Dda reggina

Ndrangheta: blitz polizia, colpiti capi e gregari cosca Molé

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, detenzione e porto illegale di armi, estorsione, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, traffico internazionale di stupefacenti

Ndrangheta, eseguiti più di 100 provvedimenti restrittivi

2' di lettura

Trentasei misure cautelari, 31 delle quali in carcere, sono state eseguite dalla Squadra mobile di Reggio Calabria in esecuzione di un’ordinanza del gip su richiesta della Dda reggina, nell’ambito del blitz della polizia scattato all’alba di oggi, 16 novembre, tra Calabria, Lombardia e Toscana contro la cosca Molè di Gioia Tauro, una delle più potenti nel panorama criminale ’ndranghetistico.

In carcere sono finiti capi e gregari della cosca. Nell’ambito della maxi-operazione antidroga sono in corso anche sequestri preventivi di aziende, beni immobili, terreni e rapporti finanziari. Le indagini, coordinate dal procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, hanno interessato le cosche di ’ndrangheta del versante tirrenico reggino.

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Investigatori della squadra mobile e del Servizio centrale operativo stanno eseguendo il provvedimento cautelare emesso dal gip Tommasina Cotroneo in diverse regioni d’Italia e all’estero.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, detenzione e porto illegale di armi, estorsione, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, traffico internazionale di stupefacenti. Alla conferenza stampa in programma in mattinata nella questura di Reggio Calabria parteciperanno anche il procuratore Giovanni Bombardieri, il direttore centrale anticrimine della polizia di stato Francesco Messina e il questore Bruno Megale.

’Ndrangheta: boss «arriviamo a casa come le raccomandate»

«Noi siamo come le raccomandate, arriviamo direttamente a casa»: così ha detto intercettata una delle persone finite in carcere nel blitz contro la ’Ndrangheta, coordinato dalla Procura di Milano Firenze e Reggio Calabria. La frase che mostra «minaccia e autorevolezza» è stata citata durante la conferenza stampa indetta a Milano per spiegare il carattere di «arcaicità e modernità della ’Ndrangheta», con imprenditori, come ha spiegato il procuratore facente funzioni Riccardo Targetti, costretti a diventare «complici e a fornirei l loro know-how» sia con la permanenza degli aspetti della “tradizione” violenta delle cosche.

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