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Nba: partenza a Natale per salvare 1 miliardo di dollari

Il massimo torneo americano partirà il 22 dicembre per evitare una perdita quantificata in 1 miliardo. Ancora incerta la presenza di pubblico, le 72 partite e le Finals dovranno finire prima delle Olimpiadi di Tokyo

di Marcello Frisone

Los Angeles Lakers campioni Nba 2019-2020, i fan al grido di Kobe

Il massimo torneo americano partirà il 22 dicembre per evitare una perdita quantificata in 1 miliardo. Ancora incerta la presenza di pubblico, le 72 partite e le Finals dovranno finire prima delle Olimpiadi di Tokyo


2' di lettura

L’Nba prova a salvare un “regalo” di Natale che vale 1 miliardo di dollari. Tra meno di 50 giorni, infatti, i giocatori torneranno a sfidarsi grazie all’accordo raggiunto nella notte tra l'associazione giocatori (National basketball players association) e quella dei team, scongiurando così lo spettro di un rinvio dell'inizio della nuova stagione direttamente nel 2021. L'accordo per l’avvio del 22 dicembre del grande basket americano (dopo che il torneo precedente si è concluso il 12 ottobre scorso con la vittoria dei Lakers ) ha un importante significato economico: iniziare a giocare nel periodo natalizio salverà una perdita di incassi valutata, appunto, in 1 miliardo di dollari.

Nba, si riparte

L’Nba riparte dunque a Natale e la chiusura è prevista prima delle Olimpiadi di Tokyo che si terranno il 23 luglio 2021. Il torneo 2019-2020 si è concluso il 12 ottobre scorso allo Staples Center che ha visto i padroni di casa dei Los Angeles Lakers (17esimo titolo della loro storia, a 10 anni di distanza dall'ultimo conquistato) vincere contro i Miami Heat.
La trattativa tra giocatori e team del nuovo anno agonistico, però, deve ancora essere definita nel dettaglio riguardo al “contributo” da destinare al fondo salva team. Infatti, il contratto collettivo dei giocatori prevede il versamento di una percentuale degli stipendi, a fine anno redistribuita tra i proprietari dei club per ripianare almeno in parte le perdite che nel 2020, causa pandemia, saranno sostenute.La stagione prevede 72 partite e le Finals si concluderanno prima delle Olimpiadi di Tokyo, già rinviate causa pandemia . L'intesa per adesso riguarda soltanto la data di avvio del torneo, mentre rimangono aperte alcune grandi questioni, come per esempio il contributo dei giocatori al fondo di solidarietà per i team. Un versamento previsto dal contratto collettivo, che i proprietari dei club vorrebbero aumentare per avere maggiori garanzie contro il calo di introiti atteso anche per l'anno nuovo, in relazione all'andamento del Covid-19 e delle conseguenti restrizioni.

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Allenamenti al via dal 1° dicembre

Ancora in sospeso anche il margine di tempo entro il quale concludere i trasferimenti dei giocatori e firmare i contratti, mentre l'avvio ufficiale degli allenamenti dovrebbe essere fissato dal primo dicembre. Come detto, la decisione di partire nel periodo natalizio ha profonde ragioni economiche. L'anno che si è appena concluso è costato carissimo alla Nba sul piano finanziario, sia per il lungo stop, sia per l'assenza di pubblico e il ridimensionamento generale dell'evento, costretto a concludere la stagione nella “bolla” di Orlando , con giocatori e staff isolati dal mondo per settimane. Non è ancora chiaro se la nuova stagione ripartirà a tribune vuote oppure se ci sarà una presenza, magari limitata, di pubblico. Decisione legata naturalmente all'andamento della pandemia anche negli Stati Uniti. Nel frattempo le star del canestro cominciano a scaldarsi. La Nba è pronta a ricominciare tra meno di 50 giorni.

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