Verso il nuovo Dpcm

Natale, non sarà “liberi tutti”. Spostamenti tra regioni limitati ai parenti stretti e quarantena per chi rientra dall’estero

Ad una settimana dalla scadenza del Dpcm, il governo lavora al nuovo provvedimento che dovrà definire le regole per le feste bilanciando la necessità prioritaria di non far impennare nuovamente la curva epidemica con quella di dare respiro all'economia. Uno dei compromessi ai quali si sta lavorando è di consentire gli spostamenti solo per raggiungere parenti stretti e congiunti.

3' di lettura

Controlli per chi rientra dall’estero, spostamenti limitati in tutta Italia, misure per evitare assembramenti durante lo shopping, ristori anche per le attività che ruotano attorno al turismo invernale e che non potranno aprire tra Natale e Capodanno. Ad una settimana dalla scadenza del Dpcm, il governo continua a lavorare al provvedimento che dovrà definire le regole per le feste e che dovrà bilanciare la necessità prioritaria di non far impennare nuovamente la curva epidemica con quella di dare respiro all'economia.

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I nodi da sciogliere

Tutti i nodi aperti saranno discussi in giornata nel corso della riunione tra governo e capidelegazione. Poi il premier e i ministri si confronteranno con i presidenti di regione, con l’obiettivo di mettere a punto un provvedimento per le festività che mantenga la stessa linea per tutta Italia. Il sistema delle tre fasce e della collocazione delle regioni in zona gialla, arancione o rossa in base all’indice di rischio indicato nel monitoraggio non cambierà. Ma l’auspicio è che per Natale tutta Italia possa essere zona gialla.

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Spostamenti solo per i parenti stretti

L’obiettivo del governo è evitare di ripetere a Natale gli errori dell'estate, con il 'liberi tutti' di luglio e agosto che ha portato alla seconda ondata. Le limitazioni sono dunque “inevitabili”. «Mi piacerebbe poter dire - ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza che il 2 dicembre sarà in Parlamento per illustrare le misure e il piano sui vaccini - che i problemi sono tutti risolti e si può riaprire tutto, ma non direi la verità». Le scelte sono quindi quasi obbligate, anche se su uno dei temi più controversi, quello degli spostamenti tra le regioni, la discussione è ancora aperta. L’intenzione del governo è vietare lo spostamento anche tra quelle regioni che entreranno in fascia gialla di rischio. Il compromesso su cui si starebbe lavorando è quello di consentire gli spostamenti solo per raggiungere parenti stretti e congiunti.

Cenone con posti limitati

Né rigoristi né aperturisti nel governo immaginano invece divieti per quanto riguarda il cenone: nel Dpcm ci sarà un forte raccomandazione affinché gli italiani evitino quanto più possibile di incontrarsi con persone che non fanno parte dello stretto nucleo familiare e mantengano le precauzioni, a partire dalla mascherina, anche in casa. La discussione è su quante persone indicare nella raccomandazione: 6, forse 8, qualcuno nel governo ipotizza fino a dieci come deciso dalla Germania.

Quarantena per chi viaggia

Quel che invece ci sarà nel Dpcm è una stretta sui controlli per chi va all'estero e poi rientra in Italia. Con isolamento obbligatorio per chi rientra. Si tratta di una misura che punta a scongiurare l'assalto degli italiani alle piste da sci in quei paesi che decideranno di lasciare gli impianti aperti. Su questo fronte il premier continua comunque a lavorare affinché si possa arrivare ad un coordinamento europeo e il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha assicurato in Parlamento che anche per tutte le attività che ruotano attorno al turismo invernale «saranno assicurati i ristori così come sono stati garantiti per le attività che già oggi sono chiuse». Il ministro non ha inoltre escluso che, come è stato per gli stabilimenti che sono «partiti più tardi», anche gli impianti possano aprire a fine gennaio.

Orari di apertura più lunghi per i negozi

Il nuovo Dpcm darà invece il via libera a una fascia oraria più ampia per l’apertura dei negozi, per evitare il crollo di migliaia di attività commerciali che dagli acquisti di Natale ricavano un terzo del fatturato annuo. Ma saranno potenziati i controlli: per evitare lunghe code davanti o all'interno dei negozi e per impedire gli assembramenti nelle vie e nelle piazze dello shopping, anche attraverso il contingentamento degli ingressi. I negozi potrebbero dunque ottenere il permesso di chiudere alle 22 e i centri commerciali potrebbero restare aperti nel fine settimana e nei festivi. In questo caso il coprifuoco potrebbe slittare alle 23. Resta la chiusura alle 18 di bar e ristoranti. Soltanto quando l’Rt sarà sotto l’1 per diverse settimane si valuterà l’apertura serale di queste attività, così come la riapertura di palestre e centri estetici.

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