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Navalny uscito dal coma farmacologico. Londra convoca ambasciatore Mosca

I medici tedeschi della Charité di Berlino parlano di condizioni di salute migliorate, ma continuano a non escludere conseguenze dell’avvelenamento

di Antonella Scott

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(EPA)

I medici tedeschi della Charité di Berlino parlano di condizioni di salute migliorate, ma continuano a non escludere conseguenze dell’avvelenamento


3' di lettura

Le condizioni di salute di Aleksej Navalny sono migliorate, al punto che i medici dell’ospedale della Charité a Berlino hanno potuto far uscire dal coma indotto il politico russo, ricoverato in Germania il 22 agosto scorso. Il comunicato del policlinico universitario tedesco spiega che il paziente sta passando gradualmente dalla respirazione artificiale a quella naturale, e reagisce agli stimoli verbali. Tuttavia, i medici continuano a non poter escludere potenziali conseguenze di lungo termine del «pesante avvelenamento». Nel comunicato si precisa che i medici, dopo essersi consultati con la moglie Yulia Navalnaya, hanno potuto assicurarsi che la diffusione delle notizie sulle condizioni del paziente corrisponde alla sua volontà.

Il 20 agosto scorso, Navalny aveva perso conoscenza sull’aereo che lo stava riportando a Mosca da Tomsk, in Siberia. Dopo un atterraggio di emergenza era stato ricoverato a Omsk.

In seguito, in Germania, le analisi tossicologiche condotte dal laboratorio dell’esercito tedesco avevano confermato che Navalny era stato avvelenato da una sostanza del gruppo di agenti nervini “novichok”, sviluppato negli anni ’70 e ’80 nell’ex Unione Sovietica. E iscritto dallo scorso anno nella lista di sostanze proibite dalla Convenzione internazionale contro le armi chimiche: un veleno dello stesso gruppo era stato responsabile, nel 2018, dell’avvelenamento dell’ex agente Serghej Skripal e della figlia Yulia, a Salisbury. Un attacco fatto risalire dalla giustizia britannica al Gru, i servizi segreti militari russi. Lunedì, in relazione al caso Navalny, il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab ha fatto convocare l’ambasciatore russo in Gran Bretagna: «È completamente inaccettabile - ha twittato Raab - che sia stata utilizzata un’arma chimica messa al bando. La Russia deve condurre un’indagine completa e trasparente».

Come ha ricordato in un’intervista alla Bild am Sonntag Heiko Maas, ministro degli Esteri tedesco, il novichok è una sostanza accessibile a pochi, «trovata in mano alle autorità russe, in passato». Angela Merkel, ha confermato lunedì il suo portavoce Steffen Seibert, sta valutando la possibilità di rispondere con sanzioni, nel caso il Cremlino non aiuti a chiarire le responsabilità dell’attacco a Navalny. Il grande dilemma del governo tedesco è stabilire se coinvolgere nella risposta Nord Stream 2, il gasdotto a cui mancano solo 150 km per raggiungere la Germania con ulteriori forniture di gas.

Il destino di Nord Stream 2

Un progetto costato quasi 10 miliardi di euro - in parte investiti dalle due compagnie tedesche Uniper e Wintershall - che Merkel ha sempre difeso, anche a costo di entrare in rotta di collisione con gli Stati Uniti determinati a eliminare dalla scena Nord Stream 2 a colpi di sanzioni. Ma ora, riferendo in conferenza stampa il pensiero della leader tedesca, Seibert ha detto che è sbagliato escludere la decisione a priori: solo pochi giorni fa Angela Merkel aveva spiegato di ritenere opportuno tenere separate le due questioni, Nord Stream 2 e il caso Navalny.

Da Mosca, dove Gazprom - leader del progetto - ha pagato le dichiarazioni di Seibert con un calo del 2% in Borsa, il ministro russo dell’Energia Aleksandr Novak ha ribadito che il gasdotto verrà completato, malgrado tutte le difficoltà che lo hanno accompagnato fin dall’avvio dei lavori di costruzione, nel 2011. Lo stesso Maas, del resto, parlando con la Bild aveva chiarito che nel momento in cui si invoca l’annullamento del progetto - in cui sono coinvolte diverse compagnie europee e soprattutto tedesche - bisogna valutarne le conseguenze.

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