Sicilia

Necessari un paio di mesi per cominciare a lavorare

di Nino Amadore

2' di lettura

«È tutto da costruire». Carlo Amenta, docente all'interno del Dipartimento Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche dell'Università di Palermo, è uno dei due commissari nominati dal ministro per il Sud Mara Carfagna. Amenta si occuperà della Zes della Sicilia occidentale. Per la Sicilia orientale, invece, è stato nominato Alessandro Di Graziano, professore associato in Infrastrutture e Sistemi di Trasporto dell'Università di Catania. In ambedue in casi la struttura commissariale (al netto dell via libera al decreto di nomina da parte della Corte dei conti) deve essere ancora organizzata: dagli uffici al personale. 
Il che non significa che i commissari siano fermi. Anzi. « Devo dire – spiega Amenta – che stanno correndo tutti per metterci in condizione di lavorare . In attesa che tutto sia definito comunque le cose da fare non mancano: io per esempio ho di fronte a me gli adempimenti per i fondi del Pnrr. la struttura commissariale ha competenza sul porto di Trapani dove è prevista una spesa di 18 milioni su un totale di 57 milioni per la Sicilia occidentale. Per gli altri fondi (8 milioni a Palermo e 37 milioni a Termini Imerese) la competenza è dell’Autorità di sistema dei porti dsella Sicilia occidentale. Ecco per quanto riguarda il Pnrr ci faremo aiutare dall’Agenzia per la coesione». Secondo una prima stima dei tempi ci vorranno almeno due mesi per cominciare a essere operativi: «Io – dice Amenta – ho già detto che interpreto il mio ruolo come un piazzista: è necessario promuovere le aree per attrarre investimenti». Sul fronte della Sicilia orientale il neo commissario Alessandro Di Graziano ha incontrato nei giorni scorsi il presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco. Il commissario ha tracciato alcuni degli obiettivi da perseguire: integrazione logistica delle infrastrutture di collegamento, impulso ai sistemi retroportuali, possibile creazione di una zona franca doganale per facilitare il flusso delle merci. Il tutto nell’ottica di dare vita ad una piattaforma logistica capace di intercettare l’espansione dei traffici nel bacino del Mediterraneo.

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