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Natale in aereo: tornare a Catanzaro costa più che andare a Londra

Le tariffe aeree che collegano le più grandi città del Nord agli aeroporti di regioni come Calabria, Puglia, Campania e Sicilia sono un vero e proprio salasso. Abbiamo fatto qualche calcolo

di Biagio Simonetta

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Le tariffe aeree che collegano le più grandi città del Nord agli aeroporti di regioni come Calabria, Puglia, Campania e Sicilia sono un vero e proprio salasso. Abbiamo fatto qualche calcolo


4' di lettura

«Torni a casa per Natale?». La domanda è ricorrente, per chi ha lasciato il Sud Italia in cerca di lavoro e fortuna altrove. Del resto Natale è sempre Natale, e reclama il riequilibrio degli affetti. Così, in questi giorni va in scena la corsa al biglietto aereo, al “passaggio” in macchina, all’'ultimo posto disponibile su quei bus che percorrono tutto lo stivale italico in 15 ore. Un tam tam che accomuna centinaia di migliaia di persone, tutte con lo stesso obiettivo: tornare al Sud, anche se per pochi giorni.

Il salasso delle tariffe per chi torna al Sud per le vacanze
Di che numeri stiamo parlando? Gli ultimi rapporti dicono che solo nel periodo compreso fra il 2002 e il 2017, oltre due milioni di italiani hanno lasciato le regioni del Mezzogiorno per trasferirsi altrove (incidendo pesantemente sul Pil del Sud italia). E circa la metà hanno trovato casa e lavoro nel Settentrione.

Un flusso continuo, che svuota interi centri del meridione, e che ripropone – in ogni momento – la famigerata Questione Meridionale.

Prezzi sempre più inaccessibili
Come ogni anno, però, la sorpresa sotto l’albero è amarissima. Le tariffe aeree che collegano le più grandi città del Nord agli aeroporti di regioni come Calabria, Puglia, Campania e Sicilia sono un vero e proprio salasso. Una spesa quasi folle e spesso inaffrontabile per chi viaggia con una famiglia al seguito. È una vecchia regola di mercato, certo: quando la domanda supera abbondantemente l’offerta, i prezzi lievitano. Ma ciò non basta a chetare il comune sentimento di dispiacere.

Perché nonostante possa sembrare assurdo, per molti meridionali che vivono al Nord, andare a Londra per Natale risulta più conveniente che recarsi a Catanzaro. Vediamo qualche esempio.

Londra costa un sesto di Lamezia Terme
Grazie al Google Flight, servizio di Big G che mette a confronto i vari prezzi dei biglietti aerei per una determinata tratta e in giorni prestabiliti, abbiamo simulato un po’ di viaggi Nord-Sud, andata e ritorno, così da trascorrere Natale e Capodanno “a casa”. Poi, mantenendo lo stesso intervallo temporale (dal 23 dicembre al 2 gennaio), abbiamo cambiato destinazione, scegliendo alcune capitali europee.

E il dato che ne è venuto fuori è il seguente: chi vive a Milano e vuole tornare a casa, magari a Catanzaro, può prendere un volo Ryanair da Malpensa a Lamezia Terme (con ritorno) al costo di 343 euro, che è 7/8 volte la tariffa media durante l’anno. Certo, con la stessa cifra, e negli stessi giorni, può recarsi a Londra con tutta la famiglia, o in compagnia di 5 amici (56 euro, sempre con Ryanair). Oppure può aggiungerci 150 euro e andare a New York. Dipende dai gusti.

Abbondantemente sopra i 300 euro anche le tariffe (di andata e ritorno) per i collegamenti aerei fra Milano e la Sicilia (Palermo e Catania). Va un po’ meglio ai pugliesi (Bari la si raggiunge con prezzi dai 212 ai 286 euro) e ai campani (Napoli rimane poco sotto i 200 euro, complice la concorrenza dell'alta velocità). Per chi abbia voglia di fare uno strappo alla regola, capitali europee come Parigi, Dublino e Berlino sono, per le stesse date, abbondantemente sotto i 100 euro.

L’alta velocità
Dicevamo della legge di mercato fra domanda e offerta. Ma c'è un dettaglio non di poco conto che gioca le carte determinanti a questo tavolo: l’alta velocità. Perché a spaccare l’Italia in due non sono solo le tariffe aree, ma anche una carenza infrastrutturale che – di fatto – disegna una sorta di nuovo confine a Salerno. È qui che le l’alta velocità si interrompe, lasciando lucani, calabresi e siciliani in preda alle vecchie tratte ferroviarie e ai treni degli anni ’90, sulla cui puntualità sono state scritte intere opere letterarie.

La continuità territoriale
Un discorso a parte lo merita la Sardegna. Per i residenti dell’isola esiste la famosa continuità territoriale, che impone tariffe fisse per i trasporti , a prescindere dal periodo. Con meno di 70 euro si vola da Milano a Cagliari qualsiasi giorno dell'anno. A prescindere dal Natale e dalle regole di mercato. Certo, per chi ha trasferito la residenza altrove, questo diritto decade, e le tariffe sono superiori ai 200 euro. Anche per questi ultimi Londra, Dublino e Parigi rimangono una scelta molto meno dispendiosa.

Qualcosa si muove
Proprio nelle ultime ore, però, si registra una presa di coscienza da parte del governo. Da un post a firma di Giancarlo Cancelleri, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in orbita MoVimento 5 Stelle, si apprende che in commissione Bilancio del Senato è stato approvato un emendamento sulle “t ariffe sociali”.

«Per la prima volta in Italia, quando diventerà legge, studenti e lavoratori fuori sede, disabili gravi e gravissimi e chi per curarsi è costretto a spostarsi in altre regioni viaggerà con uno sconto del prezzo del biglietto del 30-40% circa. Quella delle tariffe sociali sarà la prima risposta concreta per contrastare il caro voli in Sicilia» ha scritto Cancelleri. L'’idea è quella di creare una nuova “continuità territoriale” che possa riguardare gli aeroporti siciliani di Catania e Palermo, oltre a quello di Crotone, in Calabria.

Il pullman a 0 euro
Intanto, il 20 dicembre partirà da Milano il pullman dell'iniziariva “Unterroneamilano” che consentirà a 87 studenti e lavoratori del Nord di riabbracciare i propri familiari a Natale, facendo tappa a Napoli, Cosenza e Catania. Un viaggio a costo zero, dato che l’iniziativa è stata finanziata da nove sponsor.

Per approfondire:
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