Aziende storiche

Negozi e clientela locale sempre più strategici per Pisa Orologeria

di Marika Gervasio

Una delle quattro griffe che compongono il castone dell’anello Always è stata tramutata in un pavé di brillanti a forma di lancetta

2' di lettura

Nel cuore di Milano inizia la storia di una famiglia originaria di un piccolo paese dell’Emilia-Romagna che ha trasformato la sua passione per gli orologi in un mestiere intrapreso da Divino, secondo dei tredici fratelli Pisa che negli anni 30 del secolo scorso fonda la prima Scuola di orologeria italiana.

Viene seguito presto nella sua attività dal fratello Osvaldo che nel 1940 apre in via Verri una piccola bottega-laboratorio. A lui si affianca Ugo e nel 1960 la bottega Fratelli Pisa diventa un punto di riferimento della borghesia medio-alta milanese e di una clientela internazionale, da Maria Callas a Totò, Joan Crawford e Fausto Coppi.

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Di decennio in decennio e di generazione in generazione l’attività di Pisa Orologeria cresce e nel 2014 viene lanciata la prima collezione di gioielli Pisa “Lancette” cui segue, nel 2016, l’apertura di uno spazio dedicato all’ultimo piano del flagship store di via Verri, il Salone dei gioielli.

E proprio questo spazio, assieme alla boutique Rolex di via Montenapoleone, è stato protagonista del piano di restyling avviato dall’azienda che ha risentito, come tutti, degli effetti negativi della pandemia - il 2020 si è chiuso con un calo del 36,9% dei ricavi scesi a 48,8 milioni rispetto ai 77,4 milioni del 2019 (+8,4% rispetto al 2018) -, ma che, nonostante il momento di incertezza, ha continuato a investire in nuovi progetti (compresa l’inaugurazione di una boutique Hublot accanto al flagship) che fanno prevedere una decisa ripresa per quest’anno anche alla luce dell’incremento del 53% registrato nei primi tre mesi (ultimo dato disponbile).

Gli spazi di vendita fisici e il contatto diretto con i clienti sono da sempre stati fondamentali per l’azienda, che, però, non dimentica l’importanza del digitale. Per rispondere alle ripetute chiusure imposte e al blocco del turismo internazionale, durante il primo lockdown ha, infatti, lanciato Pisa Circle, una vetrina online che permette agli appassionati di tutto il mondo di accedere a un’offerta di oltre 2mila prodotti di alta orologeria, gioielleria e accessori anche a distanza.

La pressoché totale assenza di turismo estero è stata controbilanciata dal consolidamento della clientela italiana - fulcro della strategia di sviluppo dell’azienda - come dimostra la crescita del 10% del loro peso sul fatturato, rispetto al 2019. Proprio in quest’ottica ha lanciato Timeless, un servizio di permuta che permette a chi ha acquistato orologi in passato di rinnovare le proprie collezioni.

Sul fronte dei gioielli il Salone della boutique di via Verri ospita sei brand storici e contemporanei di alta gioielleria (Boucheron, Chaumet, Chopard, Messika e Tamara Comolli) che si affiancano a Pisa Diamanti. Tra le proposte del brand di proprietà, la collezione dedicata all’amore, Pisa in Love, caratterizzata da montature essenziali per valorizzare ciò che li rende preziosi e unici: la gemma.

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