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Nebbia sulla manovra, si fa strada un congelamento dell’Iva per 4 mesi

In caso di voto nei primi mesi del prossimo anno, ben poco altro si potrà fare se non provare a neutralizzare per qualche mese l'aumento dell'Iva per poi lasciare al governo che nascerà dopo il voto il compito di avviare la propria strategia di politica economica

di Dino Pesole


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3' di lettura

Come disinnescare l'aumento automatico di tre punti dell'Iva, anche con un intervento iniziale limitato a soli quattro mesi del prossimo anno, e soprattutto come provare a evitare che la fase di grave stagnazione in atto degeneri rapidamente in recessione, anche per effetto di una congiuntura internazionale tutt'altro che favorevole.

Il che presuppone una gestione accorta dei conti pubblici, soprattutto in vista della reazione dei mercati agli sviluppi della crisi di governo. Contestualmente andrà avviata una nuova trattativa con Bruxelles per provare a spuntare margini di flessibilità sul versante del deficit utili a limitare il totale delle risorse che andranno individuate per scongiurare l'aumento dell'Iva. Le dimissioni del governo Conte, formalizzate nell'aula del Senato e ora nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lasciano sul campo molti dossier economici sospesi, a partire dalla soluzione di diverse crisi industriali (Ilva e Alitalia, tra queste) e pongono una pesante ipoteca sulle possibilità di cominciare ad avviare un percorso serio e credibile di riduzione della pressione fiscale, a partire dal taglio del cuneo fiscale.

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Tutto dipenderà dall'evolversi della crisi. La formazione in tempi rapidi di un nuovo governo che non sia vincolato alla semplice gestione della fase preelettorale consentirebbe di rispettare il timing imposto dalle prossime scadenze, a partire dalla messa a punto entro fine settembre della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Passaggio cruciale, in cui andranno aggiornate le stime macroeconomiche e di finanza pubblica che faranno da sfondo alla prossima manovra di Bilancio.

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Nel caso in cui si formasse un governo Pd/M5S, andrebbero indicate le priorità che oltre a prevedere il disinnesco delle clausole Iva (su cui concordano un po' tutti) e a finanziare le cosiddette spese indifferibili per circa 3 miliardi, si incarichino di individuare alcune misure cardine, a partire dal taglio del costo del lavoro, per far fronte alla fase di persistente rallentamento del ciclo economico.

Che manovra sarà? È arduo al momento ipotizzarlo. Di certo se al contrario la soluzione della crisi evolvesse verso la formazione di un governo istituzionale il cui compito sarebbe quello di traghettare il paese verso nuove elezioni, si aprirebbero due scenari: in caso di voto a fine ottobre, la palla passerebbe interamente nelle mani del governo che verrà con tempi strettissimi, a quel punto, per evitare di ricorrere all'esercizio provvisorio.

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In caso di voto nei primi mesi del prossimo anno, ben poco altro si potrà fare se non provare a neutralizzare per qualche mese l'aumento dell'Iva per poi lasciare al governo che nascerà dopo il voto il compito di avviare la propria strategia di politica economica. Tutti motivi che lasciano intendere che dal Quirinale non si indulgerà più di tanto: tempi rapidi per accertare se una nuova maggioranza potrà avere i numeri sufficienti per governare.

Resta da attivare la leva fondamentale degli investimenti, e soprattutto occorre un governo nella pienezza delle sue funzioni in grado di rimettere in moto l'economia. Non possiamo rischiare nuove gravi turbolenze sui mercati finanziari, anche se per ora lo spread attorno ai 207 punti base lascia trasparire quanto meno un atteggiamento di attesa da parte degli investitori. Lo stesso presidente del Consiglio, nel corso delle sue comunicazioni al Senato ha avvertito: il nuovo governo “avrebbe difficoltà nel contrastare l'aumento dell'Iva e sarebbe esposto agli sbalzi dello spread” e la legge di Bilancio “che avrebbe introdotto la flat tax e avrebbe anche ridotto il cuneo fiscale e riformato la giustizia tributaria” ora pare tutta da costruire.

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