il caso del pinot grigio

Negli Usa cresce il domestic wine

di Barbara Ganz


2' di lettura

Da commodity a domestic wine: è la svolta del Pinot grigio, discussa dal Consorzio delle Venezie Doc al Wine2wine, il Business Forum internazionale dell’industria del vino organizzato dal Vinitaly International. Al centro “The success of Pinot grigio in the USA in the lockdown era”: sotto esame le variazioni di consumo di vino all’interno di diversi Paesi del Mondo, nel corso del tristemente eccezionale 2020. I dati raccolti hanno evidenziato un sostanziale incremento per tutti i territori esaminati, in particolare per gli Usa, che registrano un +19%. Si è voluto puntare i riflettori, quindi, proprio su questo mercato, in cui l’innalzamento del trend è andato di pari passo con un cambiamento delle abitudini. «Si tratta a tutti gli effetti di una crescita della frequenza di consumo – ha detto Lulie Halstead, ceo di Wine Intelligence, società britannica che si occupa di ricerche di mercato nell'industria del vino – che si sposta all’interno dell’ambiente domestico, slegandosi dal fattore cibo e dalla cosiddetta food occasion; e, inoltre, a trainare il trend positivo degli ultimi mesi sono le donne».

Lo studio rivela l’affermarsi del consumo di vino al di fuori dai pasti, perlopiù al termine di una giornata di lavoro. Il vino, negli Usa 2020, ha assunto il ruolo di piacere concesso a fine giornata, seppur all’interno delle mura di casa. Se inserito nel contesto del pasto, il consumo è diventato meno saltuario. Riguardo al Pinot grigio nello specifico, si rileva un incremento delle vendite sia entro il canale della grande distribuzione sia dalle piattaforme e-commerce. «Il Pinot grigio ha registrato un buon successo poiché i consumatori lo conoscevano; nella difficoltà le persone volevano qualcosa di cui potersi fidare, perché non sapevano cosa sarebbe successo. E il Pinot grigio rispondeva proprio a questa necessità di rassicurazione. Le vendite dei nostri Pinot grigio hanno registrato una crescita che va dal +15% al +30% nel mercato Usa, a partire da marzo e nel corso degli otto mesi successivi», spiega il Master of Wine Nicholas Paris, direttore del Global Sourcing of European Wines per il colosso E&G Gallo Winery - gruppo che da oltre vent’anni importa vino italiano negli States.

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