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Nba: nuovo salary cap sfiora quota 100 milioni di dollari

di Marco Bellinazzo

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(© giovanni mereghetti)


2' di lettura

Il salary cap per la prossima stagione NBA non supererà la quota dei cento milioni di dollari, ma ci si avvicinerà di molto. Smentite le proiezioni di qualche mese fa, che prevedevano il superamento della soglia a otto zeri per il tetto salariale imposto dalla lega cestistica nordamericana. Previsione che si allontana di poco rispetto alla realtà, dato che il nuovo salary cap sarà di 99 milioni (pari a 88,6 milioni di euro). Nonostante l'aumento di circa cinque milioni di dollari rispetto al limite di spesa imposto nella stagione 2016/17, la lega ha deciso di ridurre la soglia per la luxury tax, che passa da 121 a 119 milioni di dollari.

Superata questa cifra, la franchigia con un surplus sulla spesa salariale dovrà versare 1,5 dollari di tassa (2,5 se recidiva) per ogni dollaro in eccesso, qualora lo “sforamento” complessivo non raggiunga i cinque milioni di dollari. Superati i cinque milioni, la proporzione aumenta a 1,75 dollari (2,75 se recidiva) per ogni dollaro in eccesso e, dai dieci milioni in su, 2,5 dollari (3,5 se recidiva). Nel caso peggiore, la franchigia che supera il salary cap di oltre venti milioni di dollari pagherà 3,75 dollari (4,75 se recidiva) di penale su ogni dollaro sforato fino alla soglia dei venti milioni, aggiungendo un'ulteriore tassa da 0,5 dollari ad unità per ogni cinque milioni in più.

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L'abbassamento della soglia per la luxury tax potrebbe rivelarsi un volano per le squadre a caccia di free agents, ovvero giocatori liberi da vincoli contrattuali, il cui mercato inizia ufficialmente il 1° luglio.

Tra le motivazioni che hanno portato ad una riduzione del tetto oltre cui far scattare la penale, c'è anche la notevole riduzione delle partite giocate nell'ultima edizione dei playoff. Golden State e Cleveland, le due finaliste, hanno infatti azzerato la concorrenza nelle rispettive conferences, eliminando tutte le avversarie frapposte nella strada verso le Finals senza concedere nemmeno una vittoria nelle rispettive serie, terminate tutte col risultato di 4-0. Non che l'atto conclusivo del campionato NBA abbia avuto vita particolarmente lunga: Golden State si è imposta in cinque partite su Cleveland, portando a termine la propria cavalcata trionfale con sedici successi in diciassette partite di postseason.

L'aumento del salary cap rimane comunque indicativo della crescita esponenziale dei ricavi della lega professionistica americana: tra il 2010 e il 2015, il tetto ha subito una variazione di soli cinque milioni di dollari, passando da 58 a 63 milioni. Nei restanti tre anni, invece, l'aumento è stato di 36 milioni. Una capacità di spesa aumentata grazie all'ultimo contratto televisivo, che garantirà alla NBA 24 miliardi di dollari in nove anni.

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