori» racconta.

Nasco Unico nasce dal desiderio di puntare sulla salvaguardia del materiale. Da cinque anni il brand è focalizzato sul riuso, senza campionario - che Andrea definisce uno spreco inutile - cercando tessuti inutilizzati sul territorio.

Il recupero come protagonista

«L’idea parte dalla sartoria, ma il protagonista è il tessuto - spiega -. Alle pareti abbiamo appese pezze dei due metri necessari per fare una giacca. I capi sono unici e li costruiamo lavorando sulla identità della persona. Ci possiamo permettere di seguire la qualità, rieducare il cliente nell’acquisto, perché in realtà nessuno di noi ha bisogno di niente».

Il capo si costruisce insieme al cliente, dal tessuto ai bottoni e alla fodera, tutto viene personalizzato.

«Utilizzo materiali esistenti - dice Andrea -. Acquisto i tessuti da fornitori. La collezione è partita con un 30% di prodotto recuperato adesso siamo all’80%. È stato un percorso lento e difficile, ma adesso ho trovato dei fornitori disponibili ad adeguarsi alle mie richieste. Per quanto riguarda gli accessori lavoro molto con l’archivio. Acquisto bottoni antichi tramite i canali che mi forniscono il tessuto».

La vendita, dal primo incontro a un rapporto di amicizia

L’incontro con il cliente nello studio, che è parte della casa, è l’inizio del cammino per la realizzazione del capo. Poi in 15 giorni la giacca è pronta. «Informo di ogni passaggio della produzione e la consegno personalmente a casa della cliente, solo per l’estero spedisco» sottolinea Andrea.

Prima che il Covid stravolgesse le nostre vite venivano effettuate anche alcune vendite private, a Milano, Firenze, Londra, Istanbul. «Affittiamo una casa o una galleria d’arte e le clienti possono fare shopping in modo più lento e più consapevole» dice.

Nasco Unico ha eliminato anche etichette e cartellini, solo un fiocco fatto a mano è l’etichetta distintiva.

Riproduzione riservata ©

  • Paola DezzaCaposervizio Responsabile Real Estate

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

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