a bordo 49 persone

Migranti: nave sequestrata in porto a Lampedusa. Sbarcano tutti

di Nicola Barone


Migranti: in un anno sbarchi ridotti del 94%

5' di lettura

La Mare Jonio è entrata in porto di Lampedusa scortata da motovedette della Guardia di finanza con lo sbarco dei migranti disposto dalla Procura di Agrigento contestualmente al sequestro probatorio della nave da parte della Guardia di finanza. Nelle prossime ore l'equipaggio dovrebbe essere ascoltato dalla polizia giudiziaria nell'ambito dell'inchiesta, a carico di ignoti, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina aperta dal procuratore Luigi Patronaggio e dall'aggiunto Salvatore Vella.

«Sequestrata la nave dei centri sociali. Ottimo. Ora in Italia c'è un governo che difende i confini e fa rispettare le leggi, soprattutto ai trafficanti di uomini. Chi sbaglia paga» è stato il commento del ministro dell'Interno Matteo Salvini per il quale è certo che «questa imbarcazione non abbia soccorso naufraghi che rischiavano di affogare ma sia inserita in un traffico di esseri umani, organizzato, concordato e programmato».

 Lo sbarco a Lampedusa dei 49 migranti della Mare Jonio

Lo sbarco a Lampedusa dei 49 migranti della Mare Jonio

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Secondo le prime informazioni la nave dell'organizzazione non governativa battente bandiera italiana ha soccorso lunedì 18 marzo a 42 miglia dalle coste libiche 49 persone, tra cui 12 minori, a bordo di un gommone in avaria che imbarcava acqua.

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Dopo l’emanazione di una direttiva per «stoppare definitivamente le azioni illegali delle Ong»e ribadire le procedure dopo salvataggi in mare, è stato convocato da Salvini al Viminale un tavolo permanente con esperti e forze di polizia per valutare la situazione. Il vicepremier Luigi Di Maio e leader dei Cinque Stelle ha condiviso la linea del capo della Lega(«spero che si possa eseguire un sequestro perché questa nave ha disobbedito alla Guardia costiera libica e ha messo a rischio la vita di 49 persone attraversando il mare fino a Lampedusa. Se le navi delle Ong non rispettano le regole bisogna fermarle perché mettono anche a rischio la vita dei migranti»). Dal canto suo la Unione europea ribadisce «quanto siano urgenti soluzioni prevedibili per gli sbarchi e rinnova ancora una volta agli Stati membri l'imperativo umanitario» ma anche «di contribuire ad una rapida risoluzione della situazione».

Salvini: Ong ha disobbedito due volte
«Nessun pericolo di affondamento - afferma Salvini commentando quanto emerso al tavolo permamente- né rischio di vita per le persone a bordo (come documentato da foto), nessun mare in tempesta. Ignorate le indicazioni della Guardia Costiera libica che stava per intervenire, scelta di navigare verso l’Italia e non Libia o Tunisia, mettendo a rischio la vita di chi c’è a bordo, ma soprattutto disobbedienza (per ben due volte) alla richiesta di non entrare nelle acque italiane della Guardia di finanza». Si tratta pertanto di un comportamento che dimostra, secondo il Viminale, «il chiaro intento di voler portare in Italia immigrati clandestini». Viene infine evidenziato che «nelle ultime ore, a conferma che la presenza di navi Ong è un incentivo alle partenze, si sarebbe verificato un naufragio davanti alla costa di Sabrata».

Il pressing di Pd e Leu su Conte
In Aula alla Camera Pd e Leu avevano chiesto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte di intervenire per consentire lo sbarco a Lampedusa dei migranti. Le opposizioni hanno preso la parola prima del discorso di Conte all’Assemblea su Consiglio Ue e Via della Seta. «Il presidente Conte alzi il telefono e dia ordine di far sbarcare quei profughi, dimostri di essere il capo del Governo», ha detto in Aula il deputato dem Dario Franceschini tra le proteste della Lega. «Il governo non si è mai sottratto all'interlocuzione sull'immigrazione», è stata la replica del premier. «Mi batto e mi batterò sempre perché la politica dell'immigrazione che regolazione e gestione dei flussi migratori sia affrontata in modo strutturale non emergenziale». E per questo « pregherei tutti di non strumentalizzare il singolo caso», ha aggiunto il premier. Conte ha quindi dichiarato che domani l’Aula del Senato «è chiamata a pronunciarsi» sulla posizione di Salvini nel Caso Diciotti, «io stesso tornerò perché sull'immigrazione c’è una linea politica chiara che il Governo sottoscrive».

Ispezione Gdf a bordo, le indagini dei pm di Agrigento
I militari della Guardia di finanza erano saliti già stamani sulla nave per controllare la documentazione di bordo e verificare le condizioni dei migranti e dell'equipaggio anche alla luce della richiesta di evacuazione di uno dei 49 soccorsi che, stando a quanto comunicato dal medico di bordo, avrebbe una sospetta polmonite. La Procura di Agrigento sta vagliando le comunicazioni, fatte via radio, fra il comandante della Mare Jonio e la Gdf che ha intimato l’alt chiedendo di non avvicinarsi al porto di Lampedusa .

Migranti: in un anno sbarchi ridotti del 94%

Rotta della Ong verso l’Italia
«Stiamo facendo rotta verso nord per evitare il maltempo, ci dirigiamo verso l'Italia dove chiederemo il porto sicuro per sbarcare queste persone scappate dai campi di concentramento libici», aveva spiegato ieri Luca Casarini, capomissione di Mediterranea Saving Human da bordo della nave Mare Ionio al termine del salvataggio dei migranti. Le persone a bordo soccorse dalla Ong italiane si trovavano in mare da quasi due giorni e, nonostante le condizioni di salute risultino abbastanza stabili, «sono tutte molto provate con problemi di disidratazione».

La Mare Jonio - così una nota della Ong diffusa ieri - ha fatto rotta verso Lampedusa, «ovvero verso il porto sicuro più vicino rispetto alla zona in cui è stato effettuato il soccorso. Abbiamo chiesto formalmente all’Italia, nostro Stato di bandiera e Stato sotto il quale giuridicamente e geograficamente ricade la responsabilità, l'indicazione di un porto di sbarco per queste persone». La segnalazione del naufragio, proseguiva la nota «era arrivata dall’aereo di ricognizione Moonbird della Ong Sea Watch che avvertiva di una imbarcazione alla deriva in acque internazionali. Mare Jonio si è diretta verso la posizione segnalata e, informata la centrale operativa della Guardia costiera Italiana, ha effettuato il soccorso ottemperando alle prescrizioni del diritto internazionale dei diritti umani e del mare, e del Codice della navigazione italiano». La Ong ha fatto sapere inoltre che «attenendosi alle procedure previste in questi casi e per scongiurare una tragedia, Mare Jonio ha tratto in salvo tutte le persone a bordo comunicando ad una motovedetta libica giunta sul posto a soccorso iniziato di avere terminato le operazioni».

La Libia: la nave ha agito scorrettamente
Il portavoce della Marina libica, l'ammiraglio Ayob Amr Ghasem, ha confermato che la nave Mare Jonio del progetto Mediterranea avrebbe agito scorrettamente nel salvataggio dei migranti. Una pattuglia portatasi nell'area dove era stato segnalato il gommone «ha scoperto che una Ong non aveva preso contatto» con la Guardia costiera libica. «Hanno preso contatto dopo l'intervento» sostenendo «che i migranti erano in una condizione che necessitava un salvataggio» ma «ciò è scorretto» a dire di Ghasem.

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