ong Sea Eye

Nave Alan Kurdi a sud di Lampedusa con 40 migranti soccorsi

Martedì il ministro dell'Interno Matteo Salvini ed i colleghi Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta, hanno firmato il provvedimento per il divieto di ingresso nelle acque italiane della nave umanitaria

di Nicola Barone


Sbarcati 116 migranti dalla Gregoretti, divieto per la Alan Kurdi

2' di lettura

Procede in direzione nord e si trova in questo momento a sud di Lampedusa la Alan Kurdi, la nave della ong Sea Eye con a bordo 40 migranti soccorsi ieri su un gommone al largo della Libia. Ieri il ministro
dell’Interno Matteo Salvini e i colleghi Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta, hanno firmato il provvedimento per il divieto di ingresso nelle acque italiane della nave umanitaria.

Dunque serviranno le prossime ore per capire se lo scenario di analoghe vicende precedenti tornerà a realizzarsi. «C'è una novità squallida e disgustosa: è in atto l'ennesima provocazione nel Mediterraneo. Sto raccogliendo elementi ma dimostreremo al mondo che non abbiamo lezioni da prendere: si comportano davvero in maniera meschina i perfettini che vorrebbero dare lezioni al mondo», commenta oggi il leader della Lega Matteo Salvini in una conferenza stampa a Milano Marittima, parlando sul nuovo caso.

A bordo della Alan Kurdi c'è anche un un bimbo di tre anni con un'ampia ferita alla spalla causata da un'arma da fuoco, secondo quanto riferito dalla capo missione Barbara Held, molti inoltre hanno raccontato di «terribili esperienze» passate in Libia. Nel complesso i piccoli a bordo sono tre, due le donne, di cui una incinta. «Stiamo andando - annuncia Held - a Lampedusa e spero che troveremo un porto sicuro che definitivamente non è in Libia. La gente soccorsa ci ha detto che prima di tornare in Libia preferirebbero affogare in mare. Non lasceremo che ciò accada».

Dopo quasi una settimana a bordo della nave Gregoretti della Guardia costiera hanno potuto invece toccare terra i 116 migranti che verranno smistati nei cinque Paesi dell'Unione europea che hanno dato disponibilità ad accoglierli. Ossia Francia (30), Germania, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda. Cinquanta resteranno in Italia, ma non a carico dello Stato. È stata la Cei a rispondere alla richiesta del Viminale e si farà carico dell'«ospitalità, dell'accoglienza e dell'assistenza anche legale di
queste persone» che andranno nella struttura “Mondo Migliore”
di Rocca di Papa, ai Castelli Romani. L’iniziativa, dice una nota dei vescovi, «si colloca in un orizzonte di collaborazione che vede lo Stato italiano e la Chiesa cattolica compartecipi nell’assistenza e accoglienza dei migranti».

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Allo sblocco della situazione ha contribuito anche l'accelerazione impressa dalla procura di Siracusa dopo un’ispezione sanitaria a bordo. Dai medici sono stati riscontrati un caso di tubercolosi e un altro di cellulite infettiva, venti di scabbia e altre patologie per un totale di una trentina di persone a cui bisognava garantire cure immediate.

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