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Nei folli panni di una vamp

Mira Harberg è un’attrice di film da blockbuster che vuole rifarsi la carriera nel cinema autoriale, sotto la direzione di un regista geniale, ma instabile. Assayas trasforma in una serie divertente una sua pellicola di culto

di Gianluigi Rossini

Alicia Vikander è Mira Harberg in «Irma Vep»

2' di lettura

Presentata a fine maggio a Cannes, Irma Vep (su HBO in queste settimane, su Sky e NOW dal 3 agosto) è forse una delle serie più “meta” di sempre, nella quale quasi nulla di quello che vediamo ha un solo livello di lettura. In parte è inevitabile: si tratta di un rifacimento dell’omonimo film di Olivier Assayas del 1996, che a sua volta parlava del finto rifacimento di Les vampires di Louis Feuillade, film a episodi del 1915.

Irma Vep del 1996 era un indie dal budget risicato che ottenne un buon successo internazionale e generò un piccolo culto, rimasto vivo negli anni: allo stesso tempo satira e dichiarazione d’amore per il cinema, ci faceva entrare nel caotico, prosaico dietro le quinte di una produzione francese attraverso gli occhi un po’ spaesati di Maggie Cheung (una delle attrici feticcio di Wong Kar-wai), nella parte di se stessa.

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Nella serie la storia resta più o meno invariata, con qualche aggiustamento: la protagonista è un’attrice americana, Mira Harberg (Alicia Vikander), diventata famosa con dei blockbuster stile Marvel ma ora stanca del cinema commerciale, motivo per cui si butta con entusiasmo nel rifacimento televisivo seriale di Les vampires con il regista René Vidal (Vincent Macaigne), autore tanto prestigioso quanto mentalmente instabile, come presto si scoprirà. Per Mira è una sfida irresistibile: deve interpretare Irma Vep, il personaggio di Les vampires modellato e interpretato dall’attrice Musidora, la prima vamp della storia del cinema. Come nel film, la trama si disperde sfacciatamente in mille rivoli secondari, non è interessata a un’architettura coerente e sembra sia sempre a rischio di deragliare. D’altra parte il centro di tutto è il set e anche la produzione, che potrebbe crollare da un momento all’altro per problemi di budget o per la follia di René.

Irma Vep è disordinata, divertente, irritante, a volte geniale. Assayas ha scritto e diretto tutti gli otto episodi, approfittando del maggior spazio concesso dal formato seriale per giocare liberamente con i personaggi. Ci sono alcune citazioni del film del 1996 (che suggerisco di rivedere prima), molti più spezzoni dell’originale di Feuillade, molte gustosissime scene della serie nella serie. Siamo da qualche parte tra Boris e Twin Peaks - il ritorno, ed è uno spasso.

Irma Vep

Olivier Assayas

Sky e NOW, dal 3 agosto

Riproduzione riservata ©

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