a londra

Nato: al vertice per i 70 anni, tensioni interne da Guerra fredda

L’anniversario fa emergere tutta la senilità dell'Organizzazione per il Trattato del Nord Atlantico, con la Francia di Emmanuel Macron che definisce la Nato “in stato di morte cerebrale”, attirandosi subito l'ira di Donald Trump

di Simone Filippetti


Conte a Londra per i 70 anni della Nato, incontro con Boris Johnson

4' di lettura

Lungo The Mall, il solenne vialone che da Trafalgar Square, la piazza che ricorda la sconfitta di Napoleone, sventolano 29 bandiere: sono quelle degli stati membri della Nato. La difesa atlantica, nata nel 1949, si riunisce a Londra e il summit cade per il 70esimo anniversario. Le 70 candeline, però, mostrano tutta la senilità dell'Organizzazione per il Trattato del Nord Atlantico, con la Francia di Emmanuel Macron che ha sganciato una bomba sul palazzo reale di Sua Maestà: la Nato è “in stato di morte cerebrale” ha detto Monsieur Le President, attirandosi subito l'ira di Donald Trump e ci voleva poco visto che definire ostili i rapporti tra i due è un eufemismo. “Il re è nudo” verrebbe da dire, però: qualcuno ha il coraggio di gridare quello che molti pensano.

Nata come argine militare al blocco sovietico, nell'epoca della Guerra Fredda e dell'escalation nucleare, la Nato è anche sempre stata l'avamposto militare degli Usa in Europa, il luogo dove Washington esercitava la sua influenza sul Vecchio Continente, baluardo dell'anti-comunismo prima e punti di riferimento nel multi-lateralismo dopo. Ma l'Europa di oggi è divisa su tutto, ai partire dai padroni di casa: il Regno Unito è in piena marasma di Brexit. E la Nato non pare in cima all'agenda politica del paese, che peraltro ha un suo esercito molto indipendente dalla Ue (come dimostra la gara per il nuovo jet caccia di sesta generazione, il Typhoon, dove Uk sta andando avanti da sola con un suo aereo indipendente mentre Francia e Germania stanno studiando un progetto diverso). Che la Regina non sia così concentrata sulla Nato, ci sta. Che tra i paesi Ue, dove la Nato fa anche le veci di quell'esercito comune che Bruxelles non mai messo in piedi (e che invece avrebbe dovuto fare), regni il disaccordo sul futuro dell'Alleanza è più serio. Il disaccordo però non fa altro che riflettere la crisi di identità della Nato che oggi appare un organismo obsoleto: il mondo dei due blocchi non esiste più e dunque anche l'esigenza di una Nato, pensata per difendere il confine caldissimo di Europa occidentale sotto influenza Americana e quello orientale sotto influenza russa, viene meno.

E' toccato al leader del partito laburista norvegese, Jens Stoltenberg, il segretario generale che guida dal 2014 la Nato, tenere una difesa d'ufficio dell'alleanza: “La Nato è viva e sta dando risultati” ha esordito, ricordando come l'organizzazione abbia truppe multi-nazionali in prima linea, tra Siria e Iraq. E ha mostrato un certo disappunto per le polemiche: i paesi membri non dovrebbero mettere in dubbio l'alleanza che ha come scopo, tuttora valido nonostante la scomparsa della minaccia sovietica, di promuovere la pace ed evitare i conflitti. I costi di questa funzione sono anch'essi finiti nel mirino: la Nato spende 15 volte il budget della Russia. L'opinione pubblica la percepisce più come un costoso poltronificio che un baluardo della pace. Il ritornello della Nato, come “alleanza militare con più successo della Storia”, non convince molto i giornali inglesi che, novelli aruspici, hanno dedotto da alcuni dettagli del Summit, la sua irrilevanza: a partire dalla scelta defilata di un sobborgo di Londra e il programma ridotto all'osso sarebbero i segnali della marginalità della Nato. Il Gove Hotel pare sia stato scelto da Boris Johnson per limitare le proteste anti-Trump che sarebbero state feroci in centro: Londra odia l'attuale presidente degli Stati Uniti. E lui non fa nemmeno niente per dimostrare che la Nato sia centrale: continua a puntare il dito sul tema della ripartizione dei costi; e non ha consultato l'Europa quando ha ritirato le truppe Usa dalla Siria, lasciando così il campo libero alla Turchia che ne ha approfittato per invadere il Curdistan siriano. Il premier Recep Erdogan è peraltro l'altro convitato scomodo al tavolo della Nato.

La fine della Nato è stata profetizzata già tante volte in passato e finora non è accaduta. Ma mai come oggi, i paesi fondanti dell'alleanza militare sono “l'un contro l'altro armati”. Il summit Nato rischia di diventare solo la vetrina delle tensioni internazionali tra i paesi alleati, invece che un momento di riflessione per pianificare la Nato del futuro, o capire se essa abbia ancora un senso. Insomma che si parli più dei litigi tra i vari capi di stato che dei problemi della Nato. Nel mondo monopolare di oggi, dominato dalla globalizzazione economica, ha ancora senso una “force de frappe”, una forza antagonista che fa della deterrenza il suo potere? Questa è la domanda a cui il 4 dicembre i capi di Stato dovranno rispondere. Alla Guerra Fredda si sono sostituiti altri nemici, in particolare il terrorismo IsIamico che però non ha un “fronte” ma attacca dentro gli stessi paesi occidentali (ma Stoltenberg ha anche ricordato l'impegno della Nato nello smantellare lo stato islamico in Siria). Tre giorni prima del Summit, in occasione del Black Friday, un terrorista dell'Isis ha assalito i passanti a London Bridge, in pieno centro di Londra città, e due persone sono morte. Ecco la nuova Guerra Fredda.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...