Il caso GameStop non è finito

Negli Usa torna la corsa dei piccoli trader: i titoli Amc volano del 90%

Il caso GameStop non è finito: a Wall Street è tornata l’euforia per i cosiddetti «meme stocks». Forti acquisti sulle opzioni: volano anche Beth Bath & Beyond, Koss e altri

di R.Fi.

Il caso GameStop: crociata dei day trader contro gli hedge fund

2' di lettura

Il caso GameStop non è finito: a Wall Street è tornata l’euforia per i cosiddetti «meme stocks». Cioè per i titoli che attirano grandi folle di piccoli trader-risparmiatori aizzati dai «meme» che girano su alcuni social network. Questa volta il bersagio dell’esercito di piccoli trader non è GameStop, ma il titolo della catena dei cinema Amc: preso di mira dagli acquisti, ieri il titolo in Borsa stato fermato per eccesso di volatilità quando era in rialzo di oltre il 90%. Balzo che gli aveva fatto aggiornare il record, anche perché ha seguito un balzo del 22,7% del giorno precedente quando l’azienda ha annunciato la vendita di azioni.

Il titolo di Amc è uno dei preferiti dai piccoli investitori che si ritrovano su Reddit a parlare di mercati azionari ed è stato al centro di forti speculazioni negli ultimi mesi, insieme a quelli di diverse società in difficoltà, a partire dalla catena di negozi di videogiochi GameStop, che ieri ha in serata guadagnava quasi l’8%. I forti rialzi riguardano anche altri titoli: Beth Bath & Beyond saliva nella serata europea del 46%, Blackerry di oltre il 18%, Koss ha guadagnato oltre il 24%, Express più del 25%, Nokia il 5,8%.

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Le limitazioni delle piattaforme

A febbraio, l’alta volatilità su questi titoli aveva convinto le piattaforme di trading come Robinhood a limitare le contrattazioni, alimentando però le polemiche tra piccoli investitori - che scommettono contro le vendite allo scoperto degli hedge fund - e investitori istituzionali. In seguito, sono state organizzate delle audizioni in Congresso per analizzare la speculazione su GameStop e su altri titoli.

La scorsa settimana gli investitori con posizioni short (cioè corte, cioè ribassiste) su Amc hanno stimato una perdita di 1,23 miliardi di dollari con un rally del titolo di oltre il 116%, secondo i dati di S3 Partners. Dall’inizio dell’anno, Amc guadagna oltre il 1.700%, GameStop circa il 1.350%.

A guidare questi balzi violenti sono i piccoli risparmiatori, che si coordinano tra di loro per operare sul mercato delle opzioni. Cioè quel mercato che consente con pochi soldi di movimentare un capitale molto maggiore. Il fatto che siano i piccoli a muoversi su questi titoli lo dimostra il fatto che sul mercato delle opzioni si vede un fiume di piccoli e piccolissimi ordini.

La speculazione

Il rischio di questo comportamento puramente speculativo è - secondo Gene Goldman, chief investment officer di Cetera Financial Group intervistato da Bloomberg - che si crei una sorta di profezia auto-avverante: questo perché quando i Dealers vendono le opzioni call ai risparmiatori, per coprirsi dai rischi e per mantenere un attegiamento neutrale sul titolo sottostante devono acquistare quel titolo in Borsa. E devono continuare a comprarlo man mano che il prezzo delle opzioni si avvicina allo stike price. Questo crea un artificiale rialzo sul titolo, che può diventare pericoloso appena il mercato gira. Esattamente come successo nei mesi scorsi a GameStop. Vedremo come andrà questa volta.

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