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Nave Diciotti, interviene Mattarella. «Stupore» di Salvini. Di Maio: «Rispettare la decisione del Colle»

di Andrea Gagliardi

Salvini: nessuno sbarco da nave Diciotti senza sicurezza

4' di lettura

La nave Diciotti della Guardia Costiera con a bordo 67 migranti soccorsi 4 giorni fa dal mercantile Vos Thalassa è entrata nel porto di Trapani ieri intorno alle 15. Ma è rimasta per ore in porto senza far scendere nessuno. Ed è stato alla fine l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a sbloccare la situazione poco prima delle ore 20, contattando il premier Giuseppe Conte. Il Viminale ha espresso «stupore» per l’intervento del Colle e «rammarico» per la scelta della Procura che al momento non starebbe valutando la possibilità di disporre provvedimenti cautelari nei confronti dei due migranti indagati per violenza privata continuata e aggravata nei confronti del comandante e dell’equipaggio della Vos Thalassa. Ma Di Maio stamani dice che «se il presidente è intervenuto bisogna rispettare le sue decisioni».

L’annuncio di Conte
«Sta per iniziare lo sbarco dei migranti che sono a bordo della nave Diciotti. Sono state completate le procedure di identificazione delle persone che erano a bordo, con particolare riguardo a quelle a cui risulterebbero imputabili le condotte che configurano ipotesi di reato. Nei prossimi giorni proseguiranno gli accertamenti, a cura della Polizia di Stato, con assunzione delle informazioni testimoniali di tutte le persone che sono state trasportate». Così in una nota il premier Giuseppe Conte annunciava nella tarda serata di ieri l’epilogo di una vicenda al centro di un nuovo caso politico.

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Salvini: non autorizzo nessuno a scendere
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini dal vertice Ue di Innsbruck aveva inisistito di non volersi «far prendere in giro. Finché non c'è chiarezza su quanto accaduto io non autorizzo nessuno a scendere dalla Diciotti, se qualcuno lo fa al mio posto se ne assumerà la responsabilità». Aggiungendo: «O hanno mentito gli armatori e i marinai denunciando aggressioni che non ci sono state e allora devono pagare o l’aggressione c'è stata e allora i responsabili devono andare in galera». Per Salvini il Capo dello Stato «non si è mai intromesso in quello che io ho fatto come ministro dell'Interno. Io non ho niente da chiarire; se comunque Mattarella vuole capire cosa ho fatto io sono a disposizione, ma la lotta ai clandestini è una delle priorità del Paese. L'unica cosa che mi farebbe arrabbiare è che tutti gli sbarcati della Diciotti finissero a piede libero, qualcuno deve pagare, ci deve esser certezza della pena. Mi auguro la procura faccia in fretta, non può finire a tarallucci e vino».

Di Maio: l’intervento di Mattarella ha sbloccato la situazione
Se Salvini «abbia esagerato o meno non mene frega niente, la cosa importante è che con l'intervento del presidente si sia sbloccata la situazione», mette in chiaro dal canto suo il vicepremier Di Maio. «Io penso che abbia competenza la magistratura, ma deve esserci un messaggio chiaro: i cittadini si aspettano che la giustizia trionfi sempre e in questi casi bisogna accertare che (se ci sono stati degli illeciti ndr) le persone siano individuate e perseguite».

GUARDA IL VIDEO: nave Diciotti entra nel porto di Trapani

Nave Diciotti, via allo sbarco dopo l’intervento di Mattarella

Nave Diciotti, via allo sbarco dopo l’intervento di Mattarella

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Lo scontro nel governo sulla linea da tenere
Sulla vicenda si è alzata la tensione nel Governo. Già ieri, mentre dal ministero dei Trasporti, guidato da Danilo Toninelli (M5s) si faceva sapere che la Diciotti era diretta verso Trapani, Salvini metteva paletti: «Prima di concedere qualsiasi autorizzazione, attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori che dovranno scendere dalla nave in manette». E poliziotti sono saliti sulla Diciotti per acquisire elementi su quanto accaduto, mentre altri agenti si sono recati sulla Vos Thalassa per avere testimonianze di prima mano sui presunti autori delle minacce.

Vertice in Procura a Trapani
Tutto materiale girato alla procura di Trapani dove si è svolto un vertice tra i magistrati per decidere quali provvedimenti adottare. Sul tavolo del procuratore Alfredo Morvillo c'è la relazione della squadra mobile della Questura e dello Sco della polizia di Roma sugli eventi accaduti sull'imbarcazione e la denuncia di due dei 67 migranti.

Migranti, la nave Diciotti arrivata al porto di Trapani

L’indagine in corso
Nell'indagine effettuata dalla polizia nelle ultime 24 ore in mare ci sono due denunciati: un cittadino ghanese e di quello sudanese che devono rispondere di violenza, minacce e dirottamento. I reati sarebbero stati commessi nei confronti del comandante e dell'equipaggio della Vos Thalassa dopo che i migranti avevano scoperto che la nave stava dirigendosi verso la Libia.«Non abbiamo chiesto di entrare in porti italiani, non siamo trafficanti e abbiamo virato a nord dopo che l’equipaggio ha subito minacce dai migranti»
ha affermato, in una intervista al Secolo XIX Christopher Savoye, responsabile Affari legali del gruppo olandese Vroon Offshore, proprietaria della Vos Thalassa, nave con bandiera italiana che ha uffici anche a Genova.

La vicenda
La Vos Thalassa gestisce la sorveglianza di una piattaforma della compagnia petrolifera francese Total. Indagini sono in corso anche per identificare eventuali scafisti a bordo dell'imbarcazione sulla quale si trovavano i 67 migranti soccorsi la sera del 9 luglio scorso dalla Vos Thalassa. Successivamente la Guardia costiera è intervenuta perché il comandante del mercantile ha segnalato una situazione di “grave pericolo” per l’equipaggio, tutto composto da italiani, minacciato da alcuni migranti soccorsi all’arrivo in zona di una motovedetta libica che li avrebbe riportati sulle coste africane. E per questo sono stati fatti trasbordare sulla nave Diciotti della Guardia costiera italiana.


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