Immobiliare

Negozi e box nelle zone giuste possono rendere fino al 10%

Dopo la discesa dei prezzi in lockdown, i piccoli ambienti per il commercio oggi offrono occasioni di acquisto. Lo spazio per l’auto va scelto dove la popolazione supera i posti per parcheggiare

di Evelina Marchesini

Anagrafe immobiliare integrata, strumento a doppio taglio

3' di lettura

Inflazione in risalita, mercati finanziari volatili e ottime prospettive per il mattone. Gli ingredienti affinchè i grandi investitori puntino sul mattone ci sono tutti.
E i piccoli investitori? La voglia di mattone cresce, anche in Italia. Ma se si guarda all’immobiliare come investimento, anziché come utilizzo in proprio, è davvero la casa la miglior opzione? Ci sono altre categorie da considerare. Due i settori verso cui storicamente si rivolgono i risparmiatori italiani: box e negozi. Un’elaborazione esclusiva di Tecnocasa per Il Sole 24 Ore fa luce su dove investire.

Diversificazione innanzitutto

«Chi volesse diversificare il proprio portafoglio immobili può orientarsi anche su box e negozi. Asset immobiliari - spiega Fabiana Megliola, responsabile Ufficio Studi Tecnocasa - che, rispetto alla casa, offrono rendimenti mediamente più elevati».

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FOCUS SULL'INVESTIMENTO
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I box che, secondo i dati Tecnocasa, sono stati acquistati nel 44,1% dei casi per investimento. «È una percentuale importante che si spiega con l’interesse verso la locazione - continua Megliola -. Infatti, il 27% delle operazioni realizzate dalle agenzie Tecnocasa sono proprio di affitto. In generale, il dato sulle transazioni immobiliari è in crescita e questo ha trascinato anche i box. L’agenzia delle Entrate, nei primi nove mesi del 2021, evidenzia un recupero degli scambi dei box del 41,9% a livello nazionale e del 39% per le grandi città. Aumento che si conferma anche nel confronto con i primi nove mesi 2019».

Opzione garage

Chi acquista per mettere a reddito un box guarda alla maggiore facilità di gestione e ai rendimenti interessanti, intorno al 6,4% annuo lordo. A livello di valori, secondo Tecnocasa, i box negli ultimi dieci anni hanno perso il 31,5% (contro il 28,5% delle case). Chi fa questo investimento valuta la zona, prediligendo quelle a bassa presenza di box rispetto alla densità abitativa, e la dimensione che deve consentire manovre agili, ma anche le aree in cui si prevede una riduzione di parcheggi. Effetto contrario si registra in quelle zone in cui si prevede la nascita di aree per parcheggiare.

I box nelle città

Scendendo nel dettaglio dei rendimenti, la miglior piazza in cui investire in garage è Roma, che garantisce un ritorno annuo medio del 7,1%. Anche a Napoli il rendimento è alto, pari al 6,4%, seguito da Torino (6,2%) e Firenze (6,1%). Milano si difende con un 5,6% (i rendimenti sono più bassi soprattutto a causa dell’elevato costo di box e posti auto) e a Verona si viaggia intorno al 5%. Sono rendimenti medi lordi, ma il box ha pochi costi di manutenzione e non richiede una vera e propria gestione. Napoli è la più cara, con un costo medio di 35.150 euro, seguita da Firenze con 34.090 euro e Milano, dove in media un box costa 30.860 euro. A Roma l’esborso scende a 30.560 euro, per poi spendere molto meno a Verona e Torino (rispettivamente 19.440 e 18.490 euro).

Opzione negozio

«Discorso diverso per i locali commerciali che, da sempre, sono considerati un ottimo investimento tanto che il 49,2% delle compravendite realizzate con la nostra rete ha questa finalità, prevalentemente su tagli inferiori a 50 mq» spiega Megliola.

I rendimenti annui lordi si aggirano sull’8-9%, ma superano il 10% nelle vie più periferiche o di minor passaggio al fine di compensare il maggiore rischio. Oggi la preferenza va a negozi posizionati in una via di transito e locati da tempo a inquilini solvibili.

«L’asset ha risentito del lockdown e molti proprietari hanno rinegoziato il canone pur di non lasciare vuoto l’immobile. A rendere interessante l’investimento sono anche i prezzi bassi che si possono spuntare: negli ultimi dieci anni i locali commerciali in vie di passaggio hanno perso il 38%, quelli nelle vie non di passaggio il 42,5%. Gli investitori sono molto concentrati sul settore, ma con un atteggiamento decisamente prudenziale soprattutto per la ristorazione e l’abbigliamento, maggiormente penalizzati dal lockdown», conclude.

Anche sul fronte dei negozi di quartiere e di piccolo taglio vince la Capitale in termini di rendimento lordo annuo: 11,1%. A Firenze un negozio rende il 10,4%, a Torino il 10,2% e a Napoli il 10% tondo. Milano e Verona chiudono la classifica delle principali città, con un rendimento dell’8,5%.

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