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Nautica, Salone da tutto esaurito La barca ora piace ai più giovani

La crisi del passato è ormai alle spalle: il settore ora è in attesa delle aree che arriveranno col riassetto del waterfront di Genova. Si allarga la platea degli utenti: l’età media arriva a 45-50 anni

di Raoul de Forcade

Nuovi spazi. Col riassetto del waterfront genovese di Levante l'area del Salone nautico potrà giovarsi di nuovi spazi sia a terra che in acqua

3' di lettura

Il Salone nautico di Genova si prepara alla 62° edizione, che aprirà il 22 settembre per chiudersi il 27, ma guarda già al futuro, alla kermesse del 2023, perché gli espositori chiedono più spazio è l’anno prossimo sarà terminato (almeno secondo le previsioni) il riassetto del waterfront di Levante di Genova. Cioè il progetto di Renzo Piano che consentirà alla manifestazione di avere a disposizione nuove banchine con numerosi posti barca in più (200) e aree aggiuntive a terra, rimesse a nuovo.

Un allargamento che la nautica italiana attende con entusiasmo, dopo aver lasciato alle spalle la crisi iniziata nel 2008 (con il default mondiale) e proseguita fino al 2014, e aver, poi, messo a segno una ripresa, negli anni successivi, che l’hanno portata a una crescita graduale ma costante del fatturato (escluso un piccolo rallentamento fisiologico nel 2020, per i lockdown dovuti alla pandemia), passato dai 2,9 miliardi complessivi del 2015 ai 6 miliardi previsti per il 2021 (che pareggiano i livelli del 2007). Tanto più che il Covid, nonostante i problemi creati per le chiusure forzate, alla fine ha allargato il campo degli utenti della nautica e contribuito ad abbassare l’età media (da 65 anni a 45-50) di chi si è avvicinato al settore.

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«Quello del 2020, in piena pandemia - afferma Saverio Cecchi, presidente di Confindustria nautica - è stato il Salone nautico del coraggio; il 61° è stato quello della ripartenza e l’esposizione di quest’anno, con posti sold out, per gli espositori, da giugno, rappresenta l’edizione del consolidamento, in vista del 2023: ci muoviamo in progressione verso il salone del futuro. Futuro rappresentato, nel contesto espositivo, dall’innovativo intervento di trasformazione e rigenerazione urbana del waterfront di Levante, che trasformerà completamente l’orizzonte di Genova, grazie a ingenti investimenti, gestiti in sinergia tra pubblico e privato».

Il nuovo assetto del fronte mare, atteso nel 2023, «con banchine e canali nuovi e 200 posti barca in più - prosegue Cecchi - offrirà ulteriore impulso e forza alla manifestazione, a conferma della sua centralità in Europa e nel Mediterraneo. Si tratta di un fattore fondamentale e determinante per il Salone nautico internazionale di Genova del futuro: i nostri espositori ci chiedono maggiori spazi e abbiamo aziende, come ho accennato, in lista di attesa da giugno. Quest’anno abbiamo dovuto dire dei “no” sicuri di poter contare, nei prossimi anni, sul nuovo assetto; ci aspettiamo che venga garantito questo investimento sul futuro da parte di tutti, espositori in primis».

Il salone oggi, sottolinea, «ha bisogno di spazi più grandi, che riflettano il mercato in crescita di un settore in piena salute. E maggiori spazi vogliono dire anche più prove in mare, un tratto tipico della kermesse di Genova, in cui la piccola nautica può esprimere tutto il suo valore. Il nostro salone, del resto, è l’unico a essere multispecialistico, rappresentativo di tutti i segmenti di mercato: yacht e superyacht, vela, accessori, imbarcazioni, piccola nautica e tutti i servizi».

Negli ultimi cinque anni, aggiunge Cecchi, «e in particolare negli ultimi due, l’età media degli utenti della nautica, nella fascia di barche tra i 20 e 30 metri di lunghezza, si è molto abbassata: è passata da 65 a 45-50 anni. Sicuramente, nel corso di questo biennio caratterizzato dall’emergenza pandemica, tante persone si sono avvicinate per la prima volta alla nautica da diporto e alle attività del mare, che consentono, per definizione, il distanziamento. La vacanza in barca è stata percepita, a ragione, come sicura, a bassa aggregazione e strategica, appunto, per il distanziamento. Si è trattato di un vero e proprio boom, ed è stata un’occasione unica, che ha fatto scoprire la nautica da diporto a una gran numero di italiani, anche ai più giovani».

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