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Navi da crociera sempre più “verdi” ma i porti non sono attrezzati

Nel mondo solo 29 scali possono fornire elettricità dalla banchina. Gnl, nuovi carburanti e celle combustibili sono il futuro della propulsione

di Raoul de Forcade

Crociere, Clia: nel 2023 il ritorno ai livelli pre-Covid

3' di lettura

Un numero sempre maggiore di navi da crociera sarà dotato, nei prossimi anni, di sistemi di propulsione ecologici. Ma i porti che le accoglieranno non appaiono (per ora) altrettanto attrezzati, ad esempio per quanto riguarda la fornitura di elettricità da terra per le unità all’ormeggio. È quanto emerge dal Rapporto 2022 Global Cruise Industry Environmental Technologies and Practices, stilato da Clia (Cruise lines international association), che mostra i passi avanti compiuti dal comparto per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni di Co2 entro il 2050.

In particolare, rileva il rapporto, più del 15% delle unità cruise che prenderanno il largo nei prossimi cinque anni sarà equipaggiato con celle a combustibile o con batterie. Crescono, inoltre, gli investimenti per dotare le navi di dispositivi che consentano loro di alimentarsi con elettricità fornita da terra: l’85% delle nuove navi che entreranno in servizio da qui al 2028 potrà collegarsi alla rete elettrica e spegnere i motori, una volta all’ormeggio in porto.

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Solo il 2% dei porti può fornire elettricità alle navi

Il documento spiega, tra l’altro, che, per quanto riguarda appunto il shore-side power, «le compagnie continuano a investire significativamente per collegare le navi a sistemi di shoreside electricity». E, in effetti, il 40% della flotta, a livello mondiale (+20% sull’anno precedente), è già attrezzato per collegarsi all’elettricità a terra. Ma sono solo 29, attualmente, i porti nel mondo che possono offrire questo servizio (meno del 2% degli scali).

Da qui al 2028, poi, il 98% delle navi in costruzione o prevede l'equipaggiamento con sistemi che permettono l’alimentazione elettrica da terra o sarà, comunque, configurata per aggiungere quel tipo tecnologia in futuro.

Aumentano le unità a Gnl

Il rapporto rileva anche che il 61% di tutte le nuove navi si affiderà al gas naturale Liquefatto (Gnl) per la propulsione primaria. Questo carburante permette una riduzione dal 95% al 100% delle emissioni di particolato, riduce praticamente a zero le emissioni di zolfo e offre un’abbattimento dell’85% delle emissioni di azoto.

Il 79% delle navi da crociera utilizza, peraltro, sistema di trattamento dei gas di scarico (Egcs, cioè Exhaust gas cleaning systems) per soddisfare o superare i requisiti relativi alle emissioni atmosferiche. Si tratta del 7% in più rispetto allo scorso anno. Inoltre, l’88% delle nuove unità non alimentate a Gnl sarà dotata di Egcs, in linea con il già elevato livello storico di investimenti.

Infine, il 100% delle navi in costruzione è dotato di sistemi avanzati di trattamento delle acque reflue. Mentre il 78% della flotta in attività è equipaggiata con sistemi di quel tipo (+9% sul 2021).

Vago: «Vogliamo sostegno dai Governi»

«Per proseguire il nostro viaggio verso l’azzeramento delle emissioni - afferma Pierfrancesco Vago, presidente di Clia Global - abbiamo ora bisogno di un chiaro sostegno da parte dei governi e dei policy-makers, affinché siano garantite le appropriate infrastrutture anche sulla terraferma e per incoraggiare gli investimenti e l’innovazione necessari per lo sviluppo di carburanti marini sostenibili utilizzabili su larga scala».

Nonostante i progressi compiuti, infatti, dal rapporto si evince quanto il passaggio verso carburanti sostenibili (biocarburanti e altri progetti innovativi come carburanti biologici e sintetici, metanolo, ammoniaca e idrogeno) sia essenziale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione in ambito marittimo. Inoltre, viene esplicitata «l’urgente necessità che i Governi sostengano gli sforzi messi in campo per sviluppare questi carburanti, affinché siano sicuri e utilizzabili su larga scala».

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