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Nautica, in ripresa il mercato ma spaventa la guerra dei dazi Usa-Ue

di Raoul de Forcade


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(Studio Borlenghi/Stefano Gattini)

3' di lettura

«Dopo gli anni di crisi, quella che sembrava una ripresa dell’Italia non molto solida, si è invece dimostrata solida. E nella nautica, che anche nel periodo più buio ha resistito puntando sull’export, ora sta tornando a lavorare il mercato interno». È quanto ha sottolineato ieri Carla Demaria, presidente di Ucina, la Confindustria nautica, nel corso del Satec, l’annuale convention di settore.

Ma un’altra questione, che si gioca su scenari internazionali, preoccupa in questo momento il comparto. Il problema è stato sollevato da Piero Formenti, vicepresidente di Ucina e al vertice di Ebi (European boating industry); riguarda i possibili danni causati dalla guerra dei dazi fra Usa ed Europa, visto che l’Ue ha inserito anche la nautica nella lista dei settori interessati dalle contromisure da adottare contro quelle previste dall’America. Ucina, da parte sua, fa pressione per cercare di scongiurare mosse false. Con una lettera, l’associazione ha chiesto un incontro urgente al presidente della Ue, Antonio Tajani. «Oltre al sicuro impatto negativo che deriverà al settore dall’estensione alla Ue delle tariffe Usa su alluminio e acciao - si legge nella missiva - desta gravissima preoccupazione la proposta della Commission implementing regulation (Eu) 2018/724, che include proprio le unità da diporto fra i prodotti che potrebbero essere soggetti a dazi supplementari da introdurre nella Ue dal 20 giugno prossimo».

Dazi a parte, il ritorno del mercato italiano della nautica è dimostrato dai dati presentati da Enrico Duranti, presidente di Assilea, alla convention. «Nei primi cinque mesi del 2018 – ha spiegato Duranti – il leasing nautico in Italia ha registrato 149 contratti, per un valore stipulato di oltre 186 milioni, segnando +23,14% quanto a numero di contratti e +29% quanto a valore, rispetto allo stesso periodo del 2017. Anno in cui lo stipulato era arrivato a un valore di 470 milioni, segnando +58% rispetto 2016. Si conferma dunque l’andamento del 2017 con nuovi operatori che stanno entrando». E poiché il leasing nautico si fa sul territorio, queste cifre indicano che il mercato interno sta risalendo decisamente.

Da un esame degli investimenti finanziari avviati con la legge Sabatini, ha però aggiunto Duranti, «emerge che l’Italia è spezzata in due. Il 95,5% degli investimenti, infatti, è fatto da Perugia in su. È necessario riequilibrare il Paese».

La Demaria, da parte sua, ha sottolineato che la nautica italiana sta affrontando un momento particolarmente felice perché, archiviate le legge sfavorevoli arrivate durante il Governo Monti, oggi si trova in una posizione migliore di altre nazioni europee, «come Francia, Spagna, Grecia e Croazia che hanno introdotto recentemente sistemi di tassazione che ricordano quelli utilizzati in Italia da Monti. Il fatto, poi, di aver varato a febbraio la revisione del codice della nautica è un ulteriore elemento positivo per il settore». Anche perché, ha spiegato la Demaria, «l’Europa ha avviato da tempo procedure di infrazione per il leasing e il noleggio nei confronti di Malta, Cipro e Grecia. Mentre l’Italia è stata contattata per una semplice richiesta di chiarimenti dalla Commissione Ue in merito allo svolgimento dell’attività di noleggio e all’applicazione delle esenzioni fiscali». In tema di noleggio, Paolo Ghinolfi, ad di Sifà (gruppo Bper), ha ipotizzato che il modello a lungo termine oggi applicato alle auto,«potrà essere un modello anche per la nautica, rendendola più popolare e a misura di famiglia».

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