la ricerca del cnr

Neanderthal estinti a causa dei raggi Uv, Homo sapiens a rischio?

di Marzio Bartoloni

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2' di lettura

Un cambiamento nel campo magnetico terrestre e una variante genetica fatale sono all'origine dell'estinzione dei Neanderthal: lo ha scoperto una ricerca che parla italiano e che riscrive la fine di questo popolo primitivo vissuto in Europa tra 200.000 e 40.000 anni fa. il campo magnetico terrestre subì un improvviso crollo (a circa il 25% del valore attuale) con il conseguente aumento di radiazioni ultra-violette, i cui effetti selezionarono i Cro-Magnon, antenati di noi Sapiens, a scapito dei neanderthaliani. La ricerca non investiga gli effetti di un possibile nuovo sbalzo del campo magnetico che però da 2mila anni, avverte uno degli autori della ricerca, si sta abbassando tra l’altro con un ritmo vertiginoso negli ultimi 100 anni. E ogni sbalzo ha segnato grandi cambiamenti sulla terra per uomini e mammiferi.

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Pubblicata sulla rivista Reviews of Geophysics, la ricerca si deve a Luigi Vigliotti, dell'Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar) di Bologna, e Jim Channell, dell'università della Florida a Gainesville. Uno dei grandi misteri della preistoria è l'estinzione dei Neanderthal. Finora sono state avanzate molte ipotesi, come la presunta “inferiorità tecnologica” di questi uomini rispetto ai Sapiens, ma tutte sono molto dibattute. «Da esperto di paleomagnetismo, che studia il campo magnetico antico, avevo notato che l'estinzione dei Neanderthal, avvenuta 40 mila anni fa, coincide con un periodo nel quale il campo magnetico terrestre ha subito un crollo» ha spiegato Vigliotti. Così si è chiesto: «c'è una relazione tra i due eventi? o è un caso?». Per scoprirlo il ricercatore ha analizzato con il collega americano oltre 200 articoli scientifici, di medicina, biologia e genetica, arrivando alla conclusione che c'è davvero un collegamento.

Il campo magnetico funziona come schermo di protezione contro i raggi ultravioletti (Uv) provenienti dal cosmo e, a causa del suo indebolimento, circa 40 mila anni fa ci fu un aumento dei raggi Uv che furono fatali ai Neanderthal. Questi uomini infatti possedevano una variante del gene chiamato AhR che era molto sensibile a queste radiazioni. In pratica, ha concluso Vigliotti, «i raggi Uv colpivano il recettore, generando una reazione che ha scatenato uno stress ossidativo nell'organismo dei Neanderthal». I Sapiens invece possedevano una variante diversa di questo gene che li ha protetti dai danni dei raggi Uv. Insomma in quella circostanza l’evoluzione offrì un’arma naturale per far prevalere l’Homo sapiens. Ma in futuro? «Il campo magnetico - avverte Vigliotti - da 2mila anni si sta assottigliando e in modo vertiginoso negli ultimi 100 ani, noi non sappiamo che effetti avrà questa diminuzione , ma è indubbio che a ogni sbalzo ci sono stati cambiamenti». Un altro minimo sbalzo osservato circa 13 mila anni fa portò a esempio alla scomparsa di 35 generi di grandi mammiferi in Europa e soprattutto in Nord America. Una estinzione dipesa anche stavolta dalla diminuzione dell'ozono stratosferico che portò a un aumento di razioni ultraviolette. «Ozono che è stato messo sotto pressione anche dall’inquinamento dell’uomo che però - segnala il ricercatore - non influisce sul campo magnetico».

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