ISTAT

Export, navi e farmaci spingono il made in Italy

Crescita del 4,3% ad ottobre grazie ai mercati extra-Ue. Ancora giù la Germania, che trascina in basso la meccanica. Nei primi dieci mesi dell’anno il bilancio è positivo del 2,7%. Le navi spingono i mezzi di trasporto ma la star dell’intero 2019 è il comparto farmaceutico, in crescita del 26,2%

di Luca Orlando

(Fotogramma)

2' di lettura

A ottobre l’export italiano cresce del 4,3% rispetto all’anno precedente, spinto in particolare dai mercati extra-Ue (+8,3%) mentre l’Europa resta quasi al palo (+1,2%). In Europa il quadro è mediamente negativo, a partire dalla Germania (-2,8%), con poche eccezioni positive tra cui Francia e Regno Unito.

Il consuntivo

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Il bilancio dei primi dieci mesi migliora e il progresso sale al 2,7%, portando il totale delle vendite di made in Italy a sfiorare i 400 miliardi di euro.

I settori

La crescita sia congiunturale sia tendenziale dell'export - spiega l’Istat - è sostenuta dall'aumento delle vendite di mezzi di navigazione marittima verso i mercati extra Ue: al netto di quest'ultime, le esportazioni diminuiscono dello 0,1% su base mensile e registrano un incremento del +1,4% su base annua. La crescita diffusa delle vendite dei beni di consumo sui mercati esteri fornisce un contributo positivo di oltre due punti percentuali all'incremento tendenziale dell'export

Escludendo le maxi-commesse navali che spingono i mezzi di trasporto, il settore più brillante, come si evince anche degli ultimi dati sulla produzione industriale, è ancora una volta la farmaceutica. In dieci mesi i valori sono passati dai 21,3 miliardi del 2018 ai 26,9 attuali. Movimento che si concentra in particolare nelle produzioni laziali di Latina e Frosinone, che nel primo semestre dell’anno hanno prodotto per l’export regionale di comparto una crescita del 64%, spingendo l’intero territorio al nuovo record e rendendo Latina prima provincia esportatrice di farmaci per l’Italia.

Debole l’auto

Bene anche alimentari e tessile mentre a rendere meno toniche le medie dei primi dieci mesi è l’area allargata della meccanica, dai prodotti in metallo ai mezzi di trasporto, passando dai macchinari e dalle attrezzature. Macro settore che paga la debolezza del settore auto in tutto il mondo a partire dalla Germania, primo mercato di sbocco per i nostri componentisti. E infatti, ad ottobre, questi comparti in Germania presentano tutti il segno meno. L’export di auto, infine, cede il 9,7% nel mese, il 9,1% dall’inizio dell’anno.

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