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Negli edifici impianti integrati e «smart»: business da 60 miliardi

di Maria Chiara Voci

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3' di lettura

Il punto di partenza è saper guardare l’edificio da una nuova angolazione. Non più come la semplice somma di un involucro abbinato a uno o più impianti. Ma come un organismo complesso, dove tutto è progettato per una perfetta integrazione. La parola d'ordine è sistema: pensato per garantire caldo e freddo, acqua calda sanitaria, ventilazione, illuminazione e domotica, per una gestione smart. Caldaie, pompe di calore, solare termico e fotovoltaico, sistemi radianti, Vmc, luci e interfacce smart. Tutto in una stessa soluzione.

L’invito a cambiare prospettiva è uno dei temi al centro di Mce Mostra Convegno Expocomfort, manifestazione biennale dedicata all’impiantistica civile e industriale, alla climatizzazione e alle energie rinnovabili, la cui 41esima edizione si chiude oggi a Fiera Milano. «Sommare in un unico intervento l’integrazione di più tecnologie conviene – spiega Diego Manzocchi, project manager di Hoval –. L’interconnessione dei sistemi consente un risparmio nella fase di realizzazione dei lavori, che si tratti di nuova costruzione o di riqualificazione dell’esistente. Ma soprattutto nella gestione quotidiana della casa».

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Prosegue Massimo Fiscaletti, Finance & Service Director di Enerqos, dagli stand di Bie (il comparto di MCE dedicato alle biomasse, una “ fiera nella fiera”): «Sommare tecnologie diverse significa arrivare a efficienze che fanno risparmiare fino al 60% considerati gli incentivi a disposizione e l’evoluzione delle offerte. Il vantaggio arriva anche dai tempi di ammortamento sfasati. Ad esempio, una illuminazione efficiente restituisce subito a chi ha investito un risparmio in bolletta e anticipa, anche come sensazione per l’utente, i successivi ritorni che deriveranno dalla presenza di altri impianti. Nel nostro caso potrebbe essere ad esempio un impianto di cogenerazione in grado di produrre in modo combinato calore (acqua calda/vapore) e corrente elettrica».

Spinto dalle possibilità offerte dalle detrazioni fiscali e dai rimborsi del conto termico, che premiano chi fra i privati scommette in produzione di energia da fonte rinnovabile, il mercato dell’impiantistica sta attraversando un momento di rivoluzione. Secondo i dati del 4° Rapporto congiunturale e previsionale sul mercato italiano dell’installazione impianti in edilizia, realizzato dal Cresme in partnership di Mce, nel 2017 gli investimenti affrontati per installare nuovi impianti (comprese le sostituzioni e i lavori fai-da-te) sono cresciute del 5% rispetto al 2016, per un valore complessivo di circa 60 miliardi. Nelle esigenze di climatizzazione della casa, la parte del leone la fanno ancora le caldaie a condensazione (che coprono circa l’80% del mercato), ma le tecnologie in pompa di calore stanno crescendo, di pari passo con la diffusione del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo. Non solo per le nuove costruzioni.

In questo scenario, sono sempre di più le aziende che offrono “pacchetti” integrati ad ampio raggio. «La scommessa è una casa sempre più interconnessa – spiega Marco Manzone, marketing director di Ariston Thermo –. Per questo, associare più tecnologie significa soddisfare in modo integrato diverse esigenze. Farle “lavorare” e interagire con l’Internet of Things e con un sistema che è in grado di dialogare con gli assistenti vocali dei nostri smartphone è la frontiera per un abitare intelligente, dove tutto è studiato per il comfort delle persone». Aggiunge Sergio Fiorani, ceo di Unical, che ha scommesso anche sulla forma architettonica dei propri dispositivi: «Integrazione significa poter offrire sistemi già combinati. Cioè già assemblati per funzionare con diverse tecnologie. Con alimentazione a gas o elettrica, a seconda delle destinazioni finali».

Lavorare per pensare al massimo delle soluzioni possibili fin dall’embrione è, del resto, l'ottica del mondo delle costruzioni 4.0. Non a caso, al centro del padiglione 2 di Mce, c’è un’intera area dedicata all’approfondimento del Bim. Un nuovo modo di gestire lo sviluppo dell’edificio che anche sotto l’aspetto del dialogo impiantistico potrà fare la differenza. Ad integrarsi (infine) non solo gli impianti, ma le forze in campo, per offerte complementari al cliente. Un caso fra tanti, quello di Sorgenia e Viessmann: offrono un check-up energetico digitale, personalizzato e gratuito, abbinato a un'offerta chiavi in mano per un sistema di soluzioni in grado di riqualificare l’esistente.

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