nuove tendenze

Nautica e Covid: il mercato punta sugli yacht explorer capaci di navigare a lungo senza fermarsi

Il designer di barche Sergio Cutolo, alla guida di Hydro Tec, spiega che i clienti cercano yacht in grado di diventare isole felici anche restando fuori dai porti

di Raoul de Forcade

default onloading pic

Il designer di barche Sergio Cutolo, alla guida di Hydro Tec, spiega che i clienti cercano yacht in grado di diventare isole felici anche restando fuori dai porti


3' di lettura

Il diporto e la cantieristica nautica hanno mostrato una resilienza inaspettata all’epidemia di coronavirus, rispetto ad altri settori del turismo e dell’industria. Per i distanziamenti imposti dall’emergenza Covid, infatti, la barca è apparsa a molti una sorta di isola salvifica su cui trascorrere l’estate.

Questo ha salvato, sia pure con qualche sofferenza (per le restrizioni imposte sugli spostamenti dall’estero, che hanno limitato l’afflusso sulle nostre coste di armatori stranieri), un comparto produttivo in cui l’Italia, per quanto riguarda le costruzioni di yacht sopra i 24 metri, conserva da molto tempo la leadership mondiale

Loading...

Il confronto col virus, peraltro, sta incidendo sulle scelte degli armatori che acquistano nuove barche e che sembrano apprezzare sempre di più gli yacht explorer.Si tratta di un tipo di imbarcazione di lusso, con caratteristiche che derivano in parte dal militare, in parte dai supply vessel e dai rimorchiatori, in grado di garantire la navigazione per lunghi periodi a qualsiasi condizione meteo marina e di effettuare crociere in totale autonomia.

A rilevarlo è Sergio Cutolo, ingegnere e famoso designer di yacht, la cui società di progettazione, la Hydro Tec, compie, nel 2020, 25 anni di esistenza, celebrati anche con un libro che ne racconta la storia. «In quell'arco di tempo – ricorda Cutolo – abbiamo progettato più di 100 barche, alle quali si aggiungono, per quanto mi riguarda, quelle disegnate nei 15 anni che ho passato presso i cantieri Baglietto».

Il primo explorer

È stato Cutolo, a suo tempo, a progettare il primo explorer italiano creato ex novo, cioè non nato dalla riconversione di una barca di servizio già esistente. Era «il Naumachos – racconta Cutolo – commissionatomi da Stefano Carletti, singolare figura di scrittore, subacqueo, velista e velaio, che aveva bisogno di una barca con autonomia oceanica, per tornare a fare immersioni sul relitto dall’Andrea Doria».

La barca progettata dall'ingegnere-designer, ed esposta al Salone di Genova nel 2006, fu realizzata dai Cantieri di Pesaro, grazie al supporto di Ennio Cecchini, fondatore, in seguito, del Cantiere delle Marche, per cui Cutolo lavora a tutt’oggi. «Il primo yacht per questo cantiere – ricorda – fu presentato al salone di Genova nel 2011 e ora stiamo progettando la trentesima barca».

Ma Hydro Tec opera anche per altri grandi brand della cantieristica, come Columbus (marchio del gruppo Palumbo), per il quale nel 2019 ha progettato uno yacht di 80 metri, o i cantieri Vittoria, specializzati in navi militari e supply, che stanno preparando l’ingresso nel settore yacht di lusso proprio con un explorer disegnato da Cutolo.

Lunga autonomia

«Oggi – afferma il designer – a maggior ragione per il Covid che richiede distanziamenti, gli armatori sono attratti da mezzi con le caratteristiche di barche commerciali, capaci di navigare in ogni condizione, anche per lungo tempo senza avere la necessità di toccare terra spesso, perché dotate di grande autonomia».

Un explorer, prosegue Cutolo, «naviga lento, a 10 nodi, ma è confortevole e stabile: chi è a bordo non soffre il mare. Poi può disporre di grandi celle frigorifere e di decine di migliaia di litri di gasolio. Recentemente un nostro cliente è partito per una crociera usufruendo di 12 metri cubi di celle frigorifere e 75mila litri di carburante».

«Tutto questo – aggiunge Cutolo - consente di navigare a lungo, di fare nafta in posti dove costa meno e di poter attraccare in pochi porti. Poi a bordo ci sono moto d’acqua, gommoni e altri toys che consentono di divertirsi mantenendo lo yacht come base e restando ormeggiati in rada».

Insomma, conclude Cutolo, «la barca diventa un’isola riservata ed è anche per questo che gli yacht, in particolare gli explorer per le caratteristiche che ho detto, incontrano sempre più il favore del pubblico spaventato dal Covid. Senza contare che i motori diventano sempre più sostenibili: per i suoi 25 anni, Hydro Tec sta progettando un explorer da 65 metri ibrido, che può utilizzare come propulsione sia il diesel che l’elettricità generata da gruppi elettrogeni».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti