AVVENTURE SOTTO L’ALBERO

5 libri da regalare a viaggiatori sedentari

L’Italia vista da un russo, gli onsen giapponesi, provati da una coppia di australiani, il freddo gelido della Mongolia narrato da un giornalista italiano: grandi viaggiatori, di oggi e di ieri, raccontano

di Antonio Armano


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Gli onsen in Giappone si trovano nelle tipiche locande, i ryokan sparsi in tutto il Paese (foto di Japan Ryokan & Hotel Association)

9' di lettura

I libri saranno il regalo più scambiato e apprezzato anche in questo Natale 2019 (meglio di vestiti, profumi, balocchi e voucher per hotel e spa secondo uno Studio Deloitte Xmas Survey). Il modo migliore per unire la passione per la lettura e quella dei viaggi si può ritrovare in questa selezione di 5 libri, scelti per voi, che vi faranno scoprire luoghi fisici e dell’anima in terre lontane, o che si nascondono dietro l’angolo.


1- Il grand Tour di Muratov, meglio di quello di Goethe
Per Pavel Muratov l'umanità si divideva in due categorie: chi è stato in Italia e chi non c'è stato. Appartenevano alla seconda (e sfortunata) categoria i genitori dello scrittore. A loro è dedicato “Immagini dell'Italia”, sorprendente racconto del grand tour di Muratov. Per certi aspetti anche gli italiani appartengono alla categoria di chi non è mai stato in Italia. Sono troppo assuefatti avendola sotto gli occhi dalla nascita per vederla davvero. Muratov arriva via mare attraverso Venezia agli inizi del '900 e la percorre tutta dopo averla studiata e sognata a lungo. Muratov non ci fa solo riscoprire le cose più conosciute, ma scova anche luoghi dell'anima meno noti. A Lucca si innamora di San Maria della Rosa: “In un angolo della cappella, al cospetto della piccola Madonna con la rosa in mano e con l'inconfondibile sorriso delle Madonne pisane, è difficile reprimere il turbamento. Qui, per un istante, è concesso avere uno scorcio su un mondo scomparso di credenze appassionate, prolungate preghiere e voti indissolubili. Le rose ornamentali della bifora sono ancora gonfie di un sentimento profumato, e la pietra grigia in cui sono scolpite appare più tenera dei petali di un fiore vero”. Altrettanto mirabile la descrizione dell'arrivo in Italia: “Per noi, gente del Nord che entra in Italia attraverso le auree porte di Venezia, le acque della laguna si tramutano in autentiche acque letee. Durante le ore trascorse davanti alle antiche tele che adornano le chiese veneziane, o mentre scivoliamo in gondola o vaghiamo per le calli silenti, o persino in mezzo alle maree di una folla chiassosa in piazza San Marco, noi beviamo il vino dell'oblio, dolce e soave. Tutto quanto è rimasto alle nostre spalle, tutta la nostra vita precedente diviene un fardello leggero”. Il grand tour di Muratov secondo qualcuno è persino meglio di quello di Goethe. Pubblicato in Russia negli anni della rivoluzione, ha avuto una vita tormentata e in pratica è circolato liberamente solo negli anni '90. Non mancano critiche per il boom edilizio romano post-unitario e altri momenti di disincanto.
Pavel Muratov, Immagini dell'Italia, Adelphi, pagg. 465, euro 32

2- Il destino di un grande viaggiatore, Fosco Maraini

30 anni dopo l’esperinza di Muratov, Fosco Maraini parte in nave dalla Puglia per il Giappone, diretto in Hokkaido, per studiare la popolazione degli ainu. Si vede mezzo mondo prima di sbarcare e racconta l'esperienza in un libro intitolato “Case, amori, universi”, biografia in terza persona di un viaggiatore e orientalista avventuroso. Pur nascondendosi dietro al nome “Clé”, l'autore si racconta in modo personale. Molto più che in “Ore giapponesi” dove usa la prima persona. 700 pagine scorrono via veloci e leggere come una cavalcata. Gli eventi casuali alla fine compongono un quadro che si chiama destino. Durante un'escursione in montagna, Maraini si mette a leggere uno “straccio di giornale” con cui ha avvolto gli scarponi e trova un annuncio. Il grande orientalista Giuseppe Tucci cerca un assistente che lo segua in una spedizione in Tibet e si occupi della parte fotografica. Maraini si candida e viene preso. Parte per quella terra di “spazi infiniti, colori folli, musica di silenzi e vento”. Inizia così un difficile rapporto tra due personaggi con un carattere forte e per niente facile (soprattutto Tucci). La goccia che fa traboccare il vaso è l'amore conteso di una principessa tibetana. Per capire lo spirito di Maraini basta leggere di quando parte in motocicletta per andare a trovare la futura moglie, Topazia Aliata di Salaparuta, Malachite nel libro, attraversando un'Italia di sterrati polverosi. In Giappone Maraini rifiuterà di aderire alla Repubblica di Salò e verrà imprigionato con la famiglia. Per protestare contro la fame e le parole di disprezzo del capo del campo, si taglierà l'ultima falange del dito mignolo con un colpo di accetta: “Clé afferra l'accetta (della cucina), si taglia il dito mignolo della mano sinistra, lo raccatta e lo getta al terrorizzato a Kasuya gridando: 'Itarya-jin uso tsuki de wa nai'... (Gli italiani non sono dei bugiardi)”. Poi osserva il rituale di purificazione. Distaccato come un antropologo.
Fosco Maraini, Case, amori, universi, La Nave di Teseo, pagg. 747, euro 25

3-Alla ricerca del benessere perduto nelle terme giapponesi
La “cintura di fuoco” è l'arco di 40mila chilometri che percorre le coste del Pacifico ed è segnato da eruzioni vulcaniche e terremoti. La parte più infuocata della cintura di fuoco si trova in Giappone. Il paese del Sol Levante può vantare 108 dei 1500 vulcani ancora attivi nel mondo e il 10% di quelli più pericolosi. Il monte Fuji, simbolo onnipresente nell'iconografia nazionale, è un vulcano, anche se non erutta più dal 1707 e la neve perenne imbianca la vetta dei suoi 3776 metri. I vulcani sono una minaccia, ma rendono fertile il terreno e scaldano le acque nel sottosuolo. Se i turchi hanno il bagno turco, gli svedesi la sauna svedese, i russi la bagna russa, i giapponesi hanno l'onsen. Gli onsen nascono come ribollenti bagni vulcanici, seminascosti in paesaggi rocciosi. Si trasformano in stazioni di sosta dei samurai per il rito dell'igiene e della rigenerazione, in seguito frequentate da un pubblico più ampio. Prima si accedeva tutt'insieme, ora c'è la divisione tra sezione maschile e femminile. Leggo la storia dell'onsen in un libro con fotografie, scritto da Steve Wilde e Michelle Mackintosh, appena pubblicato da L'Ippocampo. Gli autori, una coppia di australiani, hanno scandagliato il Giappone alla ricerca di località termali scrivendo una guida alla “gioia assoluta di immergersi nudi dentro le ataviche acque curative sgorgate dal profondo del sottosuolo giapponese”. Non ci si può immergere se si hanno tatuaggi, ma a volte i giapponesi chiudono un occhio.
Steve Wide e Michelle Mackintosh, Onsen. Sorgenti e località termali del Giappone - Ippocampo editore

3-Il libro prezioso di un diplomatico che ha fatto la storia
E' probabile che diversi lettori considerino l'autore un pazzo per avere lasciato la Parigi degli anni ’30: “C'erano le donne con gli abiti migliori, il cibo migliore, il vino migliore, il brandy migliore del mondo. Feste nei ristoranti, feste nei club notturni. Il Théâtre de Dix Heures, gli chansonniers, battute su politiche e sesso; il Bal Tabarin, il fracasso e gli scoppi del can-can; le cosce tornite delle ballerine nelle loro calze di seta nera. Una settimana dopo l'altra, un mese dopo l'altro; un'esistenza piacevole, ma tale da condurre, nel caso si fosse prolungata eccessivamente, a cronici problemi di fegato, o peggio”. Maclean lascia Parigi per continuare a fare il diplomatico, ma in una sede meno festaiola e più interessante dal punto di vista politico e cioè l'Unione sovietica di Stalin. Tutto quello che segue è enormemente più pericoloso di una malattia epatica e molto più emozionante. Tra un'udienza e l'altra dei processi staliniani, Maclean sfugge alla sorveglianza e visita l'Asia centrale. Al bazar di Taškent vede zucchetti ricamati, tappeti di Buchara, scassate macchine da cucire e riceve anche proposte di acquisto: “Per il mio soprabito e per tutto ciò che avevo addosso, anche se i miei vestiti non erano nelle migliori condizioni, dopo che ci avevo dormito per molti notti di viaggio consecutive”. Poi lo troviamo in Persia e al Cairo. Durante la seconda guerra mondiale, viene paracadutato in Jugoslavia per conoscere l'uomo che sta facendo fuori più nazisti. Il partigiano Tito. Ogni tanto leggendo ti viene l'istinto di controllare su Internet se le avventure sono accadute o millantate e scopri che sono entrate nelle enciclopedie e nella storia. Tito gli concederà di comprare un palazzo sull'isola di Korčula, in Croazia. Dovrà Sir Fitzroy andrà a passare meritate vacanze. Il suo libro ormai si trova solo su ebay o altri siti dell'usato, ma la ricerca lo rende ancora più prezioso.
Fitzroy Maclean, Passaggi a Oriente, Neri Pozza, pagg. 676, euro 22

4-Ucraina, crocevia di persone e piazze
Bisognerebbe analizzare in modo approfondito l'innamoramento per un paese non è meno folgorante di quello per una donna ma più costante. Forse qualcuno l'ha già fatto. Con la sua complessa identità di frontiera, tra Nord e Sud, Est e Ovest, l'Ucraina è una terra facile da amare e difficile da capire e conoscere. Di Pasquale le ha dedicato un libro che è una sorta di ritratto sotto forma di “Abbecedario”. Un ritratto attraverso una galleria di ritratti. Uno dei soggetti è Lviv, Lvov, Lehmberg o Leopoli, a seconda della lingua con cui la si vuole chiamare, capitale della Galizia, all'incrocio di due importanti vie commerciali. La prima attraverso i Balcani giungeva fino alla Grecia, l'altra univa il Nord Europa alla Persia. Come riporta una leggenda qui esiste un'insolita costruzione la cui particolarità̀ “consiste nel fatto che le gocce di pioggia che cadono sulle due parti dello stesso tetto arrivano in due mari molto distanti fra loro: una nelle fredde acque del Mar Baltico, mentre l'altra nel Mar Nero”. La piazza della città, simbolo della sua passata opulenza, è patrimonio Unesco e riporta un'impronta italiana non solo nell'architettura: “Al numero 2 abitò un altro italiano, Roberto Bandinelli, figlio di un famoso intagliatore fiorentino e nipote dello scultore Baccio. Costui, assieme al connazionale Domenico Montelupi, può essere considerato l'inventore dei moderni servizi di Dhl. A cominciare dal 1629, infatti, da questo edificio di pietra in stile neobarocco ogni sabato venti postini partivano alla volta di Lublino, Varsavia, Danzica e Cracovia”. Un'altra piazza famosa dell'Ucraina, non così nota al di fuori dei confini nazionali, è piazza della libertà a Charkiv, una delle più grandi del mondo. Per molti anni è stata intitolata a Feliks Džerzinskij, il fondatore della polizia politica sovietica. Qui Di Pasquale incontra uno dei più noti scrittori ucraini contemporanei, Serhiy Žadan. Figlio di un camionista del Donbass, Žadan è anche poeta e musicista: una star della nuova scena artistica. Alcune sue opere sono tradotte in italiano e in particolare “Depeche Mode” (Castelvecchi), romanzo di formazione ambientato a Charkiv. Anche Limonov ha raccontato la città in diversi romanzi e soprattutto “Eddy-baby ti amo” (Salani). La piazza è un luogo cruciale in Ucraina. Soprattutto se si chiama “Indipendenza”.
Massimiliano di Pasquale, Abbecedario ucraino, Gaspari, pagg. 192, euro 18

5-In Mongolia tra greggi, ghiacci e venti siberiani
Si può dire che uno dei più apprezzati e tradotti reportage narrativi italiani inizi con la scena dei cavalli nel lago Ladoga che arriva solo nel terzo capitolo. Sto parlando di “Kaputt” di Curzio Malaparte. I cavalli si sono buttati nel lago per fuggire l'incendio che divampa nella foresta finlandese e sono rimasti intrappolati da gelo. Per tutto l'inverno le loro teste spuntavano dalla lastra ghiacciata del lago, immobili come pedine su una scacchiera di marmo. Malaparte racconta nel suo stile surreale scene che sfidano l'incredulità, ma capita poi di scoprire che sono semplicemente realistiche. E' quello che mi è successo leggendo il libro di Sciortino. Partito dalla Scozia e diretto a Tokyo via terra si è arenato in Mongolia. Come Malaparte, anche Sciortino ha una grande sensibilità per gli animali. Li nota e li descrive spesso molto bene. Il suo stile però è sintetico, procede con poche pennellate sicure, per sottrazione. Sciortino è giornalista scientifico di Panorama e appassionato di fotografia. In Mongolia gli spiegano che d'inverno le greggi seguono la direzione dei venti. Soffiano dalla Siberia verso la Cina. I pastori, le spalle rivolte al confine cinese, cercano di cacciarli indietro. Lavoro durissimo: “Più di una volta è successo di trovare un'intera mandria di cavalli congelata. I pastori pensavano a un furto o ai lupi, ma poi si è scoperto che erano morti imprigionati in un acquitrino congelato. La teste spuntavano dal ghiaccio”. In Cina Sciortino insiste per visitare un mercato e compra per +600 yuan (circa 70 euro) tre gattini in gabbia, destinati al macello, e li libera tra cespugli e bambù: “fuggirono a velocità supersonica”. Arrivato a Guilin, dove prenderà il treno per Shangai, si trova immerso nella folla dei turisti: “Quei turisti sanno cosa c'è nel mezzo, tra qui e il posto dove sono venuti?” Oltre e un cielo in più è la risposta a questa domanda. Una risposta che si distende per 20mila chilometri, dall'isola di Skye, attraverso l'Europa, la Russia, il Turkmenistan, il Kazakistan, la Siberia, la Mongolia e la Cina, fino in Giappone. La parte migliore è quella dove il mondo del cavallo e della yurta si sostituisce a quella dell'aereo e del grattacielo. Ma la stufa non scalda abbastanza e bisogna ripartire portando con sé immagini dell'anima del mondo che serviranno superare il grigiore della vita quotidiana.
Luca Sciortino, Oltre e un cielo in più, Sperling & Kupfer, pagg. 237, euro 16,90

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