intervista a guido saracco

«Negli spazi di Aeritalia l’hub degli ingegneri che rilancerà l’industria»

Il polo sorgerà a Torino in corso Marche ci sarà anche un museo dedicato alle missioni spaziali


3' di lettura

L’aerospazio “promette” di essere uno degli ingredienti per il rilancio industriale di Torino. La seconda specializzazione produttiva del territorio, dopo l’automotive, diventa un tema di riferimento per i futuri progetti destinati a Torino area di crisi. Lo ripete il rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco, al lavoro sulla futura cittadella dello spazio che potrebbe nascere nei vecchi spazi di Aeritalia di proprietà di Leonardo. «Porteremo lì i nostri 600 studenti della laurea magistrale in ingegneria aerospaziale e progetteremo spazi dedicati alle imprese, alla ricerca e alla formazione».

Rettore, l’idea è di riprodurre quanto fatto a Mirafiori?

Sì, il modello è simile a quello del polo distaccato del Politecnico realizzato a Mirafiori dove ha sede il corso di laurea in Design dell’auto e dove, negli spazi della fabbrica dismessa gestiti da Tne (Torino Nuova Economia) sorgerà il futuro Competence center e il Manufacturing and Technology center voluto dagli industriali. Mirafiori dunque sarà l’area di riferimento per industria 4.0, lì saranno collocati anche gli spazi dedicati alle nuove lauree brevi per il settore manifatturiero, in una forte sinergia tra mondo della formazione, della ricerca applicata e delle imprese. Vogliamo creare una piattaforma analoga, ma tutta focalizzata sul comparto dell’aerospazio, in corso Marche, nella vecchia area occupata dalla Aeritali, dove venivano prodotte le ali dei Tornado.

A che punto siete?

Stiamo progettando, insieme a Leonardo, che resterà proprietario dei terreni ma li darà in concessione al Politecnico la creazione di nuovi spazi a ridosso di corso Marche, in un’area dismessa dal Gruppo ma che sarà completamente rilanciata. Quella è una zona di riferimento per il distretto aerospaziale torinese, da una parte infatti ci sono i circa 800 ingegneri della sede torinese di Leonardo, dall’altra si trovano gli esperti di Thales Alenia Space. Con Leonardo stiamo lavorando alle bozze dell’accordo mentre la progettazione degli spazi è in fase preliminare. La cittadella dell’aerospazio è parte integrante del progetto per Torino area di crisi.

Quali sono i driver del progetto?

Alla c’è l’idea di creare uno spazio dove mondo della formazione, della ricerca e mondo industriale possano vivere a stretto contatto, moltiplicando le occasioni di collaborazione e creando le condizioni per accelerare l’innovazione tecnologica. Lì avremo i 600 studenti della laurea magistrale in ingegneria aerospaziale, che si specializzano per i settori dell’aeronautica e dello spazio, Leonardo e Thales Alenia Space ci hanno indicato le nuove linee per fare ricerca applicata, si tratta di indirizzi fondamentali per guidare gli sviluppi tecnologici più strategici per il settore, funzionali anche all’attrazione delle imprese del distretto e della rete di fornitori di queste due grandi imprese.

Una sorta di rinascita per un’area dismessa?

Sì, la convinzione è che la conoscenza possa fare da strumento essenziale per il rilancio non soltanto di un’ex area industriale ma dell’economia della città. Hanno fatto così in altre realtà come Pittsburgh, a Coventry, in alcune aree della città di Berlino. Il mondo dell’Università cofinanzierà questi progetti perché punta ad avere un forte impatto sociale sul tessuto cittadino grazie a iniziative basate sulla conoscenza che facciano da driver alla trasformazione e al rilancio della città.

La cittadella dell’aerospazio sarebbe inoltre un terreno ideale per far sviluppare le start up e contribuire ad accelerare le fasi di industrializzazione dei progetti innovativi. Noi vogliamo contribuire a creare un humus fertile, capace di facilitare il trasferimento tecnologico e perfezionare la formazione dei ragazzi, oltre a ottimizzare e focalizzare i processi di ricerca applicata e attrarre nuove imprese del settore interessate a collocarsi in questi spazi. A completare poi l’offerta potrebbe esserci anche la possibilità di creare nella cittadella dell’aerospazio un museo dedicato alle missioni spaziali e alla storia della esplorazioni. La vicinanza alla Altec, la società considerata la “Houston” italiana grazie al centro di controllo delle missioni spaziali che ha sede a Torino, è un grande vantaggio.

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