Costruzion

Nav System, piano da 26 milioni per la sicurezza green degli edifici

La società di Cesena, capofila di una cordata a quattro emiliano-romagnola,
con il suo progetto sulla fabbrica 4.0 si è aggiudicata 9,1 milioni di finanziamenti pubblici

di Ilaria Vesentini

Nav System produce su larga scala grandi pannelli sandwich in poliuretano

3' di lettura

Festeggia il prossimo anno i 60 anni di vita e un track record di brevetti e successi nel settore dei pannelli isolanti industriali – come la realizzazione del più grande magazzino frigorifero d’Europa nel 1974, la più alta cella freezer autoportante d’Italia pochi anni dopo, il primo tunnel di surgelazione del tonno nel ’91, la prima certificazione nel settore di reazione e resistenza al fuoco dei pannelli poliuretanici – eppure la Nav System di Cesena è un marchio sconosciuto alla maggior parte degli italiani. Poche settimane fa ha però conquistato uno dei finanziamenti più cospicui messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico all’interno del pacchetto di aiuti da 70 milioni di euro per sostenere 17 Accordi di sviluppo e innovazione che innescheranno investimenti per 270 milioni in giro per il Paese. Nav System - capofila di una cordata a quattro emiliano-romagnola – con il suo progetto all’insegna dell’efficientamento e della sicurezza della fabbrica 4.0 si è aggiudicata 9,1 milioni di finanziamenti pubblici a fronte di quasi 26 milioni (25,9 milioni per l’esattezza) di investimenti in programma.

«Non siamo abituati ad avere l’attenzione dei media: in realtà è tre anni che lavoriamo a questo progetto, presentato a Roma e autorizzato a inizio 2018, e ci stiamo investendo in modo massiccio già da diversi mesi, ben prima dell’uscita del superbonus al 110%, che sembra fatto apposta per sostenere la nostra iniziativa. Ora siamo arrivati alle ultime battute del decreto di concessione, che contiamo di formalizzare entro fine febbraio», spiega Gianluca Bagnolini, Cfo del gruppo in cui è entrato 32 anni fa, a ridosso della decisione del fondatore Renzo Navarra di cambiare nome e ragione sociale alla sua “creatura”, da Edilplastic a Nav System, per il salto nell’era industriale, con la produzione su larga scala di grandi pannelli sandwich in poliuretano.

Loading...

Il passaggio nel nuovo millennio diventa l’occasione per mostrare la tempra romagnola: dopo un incendio che rade al suolo lo stabilimento la famiglia Navarra invece di arrendersi investe in una fabbrica ancora più avanzata, ottiene il riconoscimento di laboratorio di ricerca autorizzato dal Miur e dal 2010 a oggi, grazie a un impianto in continuo ad altissima produttività e tecnologia, riesce a raddoppiare il fatturato (da 24 a 50 milioni di euro, con 112 dipendenti) entrando a pieno titolo come partner ingegneristico dell’industria italiana che integra aspetti edili e strutturali, oltre al core business delle celle frigorifere (segmento in cui è il terzo player nazionale) e dei pannelli isolanti. Tra i marchi noti che hanno Nav System dietro alle loro strutture produttive e logistiche di eccellenza ci sono nomi come Amadori, Parmalat, Granarolo e Orogel (con la più grossa cella frigorifera d’Europa uno stadio da calcio a -25° C).

Affonda in questa storia il progetto premiato dal ministero dello Sviluppo economico intitolato “Nuove tecnologie di prodotto, di processo integrato ed interconnesso, metodi e servizi nella logica di Impresa 4.0 dedicati all’efficientamento dell’edificio in termini energetici, antisismici, sicurezza, ergonomia, estetica e confort in accordo con i criteri di Building Information Modeling, supply chain, sostenibilità ambientale, design e competitività”. Titolo lunghissimo dietro al quale ha preso forma l’inedita sinergia tra Nav System e altri tre marchi consolidati della via Emilia, ciascuno leader nel proprio settore, che completano le competenze cesenati: Cea Estintori di Bologna, una antesignana di soluzioni e certificazioni antincendio; Cocif Spa di Cesena sinonimo da 75 anni di porte, infissi e serramenti di alto design e qualità e la ER Lux Srl di Forlì specializzata in tecnologie e progettazione d’avanguardia per impiantistica, domotica ed energie rinnovabili nel settore industriale e civile.

«Siamo partiti dalla constatazione che il 70% del patrimonio edilizio italiano è vecchio e privo di isolamento termico e acustico – racconta Bagnolini -. Il piano strategico, messo a punto con la collaborazione del CIRI (Centro interdipartimentale ricerca industriale) Edilizia e costruzioni dell’Università di Bologna, si basa sull’introduzione nel mercato di un “modello” standardizzato, prefabbricato e modulare per affrontare le diverse problematiche di ristrutturazione ed efficientamento energetico in modo veloce e flessibile, che si adatta in realtà non solo alle fabbriche ma anche a condomini. L’obiettivo è arrivare in cantiere e garantire un intervento rapido e quasi automatico. Solo in Italia stimiamo un mercato potenziale di 50 miliardi di euro, ma la domanda di interventi di riqualificazione immobiliare è in realtà molto ampia anche al di fuori dei confini italiani. L’estero pesa per noi ancora poco, in realtà, un 20% del totale, perché i costi di trasporto incidono moltissimo sul prezzo finale di un prodotto semplice, che pesa poco ma occupa molto spazio perché si tratta di pannelli sandwich di schiuma espansa o lana di roccia piena di aria».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti