Industria

Nata in giardino la supercar 4.0 Dallara

di Silvia Baruffaldi e Ilaria Vesentini


default onloading pic

3' di lettura

Nel nome la novità: la Dallara Stradale è la prima vettura per uso quotidiano prodotta dalla Dallara Automobili, che da 45 anni è leader mondiale nella progettazione e costruzione di vetture da corsa (dalle Formula 1 della Haas ai telai delle Formula E elettriche, dalle monoposto del campionato Indianapolis alle Toyota per la 24 ore di Le Mans) e fornitore strategico di tecnologie e di engineering per i grandi marchi dell’automotive e dell’aerospace. È il sogno che l’ingegner Giampaolo Dallara ha coltivato tutta una vita e che ieri, in occasione del suo 81esimo compleanno, è diventato realtà.

Il progetto è partito sette volte e sette volte è stato rinviato per correre dietro alle richieste di clienti come Bugatti, Porche, Ferrari, perché gli ultimi dieci anni nella fabbrica di Varano de’ Melegari, sulle colline parmensi, sono stati frenetici: i dipendenti sono sestuplicati, passando da 106 a 620 occupati (età media 34 anni), il fatturato è triplicato arrivando agli attuali 90 milioni di euro, per il 96% legato all’export. E la crescita continua tutt’oggi a un ritmo del 20% l’anno e a suon di investimenti in ricerca (oltre 40 milioni negli ultimi tre anni) e in formazione, attraverso la collaborazione costante con le scuole del territorio, dalle medie all’università.

Due anni fa la svolta, con la costituzione di un team ad hoc per dare forma al sogno del fondatore e presidente Dallara, in un capannone in affitto, lontano dalle “distrazioni” del mercato. Lì 20 ingegneri e 5 meccanici, sotto la direzione tecnica dello stesso Giampaolo Dallara, hanno messo a punto una vettura unica, semplice ed essenziale.

Una barchetta due posti senza portiere che condensa quasi mezzo secolo di esperienza ingegneristica nel racing per regalare «il piacere del viaggio per il viaggio, di attraversare la Cisa con il vento nei capelli e l’odore dei prati, arrivare alla Cinque Terre e tornare indietro passando dalla pista del Mugello, per il puro gusto di guidare», racconta l’ingegnere. Salito ieri sulla prima delle quattro Dallara Stradale realizzate. La vettura numero due è dell’ad Andrea Pontremoli, ex Ibm dal 2007 passato a occuparsi di auto da corsa. La tre è di Andrea Levy, presidente del Parco Valentino di Torino. La quattro di Lowie Vermeersch, lo stilista del nuovo gioiello tecnologico di Parma.

Dallara Stradale, la nuova barchetta italiana in serie limitata

Dallara Stradale, la nuova barchetta italiana in serie limitata

Photogallery31 foto

Visualizza

Un investimento di una trentina di milioni di euro per creare un modello da strada ad alte prestazioni nello spirito della Lotus. Le tre aree del core business della Dallara hanno lavorato all’unisono e di gran carriera, 30 mesi dall’idea alla vettura omologata, per la realizzazione. La progettazione e la produzione di elementi in fibra di carbonio hanno realizzato il telaio monoscocca e la carrozzeria, il reparto aerodinamico ha operato confrontando i dati delle simulazioni virtuali con quelli dei test nelle tre gallerie del vento dell’azienda. Infine la dinamica del veicolo è stata messa a punto studiando varie soluzioni al simulatore di guida – usato quotidianamente da molte delle squadre corse che sono clienti della Dallara – poi verificate in reale nell’adiacente autodromo di Varano de’ Melegari.

Per assemblare la Dallara Stradale è stato realizzato a tempo di record anche un nuovo capannone di 3mila metri quadrati: autorizzazioni concesse lo scorso luglio, macchinari montati a inizio ottobre e otto unità già costruite. Come ubicazione è stato scelto il terreno proprio sotto la casa di Giampaolo Dallara, 81enne ingegnere aeronautico che dopo una carriera in Ferrari, Maserati Lamborghini e De Tomaso, dal 1972 si è messo in proprio nel paese natale per costruire una fabbrica di macchine da corsa, che ancora oggi ribadisce: «Il nostro scopo è progettare e produrre le vetture da competizione più veloci e sicure al mondo».

Dalla linea della Dallara Stradale, costituita da cinque stazioni, usciranno circa dieci vetture finite al mese, per una produzione di un centinaio di auto l’anno, mentre l’intera serie prevede un totale di 600 unità. Prezzo al mercato della versione barchetta 155mila euro più Iva.

Oltre al core business di progettare e costruire vetture da competizione – in media ogni weekend circa 300 auto realizzate dalla Dallara si sfidando sulle piste di tutto il mondo – l’azienda opera anche come consulente dell’industria automobilistica, sia per lo studio dell’aerodinamica, sia per quello della dinamica stradale. Più recente il debutto nella fornitura di componenti in carbonio per vetture di serie: l’intera monoscocca e carrozzeria della nuova Bugatti Chrion sono realizzati dalla Dallara in una fabbrica a Casalecchio, vicino a Bologna.

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...