IL LEADER DISSIDENTE RUSSO

Navalny, il G7: la Russia persegua urgentemente avvelenatori. Merkel incalza Putin: informazioni sconvolgenti

La canceIliera: il mondo aspetta risposte da Mosca. Il governo tedesco ha acquisito «prove indubitabili» da un’analisi tossicologica sul dissidente e chiede chiarezza al Cremlino

Navalny, Nato: "Serve un'indagine trasparente"

La canceIliera: il mondo aspetta risposte da Mosca. Il governo tedesco ha acquisito «prove indubitabili» da un’analisi tossicologica sul dissidente e chiede chiarezza al Cremlino


3' di lettura

L’8 settembre, il G7 ha invitato la Russia a «portare urgentemente davanti alla giustizia gli autori dell'avvelenamento» ai danni del leader dell'opposizione a Putin, Alexei Navalny. Lo si legge in una nota emessa dai ministri degli Esteri del G7 (Usa, Canada, Germania, Francia, Regno Unito, Giappone e Italia), che si dicono «uniti nella condanna, nei termini più forti, dell'avvelenamento» di Navalny, che trasferito dalla Siberia in Germania, e a Berlino curato, è uscito dal coma farmacologico.

La cancelliera Merkel si era espressa duramente. La Russia - aveva detto a pochi giorni dall’avvelenamento avvenuto su un volo tra Mosca e la Siberia - deve fare chiarezza urgentemente sul caso Navalny. «Ci sono domande a cui solo il governo russo può e deve rispondere”, ha incalzato. “Il mondo aspetterà le risposte». Il 3 settembre la Commissione europea aveva dichiarato che il leader Ue avrebbero dovuto condannare in modo chiaro l’uso di un agente chimico contro Navalny.

Merkel aveva riferito dell'incontro con alcuni ministri del suo gabinetto per consultarsi su come procedere di fronte alle nuove conoscenze sul caso. “Si tratta di informazioni sconvolgenti sul tentativo di omicidio attraverso avvelenamento di uno dei leader principali dell'opposizione della Russia. E per questo per me è importante prendere posizione davanti alla stampa”, ha spiegato la cancelliera. “Dal 22 agosto Navalny è qui a Berlino in cura per ragioni umanitarie e su richiesta della famiglia abbiamo permesso il suo trasferimento”.

“L’ospedale Charité ha dato incarico a specialisti di tossicologia dell'esercito tedesco per delle analisi - ha continuato la cancelliera -. Adesso c'è un referto chiaro: Alexey Navalny è stato vittima di un agguato, con un agente chimico nervino del Novichok. Questo veleno è stato rilevato senza alcun dubbio. E quindi è sicuro che sia stato vittima di un crimine. Avrebbe dovuto essere ridotto al silenzio”. “Io condanno a nome di tutto il governo con la massima forza l'accaduto”, ha concluso.

Il Cremlino respinge le accuse di un suo possibile coinvolgimento nel presunto avvelenamento di Navalny e sostiene di non vedere motivi per eventuali sanzioni contro la Russia, riportano le agenzie russe citando il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.

Il governo tedesco ha acquisito «prove che non lasciano dubbi» sul fatto che il dissidente russo Alexej Navalny sia stato avvelenato, aveva affermato il portavoce dell’esecutivo Steffen Seibert. Il policlinico universitario della Charitè, dove è ricoverato Navalny, ha commissionato a un laboratorio speciale dell'esercito tedesco delle analisi tossicologiche, si legge nella nota del governo. Da questo test è risultata «senza alcun dubbio» la presenza di una sostanza tossica chimica del gruppo Novichok.

Berlino: la Russia faccia chiarezza
«Il governo tedesco condanna questo attacco nel modo nel modo più severo. Il governo russo è chiamato a fare chiarezza con urgenza» ha affermato Seibert in una nota. Sette ministri del gabinetto Merkel, si legge ancora, si sono incontrati per deliberare sui prossimi passi da fare. Berlino auspica una risposta coordinata anche a livello europeo, con un intervento diretto di Bruxelles sull’episodio. Merkel aveva già chiesto alla Russia di avviare un'inchiesta completa, per individuare e punire i responsabili. Navalny era caduto in coma mentre si trovava in volo, ricevendo le prime cure in Siberia prima di essere ricoverato all’ospedale Charitè di Berlino. I medici avevano già sospettato che si trattasse di avvelenamento, anche se la conferma è arrivata solo con il test tossicologico del 2 settembre.

Nato: avvelenamento scioccante

Il 2 settembre anche la Nato ha condannato “l'avvelenamento scioccante” con il Novichok di Navalny. “Il governo tedesco ha annunciato che Navalny è stato vittima di un attacco con un agente nervino del gruppo Novichok. E' scioccante e lo condanniamo con forza”, ha scritto in un comunicato il segretario generale Jens Stoltenberg.

Anche l’Italia condanna

Lo stesso giorno si muove anche Roma. «L'Italia esprime profonda inquietudine ed indignazione per l'identificazione da parte delle competenti autorità tedesche di un agente nervino quale causa dell'avvelenamento dell'attivista russo Alexei Navalny». Lo riferisce il ministero degli Esteri in una nota. «Si tratta - prosegue la nota - di un crimine che condanniamo con forza e che rende ancora più impellente la necessità che la Federazione Russa chiarisca con rapidità e trasparenza le responsabilità dell'accaduto».

Articolo aggiornato l’8 settembre

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