Egitto

Nave da carico arenata, blocca per ore il canale di Suez. Ripresa lenta e parziale

Mezza giornata, un giorno, due giorni. Nessuno si pronuncia sul tempo che occorrerà per rimettere “in carreggiata” il super container lungo 400 metri

di Roberto Bongiorni

Ever Given, storia di una nave che ha bloccato il mondo

2' di lettura

Come il corpo umano, anche il commercio mondiale è fragile. Basta un banale incidente per arrecare danni gravi, a volte portando alla paralisi.

La gigantesca nave container che ha bloccato stamattina il canale di Suez (ora la navigazione è ripresa parzialmente) non trasportava tecnologie avanzate, né petrolio o prodotti raffinati. Semplicemente tanti container. Anzi tantissimi. Ammassati lungo i suoi 400 metri di lunghezza (e 59 di larghezza) gli uni sopra gli altri.

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Una folata di vento

La causa di tanto trambusto? Apparentemente una – semplice - folata di vento, particolarmente forte, che ha fatto incagliare la lunga imbarcazione mettendola letteralmente di traverso, ha spiegato la Evergreen Marine (come il nome della nave), la compagnia taiwanese che gestisce l'imbarcazione.

Maxi-container s9incaglia, bloccato Canale di Suez

Maxi-container s9incaglia, bloccato Canale di Suez

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La nave aveva imboccato l'entrata meridionale del canale Suez verso le 8 del mattino, orario europeo, percorrendo sei miglia marine (il canale è lungo complessivamente 120 miglia) per poi arenarsi. Dunque proprio nel punto in cui non sono stati ancora eseguiti i colossali lavori di ampliamento, completati nel 2015, finalizzati a far transitare anche navi di grandi dimensioni.

I rimorchiatori sono accorsi subito sul luogo dell'incidente e sono all'opera. Ma rimuovere quel colosso lungo come una pista di atletica leggera messa in linea retta non è affatto operazione facile, né rapida.

E così in poche ore si è creato un ingorgo lungo decine di chilometri con molte navi bloccate in attesa di transitare. Dopo diverse ore la navigazione è poi ripresa parzialmente, ha annunciato in un comunicato l'Authority egiziana precisando che il traffico è ripreso sulla parte “originale” o storica della linea d'acqua che dal 2015 ha avuto un parziale raddoppio e non quindi ancora anche sul suo secondo ramo più recente.

Incerti i tempi della riapertura

Mezza giornata, un giorno, due giorni. Nessuno si pronuncia sul tempo che occorrerà per rimettere completamente “in carreggiata” il super container.

Ma il danno al canale che collega il Mar Mediterraneo al Mar Rosso, e quindi all'Oceano Indiano, da cui transita oltre il 10% del petrolio e del gas naturale liquefatto trasportato via mare, soprattutto dal Golfo Persico all'Europa, è già ingente. Se si trattasse veramente di giorni, i mercati di diverse materie prime ne risentirebbero. Basti pensare che in poche ore 10 milioni di barili di greggio sono rimasti ad aspettare sulle loro petroliere costrette all'ancoraggio in entrambe le direzioni.

Inaugurato nel 1869, dal Canale di Suez non transitano solo petrolio e prodotti raffinati. Ma moltissime merci, esportate ed importate dall'Europa. In entrambe le direzioni. Lo scorso anno sono transitate quasi 19mila navi, riportano i dati della Sca, l'autorità del Canale di Suez. Si intuisce quindi come un Paese grande e popoloso come l'Egitto non possa fare a meno delle sue entrate, che l'anno scorso sono ammontate a 5,6 miliardi di dollari. Il mondo ora guarda con preoccupazione a quanto sta accadendo in questo canale strategico . Anche se a bloccarlo non è stata un'operazione militare portata avanti da due potenze europee, Francia e Gran Bretagna, insieme ad Israele, contro l'Egitto dell'allora presidente Nasser. Come avvenne nella crisi del 1956.

È stata semplicemente una lunga nave piena container. Ed un colpo, imprevisto, di vento.

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