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National Gallery: generare risorse proprie per il 50% entro il 2022-23

di Maria Adelaide Marchesoni


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National Gallery

3' di lettura

La National Gallery vuole aumentare la sua indipendenza economica ed arrivare a generare un autofinanziamento del 50% entro il 2022-23. Per realizzare questo ambizioso obiettivo spinge sullo sviluppo di nuove iniziative digitali, nuove opportunità commerciali (con la National Gallery Company ) e l'incremento dell'affluenza.

Nella gestione 2018-19 le risorse autoprodotte hanno raggiunto il 49%, escluse le donazioni per l'acquisizione di opere (nel 2018 erano il 38%). Questa percentuale comprende le donazioni che contribuiscono allo sviluppo del progetto di costruzione denominato One Gallery Accommodation Hub , che rappresentano l'8% delle entrate sopra indicate (nel 2017 erano il 2%). Il progetto sarà completato nel 2020 nella parte nord-est del Wilkins Building e riunirà in un unico spazio la maggior parte del personale creando opportunità di lavoro sinergico senza precedenti.

La gestione operativa 2018-19 chiude con un risultato operativo di 16,1 milioni (nel 2018 erano 19,5) con le risorse proprie sostanzialmente stabili a 32,8 milioni di sterline, che hanno beneficiato di un deciso incremento dei proventi da biglietteria saliti a 4,4 milioni da 1,8 milioni della gestione 2017-18.

Proventi operativi. Nel complesso i proventi operativi sono stati pari a circa 57 milioni di sterline (nel 2018 erano 56,8 milioni) e comprendono i proventi da donazioni e lasciti per 20,7 milioni di sterline (23,6 milioni nel 2017-18), 7,5 milioni di sterline ( nel 2018 erano 6,8 milioni) derivanti dalle attività commerciali e 4,4 milioni di sterline (1,8 nel 2018) derivanti dall'ingresso a mostre e altri eventi educativi. Invariati negli ultimi due anni a 24 milioni di sterline i contributi governativi.

Spese operative. I costi operativi complessivi sono ammontati a 41,6 milioni di sterline (nel 2018 erano 37,6 milioni) di cui la maggior parte derivante (39 milioni) per le mostre, la conservazione, il miglioramento e lo sviluppo e la gestione della collezione (14 milioni).

La collezione. I proventi destinati alle acquisizioni di opere d'arte sono stati 3,9 milioni di sterline. Due i dipinti acquisiti: il museo ha raccolto 3,6 milioni di sterline per «Self Portrait as Saint Catherine of Alexandria» di Artemisia Gentileschi e altri 25omila sterline sono state destinate a «Messengers» dipinto da Bridget Riley.
Tra le opere donate di Lucas Cranach, «Elder's Venus and Cupid» da parte del Drue Heinz Charitable Trust per un valore pari a 4.654.902 sterline.

Gli investimenti mobiliari. A partire dal marzo 2018, le dotazioni permanenti e i fondi a destinazione vincolata detenuti a lungo termine sono stati investiti in un fondo indicizzato multi-asset managed, con un rendimento lordo totale annuale fino al 31 marzo 2019, al lordo delle commissioni, pari al 4,27%. La National Gallery detiene anche fondi del mercato monetario a breve termine e conti a tasso fisso. La performance è misurata rispetto al tasso ufficiale della Banca d'Inghilterra. Nell'anno conclusosi il 31 marzo 2019 il tasso di interesse medio ponderato è stato dello 0,46% (nel 2018 era dello 0,29%) rispetto al tasso di base medio ponderato dello 0,67% (nel 2018 era dello 0,35%).

Riserve e Fondi. A seguito di una rivalutazione delle immobilizzazioni materiali per 7,7 milioni di sterline si determina un risultato finale portato a nuovo di 23,9 milioni. Le riserve e i fondi aumentano a 662,9 milioni di sterline (639 milioni nel 2017-18).

Retribuzione direttore. Il direttore Gabriele Finaldi ha percepito nella gestione una retribuzione annuale di 146.439 sterline, con un aumento del 3% rispetto all'anno passato. Il direttore ha diritto anche a una retribuzione variabile che oscilla tra 0 e 25%. A fine marzo 2019 ha ricevuto un bonus nell'ordine del 25% derivante dalla performance annuale e pari a 37.060 sterline (35.980 il bonus della gestione che si è chiusa al 31 marzo 2018).

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