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Navigator al via: molta formazione, pochi contatti con i disoccupati

Nel Lazio colloqui qualitativi per favorire i ricollocamenti, in Toscana affiancamento e supporto tecnico agli operatori dei centri per l’impiego. «Siamo professionisti qualificati, possiamo rilanciare le politiche attive»

di Claudio Tucci


Reddito cittadinanza, fase 2: arrivano i patti per il lavoro

4' di lettura

Siamo a Cinecittà, periferia Sud-Est di Roma. Al centro per l’impiego, il più grande d’Europa per affluenza, sono stati assegnati 44 navigator. Tra questi, c’è Paolo Marro, 24 anni, una laurea in politiche pubbliche alla Luiss di Roma. Dopo un mesetto di formazione iniziale presso Anpal Servizi ha iniziato la nuova esperienza: «Sono partito con attività di back-office, con le convocazioni dei primi percettori di reddito di cittadinanza - racconta -. Ho affiancato gli operatori del Cpi nell’inviare mail o fare telefonate di contatto, poi abbiamo gestito gli appuntamenti. Da lunedì 9 settembre sono partiti i colloqui per l’effettiva presa in carico delle persone in cerca di occupazione. Per chi non è già profilato, vengono compilate scheda anagrafica e dichiarazione di immediata disponibilità, come prevede la legge. Poi si sottoscrive il patto di servizio che, una volta che arriverà lo schema di patto per il lavoro, si trasformerà, appunto, in patto per il lavoro. Noi navigator facciamo un’attività aggiuntiva: un colloquio qualitativo per capire punti di forza e aree di miglioramento di ciascun interessato per accelerare la ricollocazione».

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Dal Lazio alla Lombardia il passo è breve. A Crema risiede Andrea Bergami, anche lui fresco navigator. Ha scelto la provincia di Cremona, quindi a giorni sarà assegnato, assieme ad altri 15 colleghi, a uno dei 4 Cpi del territorio. «Al momento siamo impegnati nelle attività di formazione - spiega -. Oltre alle conoscenze del mercato del lavoro, apprendiamo anche competenze relazionali, molto importanti nell’approccio con i disoccupati. Io ho già esperienza nelle politiche attive. Ho collaborato, come consulente esterno, con dei centri accreditati da regione Lombardia, dove mi sono occupato di autoimprenditorialità nell’ambito di Dote unica lavoro. Su 122 disoccupati che ho seguito, 63 hanno avviato un’attività di lavoro autonomo o d’impresa al termine del percorso».

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Anche i 429 navigator della Sicilia sono alle prese con un periodo iniziale di formazione-affiancamento agli operatori dei Cpi. A Palermo, sottolinea un’altra navigator, «stiamo contattando i percettori del Rdc attraverso la piattaforma online regionale». In tutta la Sicilia i colloqui inizieranno a breve, in alcune province già nei prossimi giorni (a Palermo città si partirà a ottobre).

Dallo scorso 2 settembre è scattato il vero banco di prova per i 2.980 navigator selezionati da Anpal Servizi, chiamati a supportare gli oltre 704mila soggetti “attivabili”. A oggi i contrattualizzati, con un rapporto di collaborazione fino al 2021, sono poco più di 2.500, visto lo stand-by per i 471 navigator campani. La macchina si è appena messa in moto, come testimonia il nostro viaggio nei territori (si pensi che i primi beneficiari del Rdc percepiscono l’assegno da aprile).

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Saliamo in Piemonte, per l’esattezza al centro per l’impiego di Pinerolo (To). Alberto Aureli, laureato in scienze politiche, è tra i nuovi navigator che a breve inizieranno la propria attività sul campo: «Per ora abbiamo svolto formazione in presenza e online - dice -. Io ho già 20 anni di esperienza in una cooperativa sociale che si occupa di politiche attive. Per la buona riuscita del Rdc c’è bisogno di un gioco di squadra sinergico tra operatori dei Cpi e navigator. Parlare, anche nel pubblico, di servizi personalizzati, autonomia della persona in cerca di un impiego, rapporto fiduciario con la struttura, sono passi iniziali che possono produrre un’inversione di tendenza nelle politiche per il lavoro in Italia».

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In Toscana i navigator dovranno fare affiancamento e supporto e non sostituirsi agli operatori, precisa una new entry; così anche in Liguria. In Veneto sono arrivati 142 navigator, e per ora, anche qui, sono impegnati essenzialmente in attività di formazione: «Sono stati suddivisi in tre gruppi di lavoro, stanno entrando in contatto con i nostri Cpi - dice Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro -. Illustriamo ai navigator attività e servizi che mettiamo in campo per accogliere i disoccupati. Tenga conto che circa il 60% dei beneficiari del Rdc sono conosciuti dagli operatori perché hanno già attivo un patto di servizio. I navigator dovranno occuparsi di questa platea, in futuro potranno anche raccogliere vacancies per migliorare l’incontro tra domanda e offerta d’impiego».

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Un film più o meno simile in Valle d’Aosta. Davide Rapazzo è laureato in giurisprudenza, e da agosto è impegnato nelle attività di formazione, anche telematica, gestite da Anpal Servizi. «Sono spesso a Torino per gli incontri - dichiara -. I primi giorni nei Cpi faremo affiancamento agli operatori, poi andremo da soli. I colloqui con i beneficiari del Rdc partiranno adesso: il contatto iniziale sarà informativo, e avverrà a gruppi da 15 persone. Poi scatteranno i colloqui orientativi, singoli o a nucleo familiare. A ottobre si firmeranno i patti per il lavoro».

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In Emilia Romagna «i 165 navigator sono stati già inviati nei Cpi, dopo un percorso formativo gestito congiuntamente con Anpal Servizi - evidenzia la direttrice dell’agenzia regionale per il lavoro, Paola Cicognani -. Nei Cpi abbiamo dei laboratori informativi dove i navigator illustreranno ai beneficiari la misura, e soprattutto i doveri legati all’erogazione delle somme».

Scendendo lungo lo Stivale il nostro viaggia termina in Puglia. Al centro per l’impiego di Canosa (Bat) incontriamo Antongiulio Lasorella, avvocato, e anche lui fresco navigator. «Ho avuto un primo contatto conoscitivo con la responsabile del Cpi e con il personale regionale - racconta -. Mi aspetto di essere utilizzato come supporto, soprattutto tecnico, nella gestione dei beneficiari di Rdc. La nuova misura di politica attiva è una sfida ambiziosa per il Paese, ed é per questo che, specie in questa prima fase, c’è bisogno ancora di maggior coordinamento viste le competenze concorrenti sui temi del mercato del lavoro. Essendo collaboratori, non abbiamo vincoli di subordinazione, mi aspetto pertanto una certa autonomia nel svolgere l’incarico, pur sempre nella imprescindibile collaborazione con i Cpi».

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